Bivacco Bedin

Da qualche giorno stavamo programmando un giretto con pernotto in bivacco e Fabrizio aveva già un’idea ben precisa: il bivacco Margherita Bedin. Suddetto bivacco a detta di molti è uno dei più belli di tutto l’arco alpino, quindi la cosa ci attrae parecchio. In più è la mia prima notte in una “scatola rossa” (eh già, le ho passate in casere, malghe, rifugi, ma in un bivacco mai!) e passarla in un posto così tanto decantato non fa altro che aumentare la voglia di partire.

Il giro per arrivare al bivacco è un’escursione che si può fare tranquillamente in giornata, quindi ce la prendiamo con comodo e partiamo subito dopo pranzo, arrivando 3 del pomeriggio in località Pradimezzo, 873 metri slm, poco sopra Cencenighe, al cospetto delle Pale di San Lucano, con gli zaini in spalla; cominciamo a camminare attraversando le ultime case del paese dove ha inizio il sentiero CAI 764.

Pradimezzo

Pradimezzo

Si inizia fra le case

Si inizia fra le case

Partenza del sentiero CAI 764

Partenza del sentiero CAI 764

Passate le case il sentiero sale subito con notevole pendenza e con varie svolte per una buona mezzora. Il terreno è bagnatissimo ma a dispetto delle previsioni meteo il sole fa a tratti capolino fra le nuvole. Dopo poco Fabrizio fa uno strappo in salita e guadagniamo quota in un battibaleno ritrovandoci alla malga del Torcòl in quarantacinque minuti. Qui uno spazio si apre tra i grandi alberi, ma non è un prato, ma bensì una zona piena di verdissime felci che rendono ancor più suggestivo il luogo.

Sentiero CAI 764

Sentiero CAI 764

Sentiero CAI 764

Sentiero CAI 764

Panorama verso Cencenighe e la valle del Biois

Panorama verso Cencenighe e la valle del Biois

Malga del Torcòl

Malga del Torcòl

Riprendiamo a salire fra il bosco che diventa più rado e pulito. A volte si apre qualche panorama passando a fianco del Ru del Torcòl che scava l’omonima valle. La pendenza è sempre buona, ma decisamente meno impegnativa e a tratti il percorso quasi si appiana. Poi di colpo ecco che lo spazio si apre sui pendii de Le Larghe, dov’è posta la malga Dambrosogn. Bellissimo! Ci fermiamo per una sosta ad ammirare quello che ci sta attorno e per riprendere fiato dopo un’ora e mezza di camminata e 900 metri di dislivello.

Cascate lungo la salita

Cascate lungo la salita

Fabrizio alle prese con un attraversamento

Fabrizio alle prese con un attraversamento

Sentiero CAI 764

Sentiero CAI 764

Malga d'Ambrosogn

Malga d’Ambrosogn

Meritata pausa

Meritata pausa

In mezzo a Le Larghe

In mezzo a Le Larghe

Sulle cime le nuvole corrono e dobbiamo sbrigarci. Più su qualche lingua di neve impone a Fabrizio di cambiarsi le calzature e mettere gli scarponi. Da qui prendiamo il sentiero CAI 765 verso Est, che risale verso forcella Besausega. Il bosco comincia pian piano a diradarsi creando angoli verdissimi ricoperti da un tappeto di soffice erba dal colore acceso. Poi ecco le lingue di neve. Passiamo la prima; poi la seconda, la terza… Gli alberi spariscono a quota 1900 metri slm, lasciando ora spazio alla roccia.

Il bosco si fa più rado lasciando spazio a piccoli ma verdissimi prati

Il bosco si fa più rado lasciando spazio a piccoli ma verdissimi prati

Cominciano i nevai

Cominciano i nevai

Grosso nevaio

Grosso nevaio

Siamo sotto le pareti delle cime d’Ambrosogn e le nuvole si fanno sempre più minacciose. Aumentiamo il passo. Ancora qualche nevaio che impone di fare delle tacchette per passare, poi in prossimità della forcella veniamo circondati dalla nebbia. Aumenta anche il vento e con lui anche il nostro passo.

Sentiero CAI 765, in prossimità di forcella Besausega

Sentiero CAI 765, in prossimità di forcella Besausega

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Oltre la forcella, verso il bivacco

Passiamo la forcella e qui praticamente finisce la salita. Ancora pochi minuti e saremo al riparo. Prima di arrivare a destinazione ci fermiamo presso una sorgente lungo il sentiero a prendere dell’acqua e poi via veloci. Finalmente eccoci al bivacco. Non ci guardiamo molto attorno. Apriamo i balconi e ci infiliamo dentro giusto in tempo per non prendere pioggia e grandine. Un tempismo perfetto.

Prima Pala, 2221 metri slm

Prima Pala, 2221 metri slm

Bivacco Bedin, 2210 metri slm

Bivacco Bedin, 2210 metri slm

Il bivacco è molto bello. In parte un classico Berti, ma con una “zona giorno” più larga dello stesso bivacco e con finestre su ogni sua parete che così fa in modo di poter gustare tutto il panorama a 360 gradi che gli sta attorno. Sfortunatamente per il momento il panorama è di sole nuvole. Attendiamo mangiando qualche cosa e disfando gli zaini. Troviamo due paia di pantofole che fanno al caso nostro e così diamo sollievo anche ai piedi.

In attesa che il temporale finisca

In attesa che il temporale finisca

Dopo più di un’ora finalmente smette di piovere e possiamo uscire dalla casetta rossa. Che dire: è veramente un bivacco eccezionale, non solo per come è fatto, ma soprattutto per la posizione. Di fronte la Civetta e la Moiazza. E già questo potrebbe bastare. Ma lì vicino il verticale Agner, il San Sebastiano e il Tamer, e con la limpidezza dell’aria scorgiamo anche i gendarmi degli Sfornioi. In lontananza il Cristallo, le Tofane, il Lastoi de Formin; e ancora, dietro la Civetta un raggio illumina la parete sud del Pelmo che fa capolino, mentre dalla parte opposta si alzano verdissime cime del Lastei di Pape. Che posto. Il paradiso!

La Civetta e la Moiazza

La Civetta e la Moiazza

Sfornioi. Si possono vedere anche i due gendarmi

Sfornioi. Si possono vedere anche i due gendarmi

Laggiù, il Cristallo

Laggiù, il Cristallo

L'Agner

L’Agner

Ci godiamo i panorami, girando come due bambini per un’ora, mentre un arcobaleno conclude alla grande questa meravigliosa giornata. Rientriamo in bivacco, mangiamo una zuppa calda, beviamo un te caldo e poi ci corichiamo appagati e contenti di essere qua su.

Spettacolo naturale

Spettacolo naturale

Il risveglio è alle sei e mezza della mattina. Il vento non soffia più e il sole scalda l’aria. Usciamo e la prima cosa è ammirare nuovamente quello che ci sta attorno. Facciamo colazione e decidiamo di salire la vetta de Le Cime che sta qui di fianco a noi. Lasciamo gli zaini nel nostro pernotto e cominciamo a salire le poche decine di metri di dislivello senza traccia. Fabrizio sale senza esitazione per la via più congeniale e io lo seguo a ruota come uno scolaretto. Un breve passaggio di primo grado prima di raggiungere il punto più alto e poi eccoci a quota 2296 metri slm. Panorama unico! Oltre a tutto quello che abbiamo ammirato fin prima si aggiunge anche il gruppo delle Pale di San Martino ancora innevate. Da qui il tutto sembra maestoso.

Risveglio con il sole

Risveglio con il sole

Sotto di noi ancora qualche nuvola

Sotto di noi ancora qualche nuvola

Il Bivacco e dietro Le Cime

Il Bivacco e dietro Le Cime

In vetta a Le Cime a quota 2296 metri slm, dietro le Pale di San Martino

In vetta a Le Cime a quota 2296 metri slm, dietro le Pale di San Martino

Cima e Lastei di Pape

Cima e Lastei di Pape

Torniamo al bivacco, puliamo e chiudiamo tutto, rimettiamo gli zaini in spalla e cominciamo a scendere per la via di salita. Oggi il tempo è decisamente migliore di ieri e ci possiamo godere la discesa che facciamo con calma. L’ambiente nell’ultimo tratto di salita, e quindi ora nel primo tratto di discesa, è magnifico. Alte pareti cadono vertiginose nel Boral della Besausega mentre sopra la cima del Mul si fa sentire scaricando qualche masso.

Bivacco Bedin

Bivacco Bedin

Interno del bivacco

Interno del bivacco

Rientrando lungo il sentiero CAI 765

Rientrando lungo il sentiero CAI 765

Sotto le cime d'Ambrosogn

Sotto le cime d’Ambrosogn

Ci gustiamo appieno la discesa, con calma e passo lento, ammirando tutto ciò che ci sta attorno. Pian piano perdiamo quota e verso le 11 e mezza siamo alla macchina, pienamente soddisfatti e appagati di queste due mezze giornate fra le Pale di San Lucano.

Le verdissime Le Larghe

Le verdissime Le Larghe

Malga d'Ambrosogn

Malga d’Ambrosogn

Interno della malga

Interno della malga

Scendendo lungo il sentiero CAI 764

Scendendo lungo il sentiero CAI 764

Danni della neve invernale

Danni della neve invernale

Eritrico Nano

Eritrico Nano

Godendoci la discesa

Godendoci la discesa

Ultimo tratto di sentiero

Ultimo tratto di sentiero

Pradimezzo

Pradimezzo

Pradimezzo

Pradimezzo

Pradimezzo

Pradimezzo

Per concludere, con la macchina ci dirigiamo ad Alleghe per mangiare una cosa e bere una birra prima di lasciare questi luoghi magici…

Piazza di Alleghe

Piazza di Alleghe

Lago di Alleghe

Lago di Alleghe

Un grazie infinite a Fabrizio che m’ha fatto da cicerone in questa uscita, raccontandomi aneddoti per me incredibili del suo passato e delle sue imprese alpinistiche, oltre ad avermi fatto notare cime e pareti che non conoscevo. Grazie.

Per chi volesse approfondire la storia del bivacco, rimando all’interessante link del Gruppo Alpinistico Vicentino.

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Una risposta a “Bivacco Bedin

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