Tre Cime di Lavaredo

Itinerario

Ed ecco il primo post, il trekking (forse) più famoso del mondo: le Tre Cime di Lavaredo.
Elena ed io arriviamo tramite la strada a pedaggio, come i più comuni turisti, presso il rifugio “Auronzo”. Già da qui la vista delle Cime è fantastica anche se guardando verso sud i Cadini di Misurina forse rubano un po’ d’attenzione alle punte di dolomia più famose.

Cadini di Misurina

Dal rifugio prendiamo subito verso est il sentiero 101 e in pochissimo tempo ci ritroviamo a passare vicino alla chiesetta degli alpini,la roccia con le impronte di dinosauro e subito dopo il rifugio Lavaredo.
È pieno di gente, fortuna che il sentiero è di fatto una strada bianca e si riesce a passare facilmente la gente che sembra andare tutta a rallentatore.
Facciamo il timbro del rifugio e proseguiamo subito verso forcella Lavaredo. Arrivati lo spettacolo comincia. La nord delle Tre Cime è fenomenale. In lontananza si vede il rifugio Locatelli, prossima meta. Cominciamo la discesa verso quest’ultimo. Poco più di mezz’ora e siamo arrivati per mettere anche il secondo timbro. Gente sempre in quantità “industriale”. Impossibile anche prendere da bere ma tanto lo zaino è pieno…
Breve visita alla chiesetta e si riparte.

Le Tre Cime dal lato nord

Le indicazioni sui cartelli non sono per nulla precisi. Il sentiero 105 è indicato verso nord/ovest. Pazienza. Continuiamo a sud/ovest, bella discesa e poi quasi un’oretta di salita. Lo spettacolo del lato nord fa dimenticare la fatica. Ci fermiamo una ventina di minuti per bere e mangiare qualche cosa è riprendiamo il giro. Dopo quattro ore siamo sulla forcella di Col de Medo. L’aria è forte e ci rinfresca dalla giornata caldissima.
Manca poco.
In 15 minuti di lieve discesa dalla forcella e siamo nuovamente al rifugio Auronzo. Arrivati!
Un trekking stupendo, senza alcuna difficoltà tecnica… Ma visto il passo che abbiamo tenuto, se non si è un minimo allenati, si rischia di farlo anche in sei o sette ore o, come successo a una signora, di rischiare di non star bene per il caldo abbinato alla fatica e forse alla mancata idratazione.

I timbri dei rifugi

Alla fin fine,  paesaggi stupendi, trekking piacevolissimo e sicuramente da ripetere.

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5 risposte a “Tre Cime di Lavaredo

  1. Pingback: Lista trekking | RITORNO ALLE ORIGINI·

  2. Ciao e complimenti per il blog. A fine marzo sarò in zona cortina e vorrei fare delle belle camminate/ciaspolate. Sono una camminatrice ma NON esperta di alta montagna. Mi chiedevo se il giro delle tre cime di lavaredo si può fare anche a fine marzo o se hai da suggerirmi qualche altro bel sentiero con paesaggi mozzafiato da fare in sicurezza. Grazie

    • Quest’anno bisognerà controllare le condizioni della neve, l’assestamento e poi decidere se si può fare il giro. Sicuramente serviranno almeno le ciaspole o i ramponcini… se non i ramponi. In pratica è presto per sapere la fattibilità, ma bisognerebbe valutare anche le proprie capacità.

      Altri giri molto belli e sicuri sono il rifugio Nuvolau, passando per il rif. 5 Torri e salendo fino a questo per la carrareccia che parte dalla strada che sale al passo Falzarego (tabelle). Anche lì molto probabile dover usare le ciaspole, ma non ci sono difficoltà di rilievo (dislivello 1000 metri).
      Poi c’è il Mondeval dal passo Giau, il rifugio Città Di Fiume dallo Staulanza o, se le condizioni lo permettono, il giro del Pelmo.

      Ripeto, dovrai valutare sul posto le condizioni e capire se il giro è nelle tue capacità.

      Buona montagna

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