Promozione Piancavallo. Dov’è?

E allora scriviamo.
Nell’editoriale del Piancavallo Magazine, il direttore di giornale Flavio Mariuzzo scrive: “Della promozione in Piancavallo si occupano più o meno indirettamente: Promotur, Agenzia Turismo FVG, Consorzio Piancavallo Dolomiti Friulane, Comunità Montana del Fiuli Occidentale, Montagna Leader e Camera di Commercio, a cui si aggiungono gli interventi di Regione, Provincia e Comune d’Aviano. In tempi di spending review tutto ciò pare francamente un po’ esagerato. C’e qualche cosa da rivedere. […] In questo senso Piancavallo è un caso emblematico che può fare scuola anche per altre località turistiche dell’arco alpino: accentrando la responsabilità della promozione in un unico ente, che diventi un punto di riferimento chiaro e obbligato per tutti, si otterrebbe una maggior efficienza e un contenimento dei costi.”
Concordo pienamente. Ma deve essere fatto al più presto. Qui si stanno dilapidando soldi e poi, come succede in buona parte d’Italia, se la cosa non funziona, se non viene fatta in maniera corretta, se non trova la giusta via, non è colpa di nessuno.
In primo luogo vorrei capire che tipo di promozione è stata fatta per il Piancavallo. I vecchi opuscoli con mappe non dettagliate per qualche giro a piedi o in bicicletta che vengono ristampati da anni? L’aver scritto sul Gazzettino che c’era l’apertura del 1301Inn? La sua costruzione (che comunque approvo)? O girando un pochino nei siti per scoprire che ci sono ciaspolate che credo avranno ben pochi iscritti visto la “grande” promozione fatta? Quanti sanno che il palazzetto è stato rinnovato? In compenso tutti sanno che non c’è un distributore di benzina… promozione non mi sembra la parola adatta a quello che si sta facendo in tale direzione.
Si, il Signor Mariuzzo ha ragione, è ora che il Piancavallo dia la possibilità ad un unico ente di promuovere in maniera adeguata, con le risorse, i mezzi e con delle persone in grado di farlo, alla promozione di un polo turistico che non vede una sua rinascita da anni. Tra un po’ sono più promosse le uscite del CAI in estate che non l’apertura degli impianti sciistici!
A parte tutto quello che si potrebbe fare senza grosse spese aggiuntive (tenere aperto lo skilift del Colalto senza battere la pista, e riducendo di conseguenza in maniera enorme i costi di gestione, per chi volesse provare ad avvicinarsi al freeride oppure il passaggio sulle carareccie della Candaglia con una motoslitta durante le nevicate per dare la possibilità a tutti di camminare senza grandi sforzi, e sono solo che un paio di “stupidi” esempi) qui manca completamente la promozione di quello che già c’è. E se non si inizia, mai ci sarà la tanto sperata ripresa che tutti attendono.

Immerso nella neve e nei pensieri

Immerso nella neve e nei pensieri

Credo che all’inizio sarà dura incontrare la presenza di privati in aiuto nel farla, ma se le istituzioni cominceranno a creare realmente questa promozione in breve anche i gestori di locali, alberghi e quant’altro saranno propensi nell’aiutare questa cosa anche con finanziamenti magari attraverso delle pubblicità ad hoc. E non serve che ci sia la neve, la promozione va oltre la stagione invernale. Basta vedere il bike park estivo, dove la maggior promozione è stata fatta dai ragazzi che mantenevano i tracciati con semplici inviti, flyer e passaparola. O la ricettività che ha la taverna gestita da Sergio Babbo anche in estate, per la promozione che fa al proprio locale con degustazioni varie. O ancora i gruppi che il CAI riesce a far salire in montagna (non parlo di gruppi da 10 persone…) per una escursione giornaliera magari a Cima Manera. Per non parlare che forse l’unica vera promozione per il Piancavallo in toto la fa proprio (e unicamente) il “Piancavallo Magazine” dal quale sono partito con lo scrivere questo post. Enti pubblici e meno pubblici, svegliatevi e imparate a fare realmente promozione al territorio invece di prendere i soldini e fare promozioni inutili o puerili (non oso pensare che non venga fatta alcuna promozione).
Sono solo dei miei pensieri. Ma il Piancavallo è la montagna di casa per i Pordenonesi e personalmente mi starebbe a cuore una sua ripartenza, senza alcun interesse economico personale (al contrario, forse, di alcuni).

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