Sempre in Val Grande, sentiero della Memoria

Come sempre sono pronto ad uscire per le mie tre orette di montagna, ma anche oggi il tempo m’è avverso. Gocciola. Vorrei salire in Piancavallo, anche se in realtà volevo andare da tutt’altra parte per farmi una giornata intera di trekking. Alla fine decido di farmi il mio solito percorso Dardago-Mezzomonte, non ho voglia di prendere acqua per tutto il giorno, quindi vesto la Gianfranca e parto.

Brutto tempo

Brutto tempo

Lascio la macchina al “Rifugio”. Il cielo è sempre più scuro, soprattutto sotto montagna. Scendo immediatamente verso la diga di contenimento per cominciare il sentiero 990. Mi metto in cammino. Dopo 5 minuti comincia a cadere una via di mezzo fra neve e grandine. Troppo dura per essere neve, troppo leggera per essere grandine. Sembra che cada polistirolo.

Neve o grandine?

Neve o grandine?

Arrivato all’attacco del sentiero 984, e vedendo che non smette minimamente di nevicare e con il presentimento che uscendo dalla valle per raggiungere Mezzomonte possa trovare al 90% pioggia, decido per oggi di imboccare il “Sentiero della Memoria”, aperto dal CAI Pordenone. Non l’ho mai fatto, chissà cosa m’aspetta.

Sentiero della Memoria

Sentiero della Memoria

Che bel sentiero. Sale bene, con piccolissimi falsi piani, in mezzo alla faggeta, lungo la Valle della Stua. Sulla destra si ammira la “parete grande” di roccia, le Crode di San Tomè. Ogni tanto si intravede anche del carsismo. La valle scavata come non mai offre scorci molto belli.

Sentiero della Memoria

Sentiero della Memoria

Vista verso valle

Vista verso valle

Sasso con fossili di conchiglie

Sasso con fossili di conchiglie

Taglio ogni tanto sulla strada bianca, conosciuta come Venezia delle Nevi. Salgo fino ai 750 metri slm. La neve qui è abbondante, oltre i 30 centimetri. Decido di ridiscendere proprio per questa strada. La discesa è facile e completamente innevata, imbocco a un certo punto il sentiero 984 e scendo verso il ristorante Belvedere. La neve sparisce. Continuo facendo la passeggiata dell’Artugna. Arrivo al Col del Noseleit e risalgo nuovamente per il sentiero 990, a volte uscendo dalla traccia per guardare meglio il greto del torrente e la sua erosione. Incrocio anche le prime primule della stagione.

Erosione delle piene dell'Artugna

Erosione delle piene dell’Artugna

Primule

Primule

In breve sono nuovamente alla macchina. Tre ore e non me ne sono nemmeno accorto. Tolgo gli scarponi, accendo la macchina, e arriva la pioggia. Questa volta non mi lavo come un pulcino.

E’ ora d’andare a salutare chi non c’è più e che oggi avrebbe fatto gli anni… ciao Marco.

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