Piancavallo, rifugio Arneri, forcella La Palantina, casera Palantina e col Cornier “ALL IN ONE” con le ciaspole

Come da titolo, gran bel giro con le ciaspole in Piancavallo tutto in poco meno di una giornata. Ma vengo subito alla descrizione.

Ieri mattina sveglia prestino, verso le 7. Notte quasi insonne, dormito pochissimo e male e senza un buon motivo (o forse si). Ma non importa. Avevo deciso d’andare a ciaspolare in Piancavallo, mi tolgo i pensieri dalla testa e parto.
Arrivo e ho le gambe e la testa di legno. Mi ero fin scordato il portafoglio a casa, fortuna che me n’ero accorto prima d’arrivare al CRO. Faccio colazione al X Bar con Lerri che incontro mentre lui va a snowboardare. Ci salutiamo. Recuperato zaino e ciaspole mi avvio ma comunque decido di non strafare, quindi prendo la seggiovia che mi porta al rifugio Arneri. Ora si comincia.
Metto le ciaspole e comincio a salire verso la val dei Sass tramite quella che in estate è una mulattiera e che ora è completamente ricoperta di neve. A un centinaio di metri da me ci sono due scialpinisti che salgono. Mi accorgo di avere comunque un’ottima progressione. In pochissimo li passo e continuo la salita facendo una mia traccia. La neve è perfetta. La giornata pure, non c’è una nuvola nemmeno a pagarla.

Salita verso la val dei Sass con il col Cornier alle spalle

Salita verso la val dei Sass con il col Cornier alle spalle

Val dei Sass "sporcata" dal sottoscritto

Val dei Sass “sporcata” dal sottoscritto

Mi sembra una passeggiata arrivare alla val dei Sass. Mi lascio il rifugio sulla destra e attraverso la pista. Voglio scendere fino in casera Palantina ma non so ancora se tramite la forcella o se attraverso il sentiero CAI 993. Vado a vedere le condizioni. Arrivo in forcella e con la neve il primo tratto è veramente ripido. Impossibile scendere con le ciaspole. Continuo dritto e vado a fare due foto sul belvedere, che si trova a circa 1800 metri slm.

Verso forcella La Palantina

Verso forcella La Palantina

La vista come sempre è fantastica. Le Dolomiti Bellunesi, Belluno, la piana del Cansiglio, la catena del Monte Cavallo, il col Cornier, le vallette cariche di neve… che spettacolo!

Cimon del Cavallo

Cimon del Cavallo

Casera Palantina a valle

Casera Palantina a valle

Dopo qualche foto mi rimetto subito in cammino. Decido di scendere fino all’antro delle Mate, dove non è passato ancora nessuno. Sono il primo. Lo trovo strano, la scorsa estate era pieno di escursionisti.

Neve immacolata andando verso l'antro delle Mate

Neve immacolata andando verso l’antro delle Mate

Eccomi all'antro delle Mate

Eccomi all’antro delle Mate

E guardando bene fino ad ora non ho incontrato nemmeno tracce di ciaspolatori, ma solo di sci e di tantissimi animali.
Arrivo all’antro, autoscatto di rito anche qui, e continuo a scendere verso le tracce del 993. Qui si che sono passati altri ciaspolatori. Anche troppi. Seguo l’immensa traccia che mi porta verso casera Palantina. Il cartello indica 45 minuti… arrivato alla casera (1508 metri slm) mi accorgo d’avercene messi solo 32!!! E si che me la ricordavo più lunga e che le tracce seguivano pari pari il sentiero. Mi sa che l’ultimo mese passato a camminare sta dando i suoi frutti.

Casera Palantina

Casera Palantina

Scambiando due parole con un anziano scialpinista, scopro che la casera è bruciata a Novembre, non lo sapevo, non ero in Italia. Mi prende un po’ di malinconia, me la ricordavo da questa estate messa di tutto punto, completamente restaurata. Mi passa un pensiero volgare verso i vandali.
Mangio qualcosina, bevo, riposo 5 minuti e riparto. Riprendo il 993 e torno verso l’Arneri. La stanchezza fisica e la spossatezza mentale mi sono passate da un pezzo. Mi sento in formissima. Arrivato al bivio che indica la direzione del rifugio e quella del col Cornier l’unica cosa che mi viene in mente è di salire verso la croce della montagna. Fortuna che non volevo strafare…

Verso il col Cornier

Verso il col Cornier

Foiba

Foiba

Non ci sono tracce. Non apro nemmeno la mappa. Decido d’andare “a vista”. Si, mi sono divertito un mondo. Giù nelle vallette, attraverso piccole creste, passando a fianco di un paio di foibe (gli inghiottitoi verticali spesso presenti nelle zone con carsismo) che mi ricordano di fare comunque molta attenzione, e poi su dritto verso la cima intersecando finalmente delle tracce di scialpinisti che erano già saliti il giorno prima. Arrivato alla croce nella sommità (1767 metri slm), altra vista pazzesca. La pianura si apre da est a ovest, dietro nuovamente Cima Manera, il Tremol e le Dolomiti Bellunesi, la neve che candida come del soffice zucchero a velo ricopre le varie vallette addolcendole fino a farle sembrare irreali. Ma è ora di rientrare.

Il col Cornier e la pianura friulana

Il col Cornier e la pianura friulana

Autoscatto sulla cima del Col Cornier (1767 metri slm)

Autoscatto sulla cima del Col Cornier (1767 metri slm)

Dolomiti bellunesi dal col Cornier

Dolomiti bellunesi dal col Cornier

Salirei nuovamente, mi sento ancora fresco, carico. Ma devo scendere causa lavoro. Torno sui miei passi, scendo quasi saltellando, la neve è ancora stupenda, arrivo quasi al rifugio Arneri e poi scendo a fianco della pista Nazionale.

Il col Cornier in rientro verso il rifugio Arneri

Il col Cornier, in rientro verso il rifugio Arneri

A metà prendo la variante nuova, quella costruita grazie a un terrapieno che in estate si nota immediatamente, esco in fuoripista verso valle per scendere. Un avviso a tutti nel caso vogliate passare: non fatelo. E’ una pazzia scendere da lì con la neve. Ci metto quasi mezzora, la pendenza è tanta, la neve troppa e si sprofonda, e penso nel mentre della discesa che avrei potuto metterci dieci minuti scendendo a lato della pista senza faticare come un “mus”. Ma non importa e mi sta bene, la prossima volta imparo a stare più attento anche a questi passaggi. Arrivo in “busa”, tolgo le ciaspole e mi dirigo verso la macchina.
Che giro fantastico, e una buona parte su neve non pestata.
Lo rifarò, e non solo in estate, magari il prossimo anno, ma nuovamente con le ciaspole ai piedi.

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2 risposte a “Piancavallo, rifugio Arneri, forcella La Palantina, casera Palantina e col Cornier “ALL IN ONE” con le ciaspole

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