Dardago, Valle della Stua, Casera Saùc, Casera della Valle Friz e rientro per la Val Grande (in parte con le ciaspole)

Oggi gran bel giretto assieme a Tony, un signore conosciuto per vie traverse con la mia stessa passione: camminare in montagna. Era la nostra prima uscita assieme e spero vivamente che non sia l’ultima.

Come da titolo, un’escursione che vorrei inserire in un breve trekking di 2 o 3 giorni che ho in mente di fare appena possibile. Ma vengo subito al sodo…

Sveglia alle 6:30 con mio padre che mi avvisa che ha nevicato fino a basso. Apro la finestra, metto fuori il naso e non c’è nulla di “preoccupante”, tanto saremo pronti sia con ramponi che con ciaspe. Appuntamento ore 7:30 presso il parcheggio sottostante il ristorante “lo Chalet” (poco meno di 400 metri slm), conosciuto anche come Belvedere. Incontro Tony e decidiamo in meno di un secondo che giro fare e partiamo.

Pozza nel torrente Cunaz

Pozza nel torrente Cunaz

Saliamo subito per il sentiero CAI 994, conosciuto anche come “sentiero della Memoria”, che sale nella valle della Stua. Con noi c’è la cagnolina di Tony, Lady, e un pastore tedesco (poi scopriremo il nome) che vive presso il locale da dove siamo partiti. Insomma, una bella combricola. Saliamo il sentiero che incrocia più volte la mulattiera conosciuta come Venezia delle Nevi. Il sentiero sale bene, il torrente Cunaz ci regala la vista di una splendida pozza e il centimetro di neve caduto un po’ di belle vedute. Peccato che il meteo non sia stato azzeccato e le nuvole comincino ad addensarsi sopra di noi.

Sentiero CAI 990

Sentiero CAI 990

Arriviamo all’incrocio con il sentiero CAI 990, che prendiamo in direzione est verso casera Saùc (1152 metri slm). Il pastore tedesco ci guida in mezzo la neve. Che fortuna! I segnavia sono sepolti dal manto bianco e siamo i primi a passare di là, nessuna traccia di nessuno. In due ore e mezzo siamo alla casera. Sosta. Beviamo, si mangia uno snack e ci si mette le ciaspole. Si cominciava a sprofondare. Piccola nota: la casera è chiusa, ma un piccola veranda chiusa da vetri può fare da ricovero di fortuna, con sedia e coperta lasciati per chi ne avesse bisogno.

Sentiero CAI 994

Sentiero CAI 994

Casera Saùc (ma chi c'è nello specchio?)

Casera Saùc (ma chi c’è nello specchio?)

Continuiamo di buon passo e in pochissimo siamo alla Baracca del Sauc. Continuiamo per la strada bianca, che in questo caso è molto bianca. Un cartello ci fa capire quanta neve c’è. Le nuvole cominciano ad abbassarsi e noi continuiamo a salire. Incrociamo una coppia di signori anziani che conoscono il pastore tedesco che ancora ci segue, anche se in realtà siamo noi a seguire lui. Scopriamo che si chiamo Maso, soprannominato fino a quel momento “guida stella alpina”.

Cartello che a noi indica quanta neve c'è e nulla di più

Cartello che a noi indica quanta neve c’è e nulla di più

Scambiate due chiacchere continuiamo e arrivati nei pressi di casera Campo tagliamo un paio di tornanti seguendo le tracce di qualche scialpinista. La visibilità è di 10 metri. Non vediamo assolutamente nulla.

Tony e Lady vicino a casera Campo, che naturalmente non vediamo

Tony e Lady vicino a casera Campo, che naturalmente non vediamo

Maso che ci porta verso Casera della Valle Friz durante un breve momento di sole

Maso che ci porta verso Casera della Valle Friz durante un breve momento di sole

Ritorniamo sulla mulattiera che porta a casera della Valle Friz. Siamo sul punto più alto, circa 1600 metri sul livello del mare. La strada si fa in leggera discesa. Finalmente ecco la casera. E’ mezzogiorno. Entriamo e pranziamo.

Monte Candole

Monte Candole

Casera della Valle Friz (1515 metri slm)

Casera della Valle Friz (1515 metri slm)

La casera (1515 metri slm) è tenuta benissimo, quindi un grazie ai Vigili del Fuoco di Pordenone che ce l’hanno in gestione. C’è tutto. Tavoli, sedie, una stufa, legna, un soppalco in legno dove dormire e tante bottiglie d’acqua per chi dovesse esserne sprovvisto. Complimenti.

Dentro la casera a mangiare prima di rientrare a valle

Dentro la casera a mangiare prima di rientrare a valle

Tony pronto al rientro in prossimità della Valle Friz

Tony pronto al rientro in prossimità della Valle Friz

Stiamo una mezzoretta e così ci riposiamo un po’. Poi decidiamo di scendere per la val Grande. La neve è immacolata. Non è passato nessuno. Che spettacolo. Peccato solo le nuvole, anche se si sono alzate e il sole ha fatto capolino due volte, che coprono la visuale verso valle e verso monte. Non importa, si scende.

Neve immacolata che ci attende per la discesa

Neve immacolata che ci attende per la discesa

Scendendo dalla casera nella faggeta

Scendendo dalla casera nella faggeta

Maso che ci aspetta all'imbocco della Val Grande

Maso che ci aspetta all’imbocco della Val Grande

Che divertimento. Nessuno è ancora passato, libertà totale di fare la propria traccia per scendere. La neve è stupenda e sta pure fioccando. Le ciaspole tengono benissimo. Siamo sul sentiero CAI 984. Ci teniamo sulla sinistra orografica e scendiamo poi per il sentiero CAI 984a. Arrivati a 1000 metri di quota ci togliamo le ciaspe. Da qui il sentiero ci porta in breve alle macchine. Si, in breve, perché scendiamo non proprio lentamente. Sono le 14:30. Che spettacolo di giornata.

Tony che guarda a valla mentre le nuvole si diradano

Tony che guarda a valla mentre le nuvole si diradano

Finalmente si vede a valle il torrente Artugna

Finalmente si vede a valle il torrente Artugna

Vecchi abbeveratoi scavati nei massi che si utilizzavano durante la transumanza almeno 50 anni fa

Vecchi abbeveratoi scavati nei massi che si utilizzavano durante la transumanza almeno 50 anni fa

Grazie Tony della compagnia e della camminata. E grazie anche a Lady e a Maso. Ora posso andare a lavoro veramente felice.

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5 risposte a “Dardago, Valle della Stua, Casera Saùc, Casera della Valle Friz e rientro per la Val Grande (in parte con le ciaspole)

  1. Pingback: Lista trekking | RITORNO ALLE ORIGINI·

  2. Senza offesa per la baracca di lamiere, ma la Casera del Saùc è ben altra costruzione (di pietra) a circa 500 metri da quel punto in direzione Piancavallo. La si può vedere sulla sua collinetta poco prima di arrivare alla Baracca del Saùc, laddove la strada sterrata proveniente da Dardago si unisce alla strada asfaltata che porta a Piancavallo, volgendo lo sguardo a destra, verso valle.

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