Da malga Cate a Cima Valgrande con le ciaspole

Ieri mattina sveglia poco prima delle 6, apro la porta di casa e guardando verso il mare un lampo lontano mi fa presente che è il tempo che la fa padrona. Lo chiudo fuori casa e vado a farmi un caffè.

Il ritrovo è alle 7 in piazza Sarone, per poi raggiungere malga Cate in Alpago e da lì salire fino alla Cima Valgrande. Il gruppo di ciaspolatori aumenta, siamo in 4: l’ormai immancabile Tony, la sempre sorridente Tulia, lo sherpa Stefano e il pischello che sta ora scrivendo. A parte Tony gli altri due non li conosco, ma già nella salita in macchina verso il Cansiglio scopro che sono persone molto simpatiche e divertenti, per poi scoprire anche ottimi camminatori. Non mancano quindi risate e gogliardia in macchina. Ci si ferma per un caffè e poi per comprare delle paste lungo la strada e poi alle 8 siamo presso la malga. Nel parcheggio ci sono un po’ di scialpinisti pronti a salire. Noi pian piano ci prepariamo, controlliamo tutto, diamo a Stefano le brioches da mettere nello zaino e siamo pronti a cominciare la nostra salita.

Prendiamo da subito la carareccia che da dietro la malga (1054 metri slm) porta a casera Pian de le Stele e dopo poche centinaia di metri dobbiamo mettere le ciaspole. Fortunatamente la neve non ha ancora mollato, è abbastanza duretta e saliamo senza grossi problemi. Poi qui la salità è poco impegnativa seguendo la strada innevata, quindi facciamo pure un ottimo riscaldamento prima della parte più dura.

Carareggia dopo malga Cate

Carareggia dopo malga Cate

Continuiamo la salita nella Val Salatis e dopo poco la vista diventa stupenda. I Muri alla nostra sinistra fanno da cornice alla valle, con le sue imponenti slavine dei giorni precedenti e le sue punte ancora cariche di neve, lassù a 2000 metri. Sulla destra invece il Cornor, il Castelat e Guslon se ne stanno ancora nascosti, ma per poco. Poi anche loro mostreranno la loro imponenza del lato nord.

Verso casera Pian de le Stele

Verso casera Pian de le Stele

Slavine sotto I Muri

Slavine sotto I Muri

Senza grossi problemi in un’oretta e mezza raggiungiamo la casera, dopo esser passati vicino alla grossa Stalla Campitello, e qui ci fermiamo per la seconda (o terza?) colazione della giornata. Brioches e caffè. Quattro risate, Stefano che ci illustra sempre molto bene tutte le cime (poi quando parlerà con due scialpinisti in Cima Valgrande, Tony lo definirà “Mr Tabacco”) e tutti i percorsi possibili che si possono fare in estate o in inverno. Come uno sherpa per l’appunto.

Val Salaris e in fondo il Monte Sestier

Val Salaris e in fondo il Monte Sestier

Stalla Campitello

Stalla Campitello

Casera Pian de le Stele e dietro I Muri

Casera Pian de le Stele e dietro I Muri

"Turisti" a casera Pian de le Stele

“Turisti” a casera Pian de le Stele

Finita la colazione si riparte. Da qui la strada finisce e si sale attraverso il bosco, e la salita comincia a farsi sentire. In poco siamo già al Col Pezei, siamo a 1564 metri slm, circa a metà strada dopo due ore.

Salita verso Pian Pezei

Salita verso Pian Pezei

Pian Pezei

Pian Pezei

Seguiamo le tracce di qualche scialpinista e continuiamo a salire ai piedi de I Muri sempre seguendo il sentiero CAI 924, mentre le cime che si trovano a sud (ovvero il Guslon e le altre) cominciano a farsi vedere completamente. La vegetazione sparisce di colpo e la valle diventa spettacolare.

Tony nella parte più spettacolare della Val Salaris

Tony nella parte più spettacolare della Val Salaris

Accumuli sulla cima del Monte I Muri

Accumuli sulla cima del Monte I Muri

La neve comincia un pochino a mollare, ma si continua a salire. Dopo un’altra ora finalmente siamo in forcella Sestier e di colpo il Monte Caulana si presenta di fronte a noi. Vista magnifica.

La val Salaris da forcella Sestier

La val Salaris con la cima del Sestier, da forcella Sestier

Cima Valgrande e dietro il Monte Laste

Cima Valgrande e dietro il Monte Laste

Monte Caulana

Monte Caulana

Ci inseriamo nell’Alta Via numero 7 e proseguiamo in direzione di forcella Caulana. Vediamo anche la nostra meta poco più in la. Mi fermo a fare una foto al lago di Barcis con dietro l’imponente Resetum. Spettacolo. Ed eccoci finalmente a forcella Caulana con la cresta della sua montagna e a sud/est il pian delle More e poco più in là si può scorgere anche la pianura Friulana.

Lago di Barcis

Lago di Barcis

Da forcella Sestier verso forcella Caulana, con i monti Sestier e I Muri

Da forcella Sestier verso forcella Caulana, con i monti Sestier e I Muri

Eccomi in forcella Caulana e la sua cima

Eccomi in forcella Caulana e la sua cima

Pian delle More e la pianura

Pian delle More e la pianura

Piccola sosta prima di terminare la salita e poi in pochi minuti siamo in Cima Valgrande, a 2007 metri slm. Bellissimo. Incontriamo due scialpinisti, quelli che faranno diventare Stefano “Mr Tabacco”, si parla un po’, si mangia. Poi Mr Tabacco decide d’andare sulla cresta di una punta della Valgrande. Si toglie le ciaspe e parte. Dopo un minuto una nuvola lo fa scomparire davanti a noi. Dopo due minuti decido di raggiungerlo. Quando sono in prossimità dell’altra cima del monte, la nuvola si sposta e Stefano mi si para di fronte. E’ a due metri dalla punta, che batte una traccia, e io a poco più da lui. Meglio tornare indietro. L’accumulo di neve sta cedendo e rischia d’andar giù tutto, compresi noi (e soprattutto lui che è avanti di quei 3 metri che bastano a renderlo in posizione molto poco sicura).

Tony e io in cima Valgrande

Tony e io in cima Valgrande

Cima Valgrande e le tracce di Stefano (notare lo smottamento creato...)

Cima Valgrande e le tracce di Stefano, io ho calpestato le sue naturalmente (notare lo smottamento creato dal pazzo…)

E’ ora di rientrare. Riprendiamo la stessa via dell’andata. Arrivati a forcella Sestier Tulia e Stefano continuano a seguire le tracce. Tony ed io ci avventuriamo come il nostro solito fuori traccia per una valletta a sud. Neve fresca anche se comincia a cedere. Divertimento assicurato, anche se è già stato tutto fantastico. Ci ricongiungiamo con gli altri quando riappare la vegetazione.

Fuori traccia

Fuori traccia

Orma della ciaspola di Tony che scivola su un versante. La neve comincia a mollare.

Orma della ciaspola di Tony che scivola su un versante. La neve comincia a mollare.

In circa due ore e mezza siamo di rientro alla malga Cate, e nel frattempo la montagna scarica slavine che si fanno notare anche per i loro boati oltre che per la loro forza visiva. Arrivati in fondo, autoscatto tutti assieme.

Slavina dal monte I Muri

Slavina dal monte I Muri

Foto di gruppo alla fontana di malga Cate

Foto di gruppo alla fontana di malga Cate

E’ ora di birra e di tagliere di formaggi e salumi per finire alla grande una giornata grandiosa.

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2 risposte a “Da malga Cate a Cima Valgrande con le ciaspole

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