Da ponte Compol a forcella Lodina

25 aprile, giorno di grigliate e mangiare in mezzo ai campi, bevendo birra e vino e rimanendo distesi come le lucertole al sole ad oziare tutto il giorno dopo le le varie giornate lavorative per rilassarsi un po’. Tranne che per quattro amanti della montagna che invece preferiscono fare una giornata di trekking (e fatica) e andare a bere vino in quota dopo oltre 1000 metri di dislivello.

Il tutto comincia presto. Ritrovo alle 6:30 di mattina e partenza verso l’area protetta del Parco delle Dolomiti Friulane, patrimonio mondiale naturale dell’Unesco, dopo naturalmente una sosta per la colazione e aver recuperato qualche brioches per la tappa a casera Lodina che dovrebbe essere la nostra meta che poi però diventerà punto intermedio dell’escursione.

I quattri dell’apocalisse siamo sempre quelli: Tony, Stefano, Tulia e io. Con la macchina arriviamo fino a ponte Compol, situato fra l’omonima valle e la val Cimoliana. Ci prepariamo, con Stefano che non si fa mancare nessuna comodità con una seggiolina per mettersi gli scarponi per cominciare al meglio l’escursione.

La preparazione comoda di Stefano

La preparazione comoda di Stefano

Pronti via. Si parte. Prendiamo il sentiero CAI 374 che sale proprio per la Val di Compol, sotto la costa della Pala Floriane e Cazzalta. Il sentiero è semplice, pieno di foglie, ma non impegnativo tecnicamente. Sale comunque molto molto bene, la pendenza si vede e soprattutto si sente sulle gambe. Siamo di continuo in mezzo a un bel bosco che pian piano si sta risvegliando dall’inverno appena passato, facendo notare la nuova stagione con fiori e gemme.

Attacco del sentiero CAI 374

Attacco del sentiero CAI 374

Valle del Compol

Valle del Compol

Salendo attraverso il sentiero CAI 374

Salendo attraverso il sentiero CAI 374

Veronica Gialla

Veronica Gialla

Sentiero CaI 374

Sentiero CaI 374

Sentiero CAI 374

Sentiero CAI 374

Azione di termiti e picchi

Azione di termiti e picchi

Erba Trinità

Erba Trinità

Fungo

Fungo

In un paio d’ore il bosco man mano sparisce, cominciamo a trovare qualche punto con della neve perché sempre all’ombra, incrociamo a 1515 metri slm la fontana di casera Lodina e appena il bosco scompare eccoci proprio alla “casetta”.

Il bosco si dirada lungo il sentiero

Il bosco si dirada lungo il sentiero

Vista dalla Fontana Lodina

Vista dalla Fontana Lodina

Fontana Lodina

Fontana Lodina

Fontana Lodina (1515 metri slm)

Fontana Lodina (1515 metri slm)

La vista è favolosa, con il Duranno, cima dei Frati e cima Preti a nord, il dosso Nadei a est che si incunea nella val Cimoliana, il Resetum a sud est, e il Col Nudo a sud.  Facciamo una sosta guardandoci attorno lo spettacolo. Escono le famose brioches e dallo zaino di Stefano una bottiglia di Lambrusco che momentaneamente lascia in casera. Si decide infatti di proseguire verso forcella Lodina.

Vista da Casera Lodina sul Duranno e cima dei Frati

Vista da Casera Lodina sul Duranno e cima dei Frati

Casera Lodina

Casera Lodina

Tony ed io

Tony ed io

Duranno, cima dei Frati e cima Preti

Duranno, cima dei Frati e cima Preti

Targa di casera Lodina (1565 metri slm)

Targa di casera Lodina (1565 metri slm)

Gruppo di fiori di erba Trinità

Gruppo di fiori di erba Trinità

Val Cimoliana

Val Cimoliana

Da qui mettiamo le ciaspole. La valletta per salire è completamente esposta al sole e la neve marcia non fa far presa alle ciaspe. Fatichiamo a salire, ma nessuno demorde. Nel mentre abbiamo la fortuna di vedere una coppia di pernici bianche. In un’oretta scarsa siamo in forcella. Altra vista meravigliosa. Si apre di fronte a noi la Cima Fortezza, sulla destra la Busa dei Vediei con tutta la bellezza del Duranno e delle Cime Centenere e sulla sinistra il monte Toc con la rovinosa frana che costò la vita a oltre 1000 persone nella tragedia del Vajont.

Salita verso forcella Lodina

Salita verso forcella Lodina

Forcella Lodina

Forcella Lodina (1929 metri slm)

Pausa in forcella

Pausa in forcella

Il monte Toc e la parete liscia della frana

Il monte Toc e la parete liscia della frana

Busa dei Vediei

Busa dei Vediei

Troviamo un sasso levigato dagli agenti atmosferici e sgombro da neve dove facciamo una breve sosta prima di decidere di salire ancora un po’ sul monte che da il nome alla forcella e sfiorare quota 2000 metri slm. Tulia ci aspetta come una lucertola, Tony sale con le ciaspole, io con i ramponcini e Stefano senza nulla. Saliamo di qualche metro, poi è impossibile continuare. Per far prima decidiamo di scendere di “culo”, tranne Tony che ha un paio di pantaloni leggeri e si ritroverebbe fradicio! Ce la ridiamo.

Discesa dal Lodina

Discesa dal Lodina

Arrivati da Tulia, recuperiamo gli zaini e torniamo verso la casera. Anche qui c’è chi scende sciando con le ciaspe e chi continua con il fondoschiena. La neve è messa veramente male e stare in piedi è veramente difficile. Ci accorgiamo che più sotto c’è gente che ci osserva, mentre noi facciamo gli anti-montanari ridendo di gusto. Arrivati alla casera ci chiedono da dove arriviamo guardandoci perplessi… si beh, di matti come noi se ne vedono pochi da queste parti. Ma è ora di aprire la bottiglia di Lambrusco e fare un brindisi alla giornata.

Discesa dalla forcella

Discesa dalla forcella

Dopo un po’ rientriamo sempre attraverso il sentiero CAi 374 vedendo anche un paio di stambecchi che poco sotto, all’altezza della fontana, si stanno abbeverando in tutta tranquillità con l’acqua proveniente dal discioglimento della neve.

Stambecchi

Stambecchi

Scendendo incrociamo un bel po’ di gente appena arriviamo all’attacco del sentiero. I soliti turisti della domenica, quelli che non salutano, qualcuno che arrampica, chi porta i bambini a passeggiare. In fondo è giornata di festa oggi.

Scendendo attraverso il bosco

Scendendo attraverso il bosco

Il mio laccio rotto durante la discesa

Il mio laccio rotto durante la discesa

Punto di partenza

Punto di partenza

Valle del Compol

Valle del Compol

Cascata

Cascata

Arrampicatori

Arrampicatori

Ci lasciamo andare nel mettere i piedi nell’acqua ghicciata del torrente Cimoliana ed è subito un toccasana. Ma è ora di rientrare. Ma sempre facendo una sosta lungo il rientro per bere una birra e finalmente “litigare” per chi deve pagare.

Meditazione???

Meditazione???

Altra giornata stupenda.

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5 risposte a “Da ponte Compol a forcella Lodina

  1. Pingback: Lista trekking, escursioni e passeggiate | RITORNO ALLE ORIGINI·

  2. Escursione interessante e bellissime foto. Non conosco quelle montagne, ma non escludo di venirle ad esplorare un giorno. A Settembre forse, chissà. Complimenti per il tuo blog, il concetto di ‘ritorno alle origini’ lo comprendo pienamente e lo condivido.

    • Ho guardato il tuo blog. Complimenti. Se mai passerai da queste parti avvisa tranquillamente, e vedrai che qualche matto di quelli che hai visto in foto sarà sicuramente disponibile ad accompagnarti per una sana escursione. Poi a settembre (come vedrai se passerai nuovamente su “ritorno alle origini”) potrai godere a pieno delle Alpi Carniche o Bellunesi che frequentiamo e frequenteremo sempre più, anche in zone decisamente più interessanti di quelle fino ad ora descritte. Anche se già con il Nuvolau ti puoi fare un’idea di cosa abbiamo attorno da salire appena andrà via la neve. E se ti va porta anche l’imbrago!!! A presto spero.

      • Il mio blog è appena nato e mi manca una fotocamera di qualità. Migliorerà crescendo!
        Ti ringrazio per l’invito, vi terrò sicuramente in considerazione se organizzerò scarpinate in quelle zone. A presto e buon sole!

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