Da Heiligengeist alla cima del Dobratsch (1° di due giorni fra Austria e Italia)

29 e 30 aprile dedicati alla montagna assieme al “Mitico” Tony. Per una volta non è lui che porta me ma sono io che porto lui a fare un’escursione nei due giorni di trekking dedicati sui confini fra Austria e Italia. La nostra prima meta è il monte Dobratsch, partendo da Heilingengeist, per un totale di circa 40 km fra andata e ritorno con un dislivello in salita di 1300 metri.

Il punto di partenza non doveva essere Heiligengeist ma l’inizio della Alpen Strasse. Arrivati al pedaggio della strada chiediamo informazioni e una gentilissima persona ci indica che il modo migliore per salire, invece che da lì, è dal parcheggio del paese sopracitato attraverso il sentiero 291 segnalato dall’OeAV (Club Alpino Austriaco). Risaliamo in macchina e raggiungiamo il parcheggio in pochi minuti. Siamo sul lato nord del monte. Mettiamo gli scarponi, controlliamo gli zaini, troviamo i segnavia bianco/rossi e cominciamo la lunga salita.

Punto di partenza a Heilingeien

Punto di partenza a Heilingeien

Sentiero OeAV 291

Sentiero OeAV 291

Sentiero OeAV 291

Sentiero OeAV 291

Subito saliamo attraverso una vecchia pista da sci dismessa, qui c’erano moltissimi impianti sciistici tutti tolti per trasformare il Dobratsch in parco naturale, e ora la montagna è diventata il sogno di qualsiasi scialpinista. Dopo poche centinaia di metri imbocchiamo un sentiero. Qui tutto è ben segnalato, impossibile sbagliare strada. Ci inerpichiamo subito. Siamo in mezzo a un meraviglioso bosco secolare. Fa caldo e rimaniamo in canottiera, anche se il tempo non indica nulla di buono per il proseguo della giornata.

La splendida natura del Dobratsch

La splendida natura del Dobratsch

La salita, da molto ripida, dopo un’oretta si fa più modesta. Ma non c’è mai un attimo di pausa. Incrociamo spesso delle casere, malghe e ricoveri. Tutti chiusi ma molto ben tenuti. Comunque sappiamo che questo è il mese “morto” e tutti i locali hanno le serrande abbassate per ferie. Per chi volesse salire, dall’8 maggio tutto riapre.

Una delle casere incontrate lungo il sentiero

Una delle casere incontrate lungo il sentiero

A quota 1500 metri slm circa, dobbiamo mettere le ciaspole. Troviamo neve, soprattutto sul sentiero, e non è di certo delle migliori, anche se tiene abbastanza bene. Con il sentiero incrociamo più di una volta le varie piste che scendono, ma non disturba questa cosa perché piano piano la natura si sta riprendendo quello che era suo. Anzi, la cosa ci spinge per la prossima stagione invernale a pensare di tornare con sci e pelli di foca.

Tony ed io durante la salita

Tony ed io durante la salita

Igloo

Igloo

Quando siamo a quota 1650 metri, sfiorando la strada che porta al grande parcheggio terminale della Alpen Strasse, il bosco sparisce e siamo letteralmente spazzati dal vento. Raffiche sicuramente oltre i 50 km orari, che ci spingono lateralmente e riescono a spostarci mentre camminiamo. Tagliamo il sentiero e saliamo per un ripido costone senza neve. Tornati sul sentiero rimettiamo le ciaspe e… io rompo un attacco di queste! Imprecazione. Fortuna che il vento qui ha spazzato via quasi tutta la neve. Attacco le racchette allo zaino e metto i ramponcini che comunque mi bastano da qui alla cima. Ripartiamo e oltre alle varie tracce notiamo quella di un grosso felino, traccia grande quasi come la mia mano aperta. Una lince? Forse…

Traccia di lince

Traccia di lince

Arriviamo al pianoro che ci fa vedere il punto d’arrivo, se non fosse per il vento e le nuvole che lo coprono. Scorgiamo però la chiesa di “Maria am Stein”, la chiesa più alta d’Europa, posta a 2167 metri slm. Poco dopo, se ne esce anche l’imponente torre della televisione. Siamo quasi arrivati.

La chiesetta sulla cima si fa intravedere

La chiesetta sulla cima si fa intravedere

Ecco il monte Dobratsch, con la chiesa e la torre delle TV

Ecco il monte Dobratsch, con la chiesa e la torre delle TV

Facciamo l’ultimo strappo, ed eccoci finalmente nel punto più alto del Dobratsch, mentre il vento e la pioggia ci disturbano e le nuvole disturbano la splendida vista che oggi è praticamente inesistente. Vediamo a mala pena i laghi dopo Villach, la parte bassa del Montasio e il Lussari. Tutto il resto è coperto.

Quasi arrivati

Quasi arrivati

Targa della chiesa "Maria am Stein"

Targa della chiesa “Maria am Stein”

Eccoci sulla cima del Dobratsch, a 2167 metri slm

Eccoci sulla cima del Dobratsch, a 2167 metri slm

Proviamo a raggiungere la croce, posta pochi metri sotto la cima, ma fra il vento e i cumuli di neve posti sulla breve cresta da passare, tiriamo fuori gli attributi e decidiamo di desistere nell’andarci. A volte è più coraggioso dire “no” che fare una cavolata e ritrovarsi 300 metri più sotto dopo un salto di pochi secondi.

Croce sul Dobratsch

Croce sul Dobratsch

Mentre stiamo mangiucchiando qualche cosa riparati da un piccola stazione meteo, vediamo che dal moderno ed ecologico rifugio Gipfelhaus escono delle persone. Ma non doveva essere chiuso? Scendiamo e andiamo a vedere. La prima porta è aperta ed è lasciata la stanzetta come piccolo rifugio in caso di maltempo. Quello che ci stupisce è il frigo, non chiuso, pieno di acqua e birra Villacher, con un cestino che fa da cassa pieno di soldi, dove chi vuole prende da bere e paga tutto in totale autonomia. Siamo in Austria! E io non mi faccio mancare una “Villacher Hugo”, buona, dolce, poco alcolica, con limone e sambuco saggiamente mescolati al luppolo. Lascio i soldi e poi siamo pronti a scendere.

Il frigo "self-service" a oltre 2000 metri

Il frigo “self-service” a oltre 2000 metri

La discesa è semplice, la lunghezza fa meno paura e il dislivello ancora meno. Tagliamo qualche parte di sentiero in fuori traccia. Tony lascia la sua firma con il sedere su una discesa. Ce la ridiamo.

Aliante sfida il vento

Aliante sfida il vento

Si scende

Si scende

Firma di Tony

Firma di Tony

Ora ammiriamo a pieno il bosco e la sua natura. Non ci accorgiamo nemmeno che siamo quasi arrivati. Ormai è tardo pomeriggio e anche il sole fa capolino fra le nuvole.

Natura floreale

Natura floreale

Tutto si risveglia

Tutto si risveglia

Genzianella

Genzianella

E per concludere alla grande la giornata, dopo aver portato gli zaini in un affittacamere, siamo “costretti a forza” a passare tre ore presso le terme di Villach per tornare come nuovi.

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