Dal Pian delle More alla cima del monte Ciastelat

Altra breve escursione in Piancavallo. Sono le 7:15 di mercoledì mattina quando dal Pian delle More sono pronto per salire una cima “minore” attraverso dei facili sentieri attraversando la costa delle Ronciade. Da subito prendo il sentiero CAI 971 e attraverso un bosco stupendo, soprattutto per l’orario in cui lo faccio. Il sole contro penetra fra i rami dando suggestivi scenari.

Inizio sentiero CAI 971

Inizio sentiero CAI 971

Mulattiera

Mulattiera

"Sclòs"

“Sclòs”

Giochi di luce attraversando il sentiero CAI 971

Giochi di luce attraversando il sentiero CAI 971

La tabella sotto segnava un’ora per salire, invece in mezzora mi ritrovo al bivio che porta verso la Costa Longa o la casera di Montelonga. Guardando bene mi viene un dubbio. Apro la mappa. Una tabella indica i ruderi della casera dietro Ciastelat, e la cima del monte che le da il nome, attraverso il sentiero 915. Non è segnato sulla mappa. Naturalmente attratto da questa cosa seguo proprio questa indicazione.

Sentiero CAI 915

Sentiero CAI 915

Da prima il sentiero prosegue nel bosco, per poi aprirsi in pascoli dove il carsismo è ben evidente. Dev’essere il paradiso della vipera. Ma per questi paesaggi vado matto. La traccia è evidente e il sentiero perfettamente segnato da poco con i classici segnavia bianchi e rossi. In pochissimo sono ai ruderi della casera e, volgendo lo sguardo alle mie spalle, il gruppo del monte Cavallo si fa vedere in tutto il suo splendore.

Lungo il sentiero CAI 915

Lungo il sentiero CAI 915

Vista verso il gruppo del Monte Cavallo

Vista verso il gruppo del Monte Cavallo

Ruderi della casera dietro Ciatelat

Ruderi della casera dietro Ciatelat

La cima del Ciastelat

La cima del Ciastelat

Genzianelle

Genzianelle

Passati i saliscendi, rientro nel bosco e il sentiero aumenta la pendenza. Di colpo mi trovo al bivio che porta a casera Giais o verso forcella Giais. Non prendo nessuna delle due indicazioni e devio verso nord. Sono proprio sotto alla cima.

Appena sotto alla cima

Appena sotto alla cima

Quasi arrivato...

Quasi arrivato…

Con un paio di tornanti e dei gradoni naturali di roccia, sono arrivato. Non mancano la croce di vetta, una piccola Madonna e il libro. Ma soprattutto devo dire che il panorama è veramente notevole. Spazia dal Piancavallo al Raut, passando per la val Cellina, il Duranno, cima Preti… insomma, una affascinante finestra sulle nostre Prealpi. Mi godo questa vista per venti minuti abbondanti.

Vista dalla cima verso il Lodina, Duranno, cima Frati e cima Preti

Vista dalla cima verso il Lodina, Duranno, cima Frati e cima Preti

Posa plastica con tipico abbigliamento da montagna

Posa plastica con tipico abbigliamento da montagna

Scendendo, subito sul secondo gradino roccioso, colpisco con il ginocchio uno spuntone. Mi accascio urlando dal dolore. Al momento non riesco nemmeno a muovere la gamba e il dolore arriva al piede. Penso al peggio (e mentre scrivo il post so che domani saprò cosa mi aspetta per il prossimo futuro). Aspetto qualche minuto, poi sollevo i pantaloni. Provo a muovere la gamba. Un taglio profondo e una botta non indifferente. Mi medico e aspetto che il dolore mi lasci in pace per qualche istante. Provo ad alzarmi e a scendo zoppicando, quasi su una gamba sola. Fortunatamente ce la faccio, anche se con grande difficoltà. Rientro attraverso lo stesso sentiero dell’andata, ma al bivio con il sentiero 971, decido di proseguire per la strada forestale. Il ginocchio mi fa molto male, ma allo stesso tempo devo dire che la scelta è stata fortunata, perché almeno la vista ne ha guadagnato con degli scorci verso la val Piccola sotto a cima Manera. Amore per la montagna con l’ultima frase?

Mulattiera di rientro

Mulattiera di rientro

Se non fosse per l’inciente, escursione stupenda. Da rifare magari con le ciaspole il prossimo inverno.

Ora però il pensiero va a al ginocchio e a quanto tempo dovrò stare fermo…

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Una risposta a “Dal Pian delle More alla cima del monte Ciastelat

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