Passo Cason di Lanza – Monte Zermula (attraverso la ferrata “Amici della Montagna”)

Dopo 10 giorni di stop forzato, è ora di riprendere. La voglia di divertimento è tanta e quale miglior test per il mio ginocchio se non quello di salire fino in cima al Monte Zermula?

Alle 7:30 assieme a Michele siamo già pronti a salire da Passo Cason di Lanza (1550 metri slm). Ci dirigiamo verso la croce e da lì seguiamo, come avevamo letto, i bolli rossi e gialli. Poi noterò che molti sono stati sostituiti dai classici segnavia CAI bianchi e rossi. Il sentiero è piacevole, e per l’avvicinamento stiamo pochissimo, meno del previsto. Attraversiamo un paio di nevai e ci ritroviamo alla base della via ferrata “Amici della Montagna”.

Sentiero che porta alla ferrata

Sentiero che porta alla ferrata

Nevai alla base della ferrata

Nevai alla base della ferrata

La ferrata è bella e divertente, un paio di passaggi fisici e un paio di attacchi verticali. Per il resto nulla di difficoltoso. Come mi hanno insegnato, cerco di evitare tutti gli aiuti dati da cose poste o lasciate da chi aperto la via. In questo caso i chiodi della vecchia ferrata sono posti in punti che aiutano molto l’ascesa, ma nessun problema nel evitarli, trovando comunque ottimi appigli.

Tabella della ferrata "Amici della Montagna"

Tabella della ferrata “Amici della Montagna”

Ferrata "Amici delle Montagna", l'inizio

Ferrata “Amici delle Montagna”, l’inizio

Dopo un paio di metri in verticale, la facile continuazione della ferrata

Dopo un paio di metri in verticale, la facile continuazione della ferrata

La parte di roccia che mi piace di più è quella con delle scanalature verticali date dall’erosione. Inizio verticale che poi va via via addolcendosi, ma qui personalmente trovo la parte più divertente, soprattutto all’inizio.

Pietre levigate dall'erosione lungo la ferrata. Divertimento assicurato!

Rocce levigate dall’erosione lungo la ferrata. Divertimento assicurato!

Michele lungo la ferrata

Michele lungo la ferrata

Michele lungo la ferrata

Michele lungo la ferrata

Breve cengia fra le attrezzature

Breve cengia fra le attrezzature

Ultimo tratto...

Ultimo facile tratto…

In un’ora, senza “correre”, ci ritroviamo in forcella. Le attrezzature naturalmente scompaiono e prendiamo il sentiero verso la nostra destra. L’aria che arriva da valle sferza forte, portando con se le nuvole che rendono la visibilità veramente bassa, al massimo una decina di metri. La salita verso la cima è comunque logica e la traccia evidentissima. In pochissimo siamo alla croce di vetta a 2145 metri slm.

In cima

In cima

Cima del Monte Zermula, 2145 metri slm

Cima del Monte Zermula, 2145 metri slm

Dopo aver fatto una pausa lunghetta, stando a parlare del più e del meno, si decide di scendere e di vedere come il ginocchio risponde alla discesa. Torniamo alla forcella dalla quale eravamo saliti, e da lì proseguiamo attraverso il sentiero di cresta, chiamato anche “Via delle Trincee”, ricco naturalmente di postazione della Grande Guerra, tralasciando il sentiero CAI 442 che passa più sotto. Sentiero molto bello.

Sentiero in cresta "Via delle Trincee"

Sentiero in cresta “Via delle Trincee”

Postazioni della Grande Guerra

Postazioni della Grande Guerra

Postazione fra le basse nubi lungo il sentiero

Postazione fra le basse nubi lungo il sentiero

Finita la cresta, scendiamo ancora verso Forca di Lanza, il ginocchio comincia a darmi fastidio, e quindi la scelta è quella del rientro verso l’auto, saltando per questa volta la ferrata che porta al Zuc della Guardia. Pazienza. Un buon motivo per tornare quassù un’altra mattinata.

Il Zuc della Guardia, forcella"""" e ancora trincee

Il Zuc della Guardia, Forca di Lanza e ancora trincee

Valeriana a tre foglie

Valeriana a tre foglie

Altro bel sentiero questo, segnato dal CAI con il numero 442a, e nel frattempo torna il sole e riusciamo a vedere qualche altro gruppo vicino. Di fronte a noi abbiamo la Creta D’Aip, che ci riporta in mente la salita fatta due domeniche fa. Sorridiamo. Intanto le marmotte escono e si nascondo veloci dalle rocce, facendo sentire il proprio fischio d’allarme. Michele ne vede parecchie, io invece solo una, ma sono più concentrato sul ginocchio e nel far attenzione a dove metto i piedi che non ai simpatici roditori.

Creta D'Aip

Creta D’Aip

Rientrati all’auto e tolti gli scarponi, fermata i rito presso la malga Cason di Lanza, dove oltre a beree mangiare, scambiamo due parole con i sempre gentilissimi titolari. Una volta usciti, incuriosito dallo stagno che quasi avevo snobbato per ben tre volte, mi avvicino a esso e sorpresa: una quantità incredibile di girini e di salamandre lo riempiono. Un paio di foto ed è ora di rientrare…

Malga Cason di Lanza

Malga Cason di Lanza

Salamandra

Salamandra

Girini e salamandre

Girini e salamandre

Bellissima escursione che sicuramente rifarò per la bella ferrata e per riuscire a salire anche allo Zuc della Guardia.

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3 risposte a “Passo Cason di Lanza – Monte Zermula (attraverso la ferrata “Amici della Montagna”)

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