Escursione ad anello da Passo Giau attraverso il Nuvolau, l’Averau e le 5 Torri

Il gruppo è quasi al completo, manca Mr Tabacco (che speriamo sia dei nostri a breve) e come i più comuni turisti della domenica, andiamo a Cortina. O Quasi. Il giro scelto parte da passo Giau (2236 metri slm), dove lasciamo le auto, e da qui la prima tappa è sulla cima del Nuvolau. Già dal parcheggio il paesaggio è stupendo, qualche cosa di veramente spettacolare! Ma saremo fortunatamente circondati da viste meravigliose per tutto il giorno… in fondo si è scelto questo giro ad anello soprattutto per questo motivo.

Il Nuvolau da passo Giau

Il Nuvolau da passo Giau

Da subito prendiamo il sentiero CAI 443, che fa parte dell’Alta Via n° 1, quella delle Dolomiti. Camminiamo verso est con le Tofane che fanno da cornice. Con buon passo raggiungiamo il bivio che salendo ripido a sinistra ci porta alla facilissima via ferrata della Ra Gusela. Passate le prime attrezzature sbuchiamo sulla piana rocciosa dove sembra d’essere su un altro pianeta. Ora vediamo la cima e il rifugio Nuvolau. Attraversiamo questo magnifico luogo con il sentiero 438, facente parte sempre dell’Alta Via, passando su qualche nevaio che in alcune buche fa capire ancora quanta neve potremo incontrare prossimamente su altre cime.

Vista del Nuvolau lungo il sentiero CAI 443

Vista del Nuvolau lungo il sentiero CAI 443

Gruppo in fila

Gruppo in fila

Le Tofane e le 5 Torri

Le Tofane e le 5 Torri

Rifugio Nuvolau

Rifugio Nuvolau

Attacchiamo la seconda parte di attrezzature e in men che non si dica siamo sulla cima del Nuvolau a 2576 metri slm. Vista spettacolare.

Verso la cima del Nuvolau

Verso la cima del Nuvolau

Enrico lungo l'ultimo tratto della Ra Gusela

Enrico lungo l’ultimo tratto della Ra Gusela

Dopo una sosta e alcune foto, in mezzo a tantissimi escursionisti della domenica, riprendiamo il nostro giro verso il rifugio Averau. La massa di gente che sale fa sembrare il tutto una lunga e pesante processione. Il ricordo invernale di questo posto dove non c’era praticamente nessuno mi fa comprendere quanto queste cime siano amate anche da chi affronta la montagna da semplice turista. In fondo siamo in uno degli angoli più belli del mondo.

Foto di gruppo sulla cima del Nuvolau

Foto di gruppo sulla cima del Nuvolau

Un gatto "alpino"

Un gatto “alpino”

Processione verso il Nuvolau

Processione verso il Nuvolau

Arrivati alla forcella Nuvolau, la direzione è sempre verso nord, per andare all’attacco della ferrata che porta al Averau. Tagliamo tramite il sentiero alto, saltando un po’ di gente. Arrivati all’attacco sembra un’altra processione. Dove si prende il biglietto per salire? Nel mentre qualche ignorante (perché ignora quello che sta facendo) fa cadere una scarica di sassi dalla ferrata senza avvisare. I ragazzi che sono sotto ringraziano e si spostano.

Forcella Nuvolau

Forcella Nuvolau

Cominciamo con calma la salita, tanto abbiamo gente che ci precede. Anche qui la ferrata è semplice e in questo caso posso dire fortunatamente breve. Dopo la fine del cavo in circa 15 minuti siamo alla croce di vetta (2649 metri slm). Salta fuori una bottiglia di prosecchino. Si brinda alla meravigliosa giornata guardando nuovamente i panorami fantastici attorno a noi.

Via ferrata Averau

Via ferrata Averau

Croce di vetta sull'Averau

Croce di vetta sull’Averau

Tony

Tony

Scendiamo. Altra fila. Un paio di noi la saltano passando appena sotto il tratto attrezzato, tanto le pareti offrono un’infinità di appigli, quindi il pericolo è veramente minimo. Poi sotto attendiamo il ricompattarsi della compagnia e riprendiamo la marcia.

Coda per scendere dalla ferrata

Coda per scendere dalla ferrata

Passaggio di discesa

Passaggio di discesa

Passaggio di discesa

Passaggio di discesa

Scendiamo veloci lungo i pendii erbosi saltando i sentieri, di corsa verso il rifugio 5 Torri, passando sotto proprio alle grandi guglie che conferiscono il nome alla costruzione. Spettacolari. Tony e io ci concediamo una birra e uno strudel di ricotta. Buonissimo.

L'Avereu e i prati appena percorsi

L’Avereu e i prati appena percorsi

5 Torri

5 Torri

Da qui riprendiamo il sentiero CAI 443, che nessuno di noi aveva mai fatto. Un sali scendi continuo su un sentiero veramente bello, fra una traccia battutissima e qualche roccetta.

Vista sull'Averau

Vista sull’Averau

Lungo il sentiero CAI 443, il Lastoi de Formin

Lungo il sentiero CAI 443, il Lastoi de Formin

Sentiero CAI 443

Sentiero CAI 443

Ed eccoci alla conclusione del giro. Il passo Giau si avvicina.

Passo Giau

Passo Giau

Una giornata spettacolare, un giro che merita assolutamente di essere fatto, con dei panorami incredibili che solo qui si possono trovare. Questa escursione sicuramente negli anni, per quanto mi riguarda, sarà sempre tenuta in considerazione per la sua straordinaria bellezza.

12 risposte a “Escursione ad anello da Passo Giau attraverso il Nuvolau, l’Averau e le 5 Torri

  1. Pingback: Lista trekking, escursioni e passeggiate | RITORNO ALLE ORIGINI·

    • Dipende dall’allenamento… ci puoi impiegare cinque ore o meno se sei ben allenato. Considera però che spesso c’è parecchia gente per salire e scendere l’Averau durante i week-end estivi e che il posto, anche se molto frequentato, secondo me va goduto con calma visti i panorami bucolici!

  2. Ma possibile che tutti vedano solo gli altri come “turisti della domenica” e come masse di gente? Pure voi mi pare stavate la di domenica, e pure gli altri possono avervi visto parte della massa di gente no?!

    • Verissimo. Concordo pienamente. Per quello che con il passare del tempo sono andato sempre meno la domenica e nel caso scegliendo luoghi con poca gente (le ultime due sono state il Bosconero e la casera Buscada dove in tutto abbiamo visto 10 persone). Ma siccome è un articolo scritto in modo personale e non come relazione tecnica descrivo le mie sensazioni. Chissà quante volte son passato per lo sfigato di turno o per il turista da rifugi. Pazienza, in quel momento qualcuno mi vedeva così è forse lo ero pure, ma mica ho colpevolizzato questa gente. Anzi, rileggendo l’articolo si nota che mi fa piacere che un posto così bello sia apprezzato anche dal turista che magari va ben poco in montagna…
      Ricorda una cosa: la libertà della frequentazione rispettosa della montagna per me è indiscutibile e spero che valga per tutti, che siano grandi alpinisti o turisti della domenica o semplici appassionati come me.

  3. Bel giro, l’ho fatto anche io anche se non tutto insieme. Leggo volentieri le tue recensioni, vorrei , senza polemica, farti presente che siamo anche noi, turisti da rifugi, a contribuire che questi ultimi possano rimanere aperti! Vero che la calca è fastidiosa ma l’estate è breve in
    montagna ed è giusto che tutti possano godere di queste meraviglie, dagli esperti come te ai principianti. Una cosa che mi fa star male quando vado, come posso e riesco, su per i miei monti è vedere le persone affrontare escursioni senza la minima preparazione, con scarpe inadatte ed esperienza zero. Ho visto un prete e una suora portare al Vandelli 90 bambini, con scarpette da città e, a mezzogiorno, senza acqua, con i piccoli che piangevano e i più grandicelli che portavano due o tre zainetti. Credi, avrei preso volentieri qualcuno a schiaffoni! Buona montagna.

    • Ciao Paolo.
      Intanto grazie per il commento e per i complimenti, benché sinceramente non mi senta assolutamente un esperto. Quelli bravi sono altri 🙂
      Non sei il primo che mi scrive riguardo la mia frase sugli “escursionisti della domenica”, ma il mio non voleva essere un commento negativo. Anzi, poco oltre scrivo “Il ricordo invernale di questo posto dove non c’era praticamente nessuno mi fa comprendere quanto queste cime siano amate anche da chi affronta la montagna da semplice turista.” e la cosa mi fa molto piacere! È proprio dalle escursioni più conosciute che molti si innamorano della montagna, quindi ben venga la massa (se in modo rispettoso del luogo e degli altri).
      Poi si sa, lì con l’aiuto di strade e seggiovie è facile salire quindi si sa dove si va. È come andare sotto alle Tre Cime di Lavaredo e pensare di non trovare nessuno.

      Per quanto riguarda la tua esperienza nei pressi del Vandelli non posso che essere pienamente d’accordo con te. Magari si potrebbe fare di più con l’informazione e la prevenzione, ma spesso la gente sottovaluta la montagna e sopravvaluta le proprie o le altrui capacità. Certo che quella situazione era veramente assurda e, forse, pure pericolosa. Speriamo almeno che si siano resi conto degli errori fatti! E che i due “adulti” si siano pentiti dell’accaduto 😉 di certo per quei bimbi sarà dura amare la montagna se era la prima esperienza!

  4. Ottima descrizione del tragitto stavo giusto cercando informazioni per fare lo stesso giro questo agosto…
    Volevo chiederti ma il parcheggio al passo Giau è a pagamento??
    Inoltre per affrontare le due vie ferrate serve il classico materiale per ferrata o qualcosa di particolare??

    Grazie mille buona giornata

    • Ciao Marco e grazie per il commento.
      Io non posso che consigliare tutti i mezzi di protezione e assicurazione che servono per ogni escursione, quindi nel caso di via ferrata (anche se semplice e corta) non posso che dirti di portare casco, imbrago e dissipatore con doppio moschettone. Inoltre in agosto essendoci parecchia gente si alza il pericolo di caduta sassi, quindi attenzione anche agli altri.
      Buone escursioni!

      • Grazie mille Andrea per la risposta,
        ok per il materiale da ferrata lo porto sempre senza problemi quindi direi apposto..
        Per wquanto roiguarda invece il parcheggio del Passo Giau si intende quello dove c’è il rifugio esatto? Ma è a pagamento?

        Grazie ancora

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