Passo Duran – Viaz dei Cengioni – Cima San Sebastiano

Meta del giro del lunedì: la val Zoldana. Una valle che conosco principalmente per lo sci, visto che m’è sempre servita come punto di partenza per girare tutto il comprensorio del Civetta. Ma non in questa giornata. Oggi la cima da fare è la Nord di San Sebastiano, gruppo San Sebastiano Tamer delle Dolomiti di Zoldo.

Passo Duran

Passo Duran

Assieme a Mr Tabacco, Jo e Tony, lasciamo l’auto a passo Duran (1601 metri slm) e la prima tappa è al rifugio. Un altro caffè prima di cominciare il trekking ci vuole. Da un caffè passiamo a una seconda colazione, ma ora siamo pronti. Usciti attraversiamo la strada e ci immettiamo nell’umido sentiero CAI 536 che passa in mezzo a un bosco. Fortunatamente il fango iniziale sparisce subito. Dopo circa 20 minuti di camminata fra saliscendi, troviamo le tabelle di indicazione per il Viaz dei Cengioni. Lasciamo quindi il 536 alla nostra sinistra e cominciamo a risalire fuori dal bosco fra mughi e roccette. Ora la pendenza cambia completamente e cominciamo a prendere subito quota, incontrando anche alcuni salti rocciosi dove con semplici passaggi di primo e secondo grado e uno di terzo (perché non ci accorgiamo della possibilità di aggirarlo… forse era meglio un terzo caffè, o forse no per il divertimento), riusciamo a risalire lo zoccolo alla base della cima dei Gravinai.

Sentiero CAI 536

Sentiero CAI 536

Passaggi di I e II grado verso il Viaz dei Cengioni

Passaggi di I e II grado verso il Viaz dei Cengioni

Ecco il breve passaggio di III grado. Passando a sinistra sarebbe stato da I grado!

Ecco il breve passaggio di III grado. Passando a sinistra sarebbe stato da I grado!

Sempre su roccette

Sempre su roccette

Ora siamo a quota 2050 metri circa e qui comincia il vero Viaz dei Cengioni. L’ambiente cambia nuovamente. I mughi spariscono. Siamo in puro ambiente dolomitico, sul versante occidentale del San Sebastiano, e le viste cominciano ad essere superlative, cominciando dalle pareti che ci sovrastano passando ai vicini Civetta e Moiazza appena al di là della valle.

Viaz dei Cengioni

Viaz dei Cengioni

Le foto si sprrecano

Le foto si sprrecano

Le pareti ovest del San Sebastiano

Le pareti ovest del San Sebastiano

Viaz dei Cengioni

Viaz dei Cengioni

Cengie esposte

Cengie esposte

Altri escursionisti lungo le cengie

Altri escursionisti lungo le cengie

Brevi passaggi lungo le cengie

Brevi passaggi lungo le cengie

Viaz dei Cengioni

Viaz dei Cengioni

Fantastico cuscino fiorito

Fantastico cuscino fiorito

Ora il sentiero corre lungo le cengie quasi orizzontali verso sud. Passiamo tre canaloni che scendono dalle cime. Il Viaz è stupendo, semplice anche se bisogna prestare attenzione. Un paio di passaggi esposti, uno con dei chiodi, e arriviamo a deviare verso est dentro la val Caleda, dove sbuca la cima del Tamer. La valle è bellissima. Dopo poco scendiamo una paretina sempre con l’aiuto di alcuni chiodi e poi risaliamo nuovamente con l’aiuto delle mani fino a raggiungere uno spiazzo erboso molto fiorito. Siamo alla fine del stupendo Viaz dei Cengioni.

Ultima paretina del Viaz Dei Cengioni

Ultima paretina del Viaz Dei Cengioni

Una sosta per ammirare questo gruppo dal suo interno. Siamo circondati dal Tamer, dalle due cime del San Sebastiano e dalle forcelle che collegano i promontori. Un anfiteatro naturale che fa sorridere gli occhi.

Cagnolino?

Cagnolino?

Il Tamer e forcella La Porta

Il Tamer e forcella La Porta

Ma è ora di salire verso la cima. Nuovamente verso nord, risaliamo il canalone detritico che ci porta alla forcella e da qui ci dirigiamo a sinistra. Ora con un paio di facilissimi passaggi su roccia e lungo tutta la cresta, in una mezzora giungiamo alla cima Nord di San Sebastiano (2488 metri slm).

Canalone verso forcella San Sebastiano

Canalone verso forcella San Sebastiano

Vista verso le Dolomiti dalla forcella

Vista verso le Dolomiti dalla forcella

Stefano e Tony a forcella San Sebastiano

Stefano e Tony a forcella San Sebastiano

Salendo lungo la cresta

Salendo lungo la cresta

Cima Nord San Sebastiano, 2488 metri slm

Cima Nord San Sebastiano, 2488 metri slm

Figurarsi se non manchiamo di fare una foto del genere!

Figurarsi se non manchiamo di fare una foto del genere!

Vista sulle Dolomiti semplicemente favolosa. Civetta, Pelmo, Tofane… qui la pausa lunga è d’obbligo. Ce la gustiamo tutta, ammirando tutt’attorno a noi lo spettacolo che la natura ci offre.

In bilico

In bilico

Dopo una ventina di minuti decidiamo di rientrare tramite un anello che passerà per il bivacco Angelini. Riprendiamo la via di salita. Torniamo alla forcella, poi ci teniamo sulla nostra sinistra per evitare di perdere troppa quota, stando sotto alle pareti della cresta sud del San Sebastiano. Scese le ghiaie del primo canalone, risaliamo per quelle del secondo che con una flebile traccia ci fanno guadagnare nuovamente quota fino alla forcella La Porta. Un’altra vista stupenda si apre sul Vant de le Forzele sovrastato dal Coston de la Gardesana.

Pareti sud della cresta del San Sebastiano

Pareti sud della cresta del San Sebastiano

Vista da forcella La Porta

Vista da forcella La Porta

Nuovamente verso sud per poi scendere fuori traccia e saltando una lunga curva del sentiero. Qui il ghiaione ci permette un po’ di divertimento. Poi finito il pendio, attraversiamo un nevaio e raggiunta quota 1850 metri slm circa, troviamo il bivio per il bivacco. Nuovo cambio dell’ambiente e nuovamente in mezzo ai mughi, ma sempre su un sentiero bello largo e segnalato.

Discesa su ghiaione

Discesa su ghiaione

Piccolo nevaio

Piccolo nevaio

Arrivati al bivacco altra sosta. L’Angelini è tenuto molto bene, con una fontana in legno molto caratteristica. Ma abbiamo ancora un paio d’ore da camminare. Ritroviamo da qui il sentiero CAI 536, e ci immettiamo in quello che è segnato come l’Anello Zoldano. Rientriamo nel bosco, stando sempre al suo limite più alto, e ci lasciamo da prima il Van dei Gravinai alla nostra sinistra e poi aggiriamo tutta la parte nord del gruppo appena fatto.

Bivacco Angelini

Bivacco Angelini

Bivacco Angelini

Bivacco Angelini

Nuovamente con saliscendi, in un bel sentiero che segue anche l’Alta Via numero uno, dopo 9 ore e 1400 metri di dislivello (positivo) di escursione, eccoci nuovamente al passo Duran.

Sentiero CAI 536 durante il rientro

Sentiero CAI 536 durante il rientro

Nido di vespe

Nido di vespe

Nuovamente a passo Duran

Nuovamente a passo Duran

Giornata da incorniciare. Una salita di tutto rispetto su un gruppo stupendo. Giro veramente bello e appagante al massimo.

8 risposte a “Passo Duran – Viaz dei Cengioni – Cima San Sebastiano

  1. Pingback: Lista trekking, escursioni e passeggiate | RITORNO ALLE ORIGINI·

  2. Bello il Viaz, è uno dei giri che ho in mente da tempo ma non ho ancora avuto occasione.. L’anno scorso ho fatto il Tamer dalla Forcella La Porta per la bellissima banca che lo introduce.. ritorno per il bivacco Angelini come voi.. Posti stupendi, angoli di Dolomiti selvagge e ancora poco bazzicati (per fortuna)
    Bravi complimenti, non penso sia banalissimo il Viaz dei Cengioni, anche se è scritto che è tutto sommato semplice..

  3. Pingback: Tamer Grande (via normale) | RITORNO ALLE ORIGINI·

  4. Complimenti per la relazione. Ho fatto la cima nord il 16 agosto scorso. Il viaz è bellissimo e divertente. L’unico problema sono i segni e i bollini rossi ormai sbiaditi, specialmente dalla forcella di San Sebastiano fino alla cima. A volte bisogna procedere a naso.

  5. Pingback: La sconosciuta cima Livia | RITORNO ALLE ORIGINI·

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