Dal parcheggio Meluzzo alla cima Pramaggiore

Giovedì 29 agosto, primo giorno utile dopo le piogge ed eccomi nuovamente in montagna. L’uscita che decido di fare è quella che attraverso la val Postegae porta alla cima del Pramaggiore. Il giro è semplice, nulla di complicato, almeno fino alla forcella dell’omonima vetta da raggiungere. Dopo aver lasciato l’auto al parcheggio Meluzzo (1170 metri slm circa), tramite la carrareccia che poi diventa un ottimo sentiero, segnato dal CAI con la numerazione 361 e 362, salgo con calma la valle che in queste zone preserva ancora la sua natura selvaggia, passando dalle ghiaie del torrente per poi attraversare uno splendido bosco.

Sentiero CAI 361

Sentiero CAI 361

Il Pramaggiore e la sua cresta visti dal sentiero CAI 362

Il Pramaggiore e la sua cresta visti dal sentiero CAI 362

L’aria fresca di questa stagione aiuta a progredire senza troppa fatica, lasciandomi respirare, e dopo circa un paio d’ore raggiungo il bivio che a sinistra porta a forcella del Mus risalendo la val di Guerra, mentre a destra, ovvero dove mi dirigo, risale la valle dell’Inferno, ma che di infernale non ha proprio nulla (sentiero CAI 366). Nel frattempo sono già sotto alla cresta del Pramaggiore, che ammiro e fotografo pensando a una futura salita fuori traccia.

Sentiero CAI 366

Sentiero CAI 366

Nella val dell'Inferno, un albero che ha fatto da parafulmine

Nella val dell’Inferno, un albero che ha fatto da parafulmine

La bella val dell'Inferno

La bella val dell’Inferno

Il bosco sparisce e l’ambiente si fa roccioso. Appena entro nell’anfiteatro formato dalle pareti che delimitano la valle, ecco alcuni stambecchi che corrono tranquilli. Tutti abbastanza giovani. Mi chiedo dove sono i più anziani del branco. Mi fermo a guardarli un po’, mentre un paio si scornano e saltano fra le rocce. E’ il periodo degli amori. Dopo poco continuo il mio percorso e in breve raggiungo forcella Pramaggiore. Già da qui la vista è superba.

Stambecchi che si scornano

Stambecchi che si scornano

Croda del Sion

Croda del Sion

Gruppo di Stambecchi

Gruppo di Stambecchi

Da forcella Pramaggiore, casera Pramaggiore

Da forcella Pramaggiore, casera Pramaggiore

Guardo alla mia destra e vedo la mia meta. Un paio di tedeschi provano a salire, ma desistono dopo pochi metri. Avrei avuto anch’io problemi qualche mese fa, invece ora mi sembra veramente semplice l’ascesa. Qualche passaggio di primo grado, un momento di attenzione fra gli sfasciumi, brevi tratti di sentiero. In un attimo mi ritrovo in cima a quota 2478 metri slm. Non sto molto. Giusto qualche foto al panorama e un’autoscatto vicino alla croce di vetta, una firma sul libro, e sono pronto a scendere.

Facili passaggi di 1° grado verso il Pramaggiore

Facili passaggi di 1° grado verso il Pramaggiore

Roccia, sentiero, sfasciumi

Roccia, sentiero, sfasciumi

Vista verso Nord dal Pramaggiore. Il Pelmo domina sempre

Vista verso Nord dal Pramaggiore. Il Pelmo si fa sempre notare

Vista verso Forni di Sopra

Vista verso Forni di Sopra

Cima Pramaggiore, 2478 metri slm

Cima Pramaggiore, 2478 metri slm

Anche la discesa la faccio molto velocemente. Nulla di preoccupante. E continuo a pensare che questa cima che ora mi sembra banale, fino ad aprile non lo sarebbe stata affatto. Meglio così. Tornato in forcella mangio una cosina per poi riprendere la stessa via di salita per rientrare.

Croda del Sion dalla forcella Pramaggiore

Croda del Sion dalla forcella Pramaggiore

Me la prendo comoda, scendendo con calma. Il tempo non manca anche perché sono salito velocemente. Dopo poco rincontro gli stambecchi, ma questa volta c’è anche il capo branco, con il suo grande palco. Si lascia avvicinare tranquillamente, mentre non smette di brucare e ruminare. Sembra quasi che aspetti d’essere fotografato e io lo accontento.

Stambecco

Stambecco

Stambecco

Stambecco

Stambecco

Stambecco

Stambecco

Stambecco

Ripresa la discesa, entrato e poi sbucato fuori dal bosco, ritrovo le pozze del Cimoliana. Anche oggi i piedi sono invitati alla riattivazione forzata della circolazione sanguigna grazie alle gelide acque del torrente.

Scendendo prima di rientrare nel bosco (sentiero CAI 366)

Scendendo prima di rientrare nel bosco (sentiero CAI 366)

Sentiero CAI 362

Sentiero CAI 362

Dopo aver riposato un po’, riprendo il cammino verso l’auto, mentre qualche nuvola comincia a farsi vedere. Un gallo cedrone vola via veloce senza farsi ammirare mentre, quasi al parcheggio, una piccola vipera fa sentire il suo sibilo strisciando a pochi centimetri da me.

Torrente Cimoliana

Torrente Cimoliana

Casera Meluzzo

Casera Meluzzo

Vipera

Vipera

Una bella escursione, tranquilla, con un bel dislivello e meravigliosi panorami. Una cima piacevole e con poche difficoltà per chi è abituato a certe vie, ma non banale o per tutti. Chissà, magari questo inverno proverò a risalire con la neve, però dal lato di Forni. Stuzzicante idea.

Parnassia

Parnassia

Prunella Maggiore

Prunella Maggiore

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2 risposte a “Dal parcheggio Meluzzo alla cima Pramaggiore

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