“Ravanando” in val Settimana attorno al bivacco Goitan

Un sabato con il gruppo “base”, ovvero i quattro di sempre: Tullia, Tony, Stefano e io. Voglia di cime solitarie e poco conosciute. Quale miglior valle se non la Settimana per trovare certi luoghi? Quindi eccoci abbandonare l’auto all’inizio del sentiero CAI 375 dopo una breve visita al rifugio Pussa e alla sorgente solforosa Aga de la Putha.

Inizio del sentiero CAI 375

Inizio del sentiero CAI 375

Risaliamo il sentiero, per un breve tratto a fianco del torrente Cellina che lasciamo dopo poco, che sale ripido nella val della Meda, e vorrei sottolineare ripido, prima in un bosco fantastico dove un orbettino riposa tranquillo, poi tra rocce e mughi ma sempre su traccia larga e pulita.

Orbettino

Orbettino

In val della Meda guardando val del Clap

In val della Meda guardando val del Clap

Bivio fra i sentieri 375 e 376

Bivio fra i sentieri 375 e 376

Dopo due ore di fatica e 900 metri di dislivello, eccoci arrivati al bivacco Goitan, gestito dal CAI di Trieste. Esternamente dimostra la sua età, ma all’interno è tenuto discretamente bene. Ci riposiamo un po’ e mangiamo. Il sole va e viene. Controlliamo la mappa e facciamo il punto su dove salire e su quale direzione prendere. La scelta ricade sul semplice Cornaget.

Ripida...

Ripida…

Bivacco Goitan

Bivacco Goitan

Lasciato il bivacco prendiamo una traccia verso sud. Poi non troviamo un bivio. Sulla mappa non sono indicati sentieri. Sbagliamo brutalmente direzione e passiamo attraverso tutto il Ciadin della Meda da Est verso Ovest. Siamo in compenso ripagati dal magnifico luogo.

Cima, forcella e Ciadin della Meda

Cima, forcella e Ciadin della Meda

In mezzo al Ciadin della Meda

In mezzo al Ciadin della Meda

Arrivati dietro al Torrione della Meda, saliamo la forcella. Altro brutale errore. Arrivati sulla sella e guardata la mappa, scopriamo che la forcella da salire non era quella in cui siamo. Forcella Savalons ci saluta da un paio di centinaia di metri. Io devo tornare alla macchina entro le quattro di pomeriggio causa lavoro, quindi di scendere e risalire non se ne parla. Stefano intanto guarda dei canali che scendono dalla cima Podestine. Chiede chi se la sente di salire. Tullia e Tony preferiscono rimanere in forcella, io invece do risposta affermativa. Lasciamo quindi gli zaini ai nostri pazienti amici, ci imbraghiamo, prendiamo lo stretto necessario, la corda e decidiamo di risalire il canale di destra. O meglio, a me sembra più semplice dei due da scegliere e Stefano mi accontenta. Cominciamo ad arrampicare.

Il camino/canale

Il camino/canale

Il canale è alla mia portata. Per Mr Tabacco invece è semplice. Salgo comunque bene, prestando molta attenzione. Vola qualche sassetto, ma la roccia è abbastanza buona. Saliamo il camino a volte in spaccata: mi diverto. Poi una roccia ostruisce il passaggio. Manca il tempo per fare sicure e controllare il passaggio a destra. Non sapendo quanto tempo potremmo perdere e avendo i minuti contati, decidiamo di scendere. Poi a casa scoprirò che non eravamo i primi ad essere saliti da lì e che dopo quel passaggio saremmo arrivati in pochissimo alla cima. Pazienza, tanto ci ripromettiamo di tornare magari per l’altro camino che poi, osservando bene, sembra avere le stesse difficoltà di quello da noi percorso.

Il mio "Maestro" dove il camino è ostruito durante la salita a cima Podestine

Il mio “Maestro” dove il camino è ostruito durante la salita a cima Podestine

Fine della corsa... foto!

Fine della corsa… foto!

Ora però bisogna "disarrampicare"

Ora però bisogna “disarrampicare”

In discesa da cima Podestine

In discesa da cima Podestine

Ci ricongiungiamo con gli altri due pazienti spettatori e cominciamo a scendere. Andiamo dritti in direzione del bivacco questa volta senza sbagliare. Recuperiamo le maglie che avevamo lasciato ad asciugare e siamo pronti a dirigerci verso valle dopo un’altra pausa.

Comincia la discesa verso l'auto. Sulla destra della valle, Torrione della Meda

Comincia la discesa verso l’auto. Sulla destra della valle, Torrione della Meda

Bivacco Goitan

Bivacco Goitan

Per rientrare più velocemente si decide di provare ad arrivare al ghiaione che sta nel versante opposto a dove siamo noi nella val della Meda. Ci inoltriamo fuori traccia tra i mughi. Tanti mughi. Sempre più mughi. Ci siamo abbassati troppo. Risalire o tornare sul sentiero? Torniamo sul sentiero. Oggi va così.

Fuori traccia

Fuori traccia

Tra i mughi

Tra i mughi

Si cerca la via migliore fra i mughi

Si cerca la via migliore fra i mughi

Ritrovato il sentiero diamo sfogo al dolore delle ginocchia e scendiamo velocemente.

In discesa lungo il sentiero CAI 375

In discesa lungo il sentiero CAI 375

Anche se non siamo riusciti a fare una cima, oggi mi sono divertito come un pazzo. Queste uscite selvagge mi piacciono incredibilmente. Quindi a presto “signora” Podestine.

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2 risposte a ““Ravanando” in val Settimana attorno al bivacco Goitan

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