Salita alla Croda di Sion

Prima settimana di settembre obbligatoriamente a casa perché senza lavoro, ne approfitto. Altro giro in solitaria. Ultimamente non ne ho fatti molti da solo, ma girare anche con la sola musica delle montagne mi è sempre piaciuto. La scelta di questo giro non cade a caso ma me la studio bene bene. Una cima selvaggia, poco conosciuta anche da chi frequenta la zona della val Cimoliana da tempo, abbastanza semplice ma da non sottovalutare. Insomma, ottima per quello che sto cercando.

Alle 6 di mattina sono sveglio, ma devo preparare ancora tutto. Dopo aver capito come mi chiamo e una tazzona di caffè, lo zaino prende forma. Tanto ho tutto il tempo a mia disposizione. Fra rifornimento carburante, colazione al bar, viaggio e quant’altro, faccio il primo passo della giornata al parcheggio Meuzzo alle 8:55. L’itinerario iniziale è sempre quello: sentiero CAI 361, 362 e poi 366, passando per la val Postegae e la val dell’Inferno.

Sentiero CAI 361

Sentiero CAI 361

Sentiero CAI 362

Sentiero CAI 362

Vicino al bivio con il sentiero CAI 366

Vicino al bivio con il sentiero CAI 366

Dopo due ore e mezza di camminata senza pause, eccomi giunto all’attacco della mia odierna salita: Croda di Sion. Guardarla dai versanti Ovest e Nord sembrerebbe quasi inimmaginabile una salita per me. Mangio, mi imbrago, metto il casco. Rileggo le due relazioni che ho trovato.

La Croda di Sion dal versante Nord

La Croda di Sion dal versante Nord

Vedetta

Vedetta

Il Ciastel e sotto l'attacco per la mia meta

Il Ciastel e sotto l’attacco per la mia meta

Per testarmi invece di prendere il più facile canalino sulla destra, salgo per una sorta di piccolo diedro di tre metri e mezzo che sarà di 2° grado superiore. La roccia è ottima. Ma lo sarà solo qui. Poi una freccia rossa mi indica di proseguire dritto per il largo canale che mi sovrasta. Sfasciumi. Non mi abbandoneranno più.

Primo "diedro"

Primo “diedro”

Sotto il Ciastel

Sotto il Ciastel

Si sale

Si sale

Uscito dalla paretina che arrampico dopo l’indicazione della freccia, e con alcuni bolli che aiutano nella scelta della via più semplice, svolto obbligatoriamente a sinistra, costeggiando le pareti. Qui il pietrisco la fa da padrona. Scivolo e non poco, ma proseguo cercando di appoggiarmi alla roccia che mi sovrasta. Questo tratto sembra non finire mai. Sono sotto al monte Ciastel.

Pietrisco sotto al monte Ciastel

Pietrisco sotto al monte Ciastel

Raponzolo di Roccia

Raponzolo di Roccia

Di colpo un canalone scende dalla mia destra. Rileggo le relazioni. Lo lascio perdere e continuo ancora dritto. Qualche roccia affiora dallo sfasciume e posso portarmi sotto l’altro versante. Ancora passaggi di primo grado o poco superiori mentre mi sposto verso destra, ma devo controllare tutti gli appoggi e gli appigli perché tutto è instabile e mettere una mano o un piede in fallo mi farebbe fare un bel saltino di una ventina di metri. Non è molto esposto tranne un passaggio, ma di certo non mi fermerei se cadessi e il volo sarebbe risolutivo con gioia per chi mi vuole male. Nel frattempo sosto un paio di volte a rifare qualche ometto che ha visto tempi migliori e gli dono nuovamente forma.

Primo grado o poco più. Divertimento assicurato.

Primo grado o poco più. Divertimento assicurato.

Forcella e monte Pramaggiore

Forcella e monte Pramaggiore

Uno dei torrioni del Ciastel

Uno dei torrioni del Ciastel

Attenzione a non scivolare

Attenzione a non scivolare

Di colpo sbuco su un pendio erboso. Lo risalgo proprio in mezzo, salendo in obliquo. Poi ancora a sinistra fin quando trovo la forcella che porta alle due anticime. Scendo per l’ennesimo canalino pieno di pietrisco. Massima attenzione. Passo la forcella e risalgo nuovamente, sempre su paretine di primo grado instabili. Decido di farmi una di queste due cimette. Sopra ecco apparire la vetta della Croda di Sion.

Il pendio erboso

Il pendio erboso

Anticime della Croda di Sion

Anticime della Croda di Sion

Il Pelmo e l'Antelao, belli come non mai

Il Pelmo e l’Antelao, belli come non mai

Di nuovo giù verso la seconda forcella, stesse condizioni della discesa precedente. Poi ancora su. Arrivato alla parte arrampicabile scelgo il canalino più a destra, il più difficile, che comunque non va oltre un secondo grado. Circa 10 metri d’arrampicata. Gli ometti sono a una decina di metri da me sulla mia sinistra. A metà capisco il perché: la roccia si sfalda come un cracker. Sto 5 minuti per trovare due appoggi decenti, scaraventando sotto di me tutto quello che si stacca, anche un blocco che avrà pesato oltre la decina di chili. Fortuna che sono da solo. Ad un certo punto penso fin di tornare indietro, ma la pazienza e la calma mi aiutano e riesco finalmente a salire.

Scendendo verso la forcella prima della veta

Scendendo verso la forcella prima della veta

Ecco il canalino "craker"

Ecco il canalino “craker”

L'ometto che mi guarda dalla via che dovevo salire

L’ometto che mi guarda dalla via che dovevo salire

Eccomi sulla cima. 2410 metri slm. La vista qui è pazzesca. Il Pramaggiore è lì a poche centinaia di metri, ma qui lo spettacolo del panorama è ancor più bello. Grandiosa cima. Magiche sensazioni.

Cima Croda di Sion, 2410 metri slm

Cima Croda di Sion, 2410 metri slm

Vista verso Forni

Vista verso Forni

Spettacolare Panorama

Spettacolare Panorama

Il Pramaggiore

Il Pramaggiore

Il Ciastel e la sua parte nascosta

Il Ciastel e la sua parte nascosta

Magnifiche sensazioni

Magnifiche sensazioni

Dopo essermi fermato un po’ e aver firmato il libro di vetta scoprendo che sono il secondo che la sale quest’anno, comincio il rientro. Scendo dove sono messi gli ometti, poi arrivato alla forcella invece di risalire l’anticima prendo verso destra una cengia che aggira il percorso fatto in precedenza. In breve mi ritrovo alla parete che porta alla seconda forcella. Poi il resto è come all’andata tranne che per la paretina finale dove non passo per quella specie di diedro ma per un semplicissimo passaggio.

Cengia lungo il rientro

Cengia lungo il rientro

Si scende

Si scende

La mia maglia mi attende assieme ai bastoncini alla fine della prima paretina

La mia maglia mi attende assieme ai bastoncini alla fine della prima paretina

Prima di riprendere il sentiero, mi avvicino a un gruppo di stambecchi, dove mi fermo e mi riposo a pochi metri da loro mentre mi guardano curiosi. Dopo una ventina di minuti li saluto e riprendo a camminare. Arrivato quasi al parcheggio, piccola deviazione. Oggi mi merito un premio. Salgo al rifugio Pordenone per salutare Marika e Ivan e mi prendo una bella e buona birra assieme a una magnifica fetta di torta di mele. Come finire meglio un’escursione da non dimenticare?

I miei compagni di merenda

I miei compagni di merenda

Rientrando

Rientrando

Sentiero CAI 362

Sentiero CAI 362

Birra e dolce di mele al rifugio Pordenone

Birra e dolce di mele al rifugio Pordenone

Una risposta a “Salita alla Croda di Sion

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