Da Poffabro alla cima del Rodolino

Altra giornata uggiosa. Previsioni meteo contrastanti. Ma la cosa poco ci importa. Non piove e decidiamo ugualmente per un’uscita. Con Stefano si è deciso di salire al Rodolino, cima che tre mesi fa avevamo tralasciato perché troppo nuvoloso. Oggi le condizioni sono le stesse, ma la meta ormai è stata decisa e assieme a Evelyn ci dirigiamo a Poffabro per cominciare la nostra escursione.

Poffabro

Poffabro

Lasciata l’auto poco prima della piazza, passiamo il piccolo centro e tramite la strada che poi si fa sentiero che porta al Monastero di Santa Maria, cominciamo a prendere quota. Passato la “casa monacale”, continuiamo sulla carrareccia fino a trovare il poco evidente inizio del sentiero CAI 968. Da qui la ripidità sale esponenzialmente e non ci abbandona più. Saliamo prima nel bosco incrociando alcuni cacciatori, e poi lungo i pendii erbosi della costa che scende ripida di fronte a noi. Le nuvole non ci lasciano tregua e man mano che prendiamo quota la visibilità diminuisce.

Inizio dell'escursione a Poffabro

Inizio dell’escursione a Poffabro

Carrareccia sopra il Monastero di Santa Maria

Carrareccia sopra il Monastero di Santa Maria

Casera lungo il sentiero CAI 968

Casera lungo il sentiero CAI 968

Sentiero (?) CAI 968

Sentiero (?) CAI 968

Sentiero CAI 968

Sentiero CAI 968

Solitario

Solitario

Arrivati quasi in forcella Racli perdiamo i bolli. Ci infiliamo in un canalino a sinistra e lo risaliamo con un paio di passaggi su sfasciumi. Pochi metri ancora e siamo finalmente in forcella. Ora non si vede proprio nulla.

Il canalino preso da noi per salire in forcella Racli

Il canalino preso da noi per salire in forcella Racli

Forcella Racli

Forcella Racli

Prendiamo la paretina di fianco la targa, passaggino di I, per portarci sulla cresta e da lì continuiamo per essa. Peccato per il panorama. Comunque un bel percorso semplice, qualche roccia da passare ma soprattutto molti tratti erbosi dove fare parecchia attenzione visto l’umidità che c’è e che rende tutto scivoloso.

Mini arrampicata sulla paretina in forcella Racli

Mini arrampicata sulla paretina in forcella Racli

Qualche passo sulle rocce

Qualche passo sulle rocce

Le nuvole non ci fanno vedere molto

Le nuvole non ci fanno vedere molto

In cresta verso la cima del Rodolino

In cresta verso la cima del Rodolino

Ad ogni modo ci divertiamo e dopo una mezz’ora o poco più dalla forcella ci ritroviamo sulla cima del Rodolino a quota 1700 metri slm. Facciamo una pausa e ci fermiamo un po’ e dopo la foto sulla vetta si decide di riprendere il cammino.

Cima del Rodolino, 1700 metri slm

Cima del Rodolino, 1700 metri slm

Autoscatto sul Rodolino

Autoscatto sul Rodolino

Seguiamo la traccia che Stefano ha scaricato sul suo gps. Per fortuna. Per un attimo il sole ci fa intravedere le creste che stiamo per affrontare, ma ci illude con la speranza che le nuvole si aprano. Dopo un minuto torna tutto come prima: il silenzio nell’invisibile nebbia.

Il sole che ci mostra qualche bello scorcio di creste

Il sole che ci mostra qualche bello scorcio di creste

Le nuvole risalgono da valle

Le nuvole risalgono da valle

Raggiunto un cimotto segnato anche in mappa, non troviamo più la direzione. Scendiamo prima a destra su una traccia: sbagliato. Stefano prova a scendere sulla sinistra: impossibile passare. Tiriamo fuori mappa, bussola e altimetro. Facciamo la direzione. Confrontiamo con il gps. Guardiamo dove scendere. In mezzo ai mughi… oggi bisogna ravanare. Scendo per primo e vado a vedere. Si riesce a scendere con difficoltà, il pendio è infido e i mughi fanno il loro sporco lavoro di difensori del passaggio, ma è la direzione giusta. Chiamo i due compagni che mi raggiungono in breve, guidati un po’ dalla voce e un po’ dai passaggi quasi obbligati. Poi continuiamo assieme. Evelyn odia i mughi e il pendio veramente scosceso non aiuta, ma a meno che non si voglia tornare indietro dobbiamo andare avanti. Con difficoltà finalmente troviamo la giusta traccia e i piccoli pini si fanno da parte. Di colpo ecco le tabelle che ci indicano che siamo giunti alla forcella Salinchieit dove ci prendiamo cinque minuti di riposo.

Ancora nebbia, visibilità massima 15 metri

Ancora nebbia, visibilità massima 15 metri

Tra mughi, sassi e erba bagnata

Tra mughi, sassi e erba bagnata

No, i mughi a Evelyn proprio non le piacciono!

No, i mughi a Evelyn proprio non le piacciono!

Forcella Salinchieit

Forcella Salinchieit

Da qui rientriamo su un sentiero bollato, il 973a, e facilmente perdiamo quota. All’interno di un vallone vediamo un gruppo di stambecchi che scendono dall’altro versante. Staranno tornando alla macchina anche loro?

Sentiero CAI 973a

Sentiero CAI 973a

Sentiero CAI 973a

Sentiero CAI 973a

Stambecchi

Stambecchi

Rientrati a Poffabro si decide per un giro nel paese e poi una buona birra accompagnata da un piatto di affettati e formaggi in un bellissimo locale del centro. Un bel giro, peccato per le nuvole che non ci hanno fatto vedere nulla e che ci hanno fatto dannare non poco in alcuni punti, ma alla fine un’escursione simpatica e decisamente remunerativa per le creste selvagge e per il magnifico borgo.

Cartello a Poffabro. Era arrabbiato?

Cartello a Poffabro. Era arrabbiato?

Una vecchia "mola"

Una vecchia “mola”

Poffabro

Poffabro

Poffabro

Poffabro

Poffabro

Poffabro

Poffabro

Poffabro

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