Casone Crosetta, Crep Nudo, Rocce Bianche, Col Fontana

Ultima domenica di ottobre. Ancora nuvole. Ma come sempre non saranno queste a fermarci. Con Evelyn si decide di salire il Crep Nudo. Aiutati dal cambio dell’ora partiamo presto per fare tranquillamente l’escursione senza alcun problema di tempo visto che, come al solito, devo essere a lavoro entro le cinque del pomeriggio. L’inizio dell’uscita comincia dal casone Crosetta, poco distante da Chies d’Alpago, prendendo la carrareccia che in breve ci porta vicino a casera Venal. Lasciamo la costruzione alla nostra destra mentre vediamo sulla sinistra un gruppo che sale verso il monte Fagoreit. Noi procediamo dritti e cominciamo il sentiero CAI 933. Da prima in bosco, poi attraverso un breve ghiaione e ancora nel bosco per uscirne dopo una mezzora. Il tutto con una inclinazione pazzesca! La salita è veramente dura e non lascia tregua fino a metà del percorso. Poi gli alberi si fanno più radi e l’inclinazione diminuisce. Le nuvole si aprono per un momento e ci lasciano vedere la cima del monte Crepon e un camoscio che soffia poco più in alto, ma dopo pochi minuti ripiombiamo nella nebbia.

Un ghiaione da risalire lungo il sentiero CAI 933

Un ghiaione da risalire lungo il sentiero CAI 933

Monte Crepon

Monte Crepon

Sentiero CAI 933

Sentiero CAI 933

Camoscio

Camoscio

Il sentiero di colpo passa su un ambiente roccioso, formato da placche e gradoni di roccia per arrivare all’incrocio con l’Alta Via numero 7. Ci fermiamo un attimo per leggere dove dobbiamo salire per la nostra meta, quindi aggiriamo le pareti lasciandole sulla nostra destra e fra rocce, ghiaie e sfasciumi in circa venti minuti sbuchiamo sopra le nuvole al cospetto della croce di vetta del Crep Nudo a quota 2207 metri slm.

Placche scolpite dall'erosione

Placche scolpite dall’erosione

Bivio con l'Alta Via numero 7

Bivio con l’Alta Via numero 7

Crep Nudo, 2207 metri slm

Crep Nudo, 2207 metri slm

Il mare di nuvole verso la pianura

Il mare di nuvole verso la pianura

La vista verso le Rocce Bianche sommerse dalle bianche nuvole

La vista verso le Rocce Bianche sommerse dalle bianche nuvole

Il vento sferza forte dalla val Venal di Funes, spingendo spesso le nubi verso di noi e coprendo il panorama formato da un mare soffice appena sotto ai nostri piedi. Ci ripariamo dietro il cumulo di pietre che sorregge la croce per riposare un po’. Siamo saliti veramente forte, in sole due ore, e una pausa è obbligatoria. Visto poi i tempi di salita, decidiamo di non rientrare da dove eravamo saliti, ma di fare un anello passando per le creste delle Rocce Bianche.

Autoscatto sulla cima del Crep Nudo

Autoscatto sulla cima del Crep Nudo

Ridiscesi fino all’Alta Via, la prendiamo in direzione ovest. La visibilità varia dai 20 ai 30 metri e resterà così per tutte le creste. Un vero peccato, perché il percorso è bellissimo, ma in mancanza dei panorami tutto diventa un po’ monotono. Tra le altre cose l’alta via non passa esattamente per la cima del Crepon ne per quella del Fagoreit e siamo costretti a non salirle perché non riusciamo a vedere nemmeno quale sia il pendio corretto da prendere e potremmo salire un’anticima al posto di una delle due montagne citate. Ci teniamo quindi in traccia che fortunatamente è ben bollata. Soprattutto in un tratto dove bisogna passare dei pendii erbosi, prestiamo la più totale attenzione a non perdere di vista i bolli bianco/rossi perché a volte il passaggio non è assolutamente visibile. Nel complesso il percorso resta decisamente bello. Creste, qualche salto roccioso, un paio di facili passaggi da arrampicare, un itinerario selvaggio.

Le creste delle Rocce Bianche

Le creste delle Rocce Bianche

Facile passaggio

Facile passaggio

Itinerario magnifico

Itinerario magnifico

Alta Via numero 7

Alta Via numero 7

Sempre su cresta

Sempre su cresta

Le nuvole ci fanno vedere veramente pochi metri

Le nuvole ci fanno vedere veramente pochi metri

Paretina di primo grado fatta in discesa

Paretina di primo grado fatta in discesa

Dopo aver incrociato il gruppo che avevamo visto a inizio giornata, che scopriremo essere degli Sloveni in gita sulle nostre splendide montagne, in due ore raggiungiamo le tabelle che ci indicano la discesa per casera Venal attraverso il sentiero CAI 932. I primi trecento metri di dislivello si fanno ancora su un pendio erboso, praticamente si scende dritti. Anche qui prestiamo la massima attenzione ai bolli visto che continuiamo a non vedere nulla. Salito e attraversato Col Fontana, il sentiero passa una zona mista fra erba, qualche sasso e tanta terra nera che con l’umidità fa scivolare tantissimo. Infine gli ultimi cinquecento metri sono tutti su ghiaione e su di esso la discesa diventa finalmente facile e molto veloce. Pensare però di farla in salita ci fa tornare in mente gli escursionisti che avevamo incrociato poco prima. Tagliamo gli ultimi metri per un prato che serviva al pascolo e raggiungiamo prima la casera e poi, tramite la carrareccia, casone Crosetta.

Sentiero CAI 932

Sentiero CAI 932

Casera Venal

Casera Venal

Verso casone Crosetta

Verso casone Crosetta

Un giro bello, veramente bello, con la mia compagna d’avventure che sta diventando sempre più tosta, ma un po’ rovinato dalle nuvole che anche oggi non ci hanno fatto godere dei panorami che qui sono magnifici. In compenso, sulla cima del Crep Nudo, vedere il mare di nuvole è sempre qualche cosa di unico!

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