Dal Passo Cibiana alla cima Nord dello Sfornioi

Primo novembre, giornata densa di nubi in pianura ma non nelle Dolomiti. Partiamo che il sole ancora non si vede e ci ritroviamo al Passo Cibiana alle prime luci dell’alba. Siamo Evelyn, Stefano ed io. L’aria è molto fresca e il cielo quasi completamente azzurro. Una giornata perfetta. Lasciata l’auto ci addentriamo subito nel bellissimo bosco attraverso la carrareccia e poi con il sentiero CAI numerato 483 fino a raggiungere un trivio con tabelle. Qui una bella foto verso gli Sfornioi e il sole che regala fasci di luce che escono da una forcella.

L'alba dietro lo Sfornioi

L’alba dietro lo Sfornioi

Trivio tra i sentieri CAI 482, 483 e 485

Trivio tra i sentieri CAI 482, 483 e 485

Vista verso valle

Vista verso valle

Dalle indicazioni trovate sulle tabelle, prendiamo il sentiero CAI 482/485 che ci porta, uscendo dal bosco, fino a forcella Ciavazole, splendida finestra sulle cime del gruppo del Bosconero. A questo punto abbandoniamo i segnavia bianco/rossi e deviamo alla nostra sinistra per un’evidente traccia che sale fra mughi e ghiaie lungo la cresta Ovest dello Sfornioi. La salita non è comunque difficile anche se la pendenza si fa sentire.

Le cime del Bosconero dalla forcella Ciavazole

Le cime del Bosconero dalla forcella Ciavazole

Salita lungo la cresta Ovest dello Sfornioi

Salita lungo la cresta Ovest dello Sfornioi

Arrivati alla croce di vetta (del Cibiana? Mah…) decidiamo per una pausa. Da qui si apre la vista verso la pianura coperta dal soffice mantello di nuvole, il possente Bosconero, il gruppo del San Sebastiano, il Civetta, il Sella, il Pelmo, le Tofane, l’Antelao, il Sassolungo. Magnifico.

Croce di vetta

Croce di vetta

Gruppo Tamer - San Sebastiano

Gruppo Tamer – San Sebastiano

Mare di nuvole in pianura

Mare di nuvole in pianura

Sassolungo di Cibiana

Sassolungo di Cibiana

Riprendiamo a camminare e ci dirigiamo sotto le pareti nord della cima che dobbiamo salire. La temperatura cala bruscamente. Alcuni massi sono ricoperti da un infido strato di ghiaccio invisibile e il ghiaino è compatto e congelato. Massima attenzione per non scivolare. Dopo poco raggiungiamo la prima paretina completamente gradonata che superiamo senza alcuna difficoltà sempre verso Est. Ci ritroviamo su una comoda cengia e proseguiamo ancora sotto le pareti. In ogni caso con i bolli rossi che ci guidano non è possibile sbagliare la direzione.

La prima facile paretina gradonata

La prima facile paretina gradonata

Sotto le pareti nord lungo la cengia ghiaiosa

Sotto le pareti nord lungo la cengia ghiaiosa

Alla fine della cengia, risaliamo su facile rocce e prendiamo la direzione opposta per un paio di decine di metri, dove poi dobbiamo addentrarci in un semplice canale che sale con passaggi di primo grado e forse uno terminale di secondo. Sbucati fuori, ci ritroviamo ora nel versante Sud-Est. Il sole comincia a scaldare e il pericolo ghiaccio svanisce di colpo. Ancora una cengia ghiaiosa e poi nuovamente su roccia. Anche qui, appena abbandonata la cengia, dobbiamo cercare un canale che ci porti in vetta. Sempre grazie ai bolli e agli innumerevoli ometti non abbiamo grosse difficoltà ad individuarlo e a risalirlo. Un po’ di sfasciumi ma nulla che vada oltre un secondo grado (secondo le relazioni trovate, ma secondo noi forse non oltre un primo superiore).

Primo canale di salita

Primo canale di salita

Nel versante Sud-Est

Nel versante Sud-Est

Dalla cima, 2410 metri slm, lo spettacolo è sublime. Ci fermiamo un po’ a goderci quello che la natura ci regala. Quasi abbandonati con noi stessi, immersi nei nostri pensieri.

Ognuno perso nei propri pensieri

Ognuno perso nei propri pensieri

Cima Sfornioi Nord, 2410 metri slm

Cima Sfornioi Nord, 2410 metri slm

Dalla cima Sfornioi Nord, la cima Sfornioi di Mezzo

Dalla cima Sfornioi Nord, la cima Sfornioi di Mezzo

Dopo una mezz’ora decidiamo di rientrare. Ripercorriamo al contrario la via già fata e poi, poco prima della croce trovata precedentemente, decidiamo di salire anche un piccolo torrione proseguendo andando dritti lungo una selletta. Dalla sella dei brevi passaggi di primo e poi un’arrampicata su poco più di 4 metri di spigolo con un passaggio esposto di quarto per raggiungere la cima di questa composizione rocciosa ribattezzata Torrione “Banana” per l’occasione.

Rientrando dalla cima

Rientrando dalla cima

Il Torrione "Banana"

Il Torrione “Banana”

Salendo la piccola formazione rocciosa

Salendo la piccola formazione rocciosa

Ecco il breve spigolo che porta alla cima

Ecco il breve spigolo che porta alla cima

Sfornioi Nord

Sfornioi Nord

Anche da qui sopra un panorama bellissimo, con i “Pupe”, i due gendarmi dello Sfornioi, che aumentano la bellezza del luogo. Ci ripromettiamo di tornare il prossimo anno per salire la cima di Mezzo e per passare proprio tra essi.

In cima al torrione con i "Pupe" sullo sfondo

In cima al torrione con i “Pupe” sullo sfondo

Autoscatto sul torrione

Autoscatto sul torrione

Riscendiamo (Stefano fa anche sicura con la corda a Evelyn da bravo cavaliere) e poi riprendiamo i sentieri precedentemente fatti per raggiungere nuovamente la macchina e concludere questa magnifica e appagante escursione.

Sulla piccola sella, si rientra

Sulla piccola sella, si rientra

Rientrando verso l'auto lungo il sentiero CAI 482/485

Rientrando verso l’auto lungo il sentiero CAI 482/485

Come concludere questa relazione? Giornata baciata dal sole, cime strepitose e posti magnifici con gli ormai già lodati, precedentemente in altre occasioni, compagni.

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Una risposta a “Dal Passo Cibiana alla cima Nord dello Sfornioi

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