Anello del Pelmo

Ecco il mio giorno di “riposo”. Lunedì. Ma finalmente il tempo sembra clemente e con il “Mitico” si parte per le Dolomiti. In macchina mi propone due itinerari: giro delle Tre Cime di Lavaredo partendo da Misurina, oppure l’anello del Pelmo. Valutando la neve caduta, si decide per la seconda opzione lasciano la prima a quando le nevicate saranno più abbondanti. La destinazione con l’auto è quindi Palafavera.

Palafavera

Palafavera

Cominciamo l’escursione nel magnifico bosco di larici dal versante Ovest del Pelmo, salendo il sentiero CAI 474. Dopo un centinaio di metri di dislivello cominciamo a trovare le prime chiazze di neve. Non fa per nulla caldo benché stia salendo il sole, siamo prossimi ai zero gradi, ma il forte vento abbassa sensibilmente la sensazione di freddo. Fin quando restiamo nel bosco, il vento viene comunque smorzato dagli alberi e si fa solo sentire con il suo forte suono sopra le nostre teste. Dopo una mezz’ora abbondante ci ritroviamo al bivio sul Col de le Crepe, quota 1900 metri slm, e qui invece veniamo investiti dall’aria. Deviamo verso sud seguendo le tabelle che indicano il rifugio Venezia, mentre la neve dura lascia a volte spazio a delle lastre di ghiaggio.

Sentiero CAI 474

Sentiero CAI 474

La prima neve

La prima neve

Freddo

Freddo

Salendo verso il Col de le Crepe

Salendo verso il Col de le Crepe

Il Pelmo

Il Pelmo

Vista verso il gruppo del Sella

Vista verso il gruppo del Sella

La camminata è comunque semplice, con i suoi saliscendi che ci fanno tenere un’ottima andatura. Ad un certo punto le pareti del Pelmo ci riparano dall’aria mentre il sole ci bacia, ma solo fino al passo di Rutorto. Siamo lungo il sentiero CAI 472. Fatto il passo ecco spuntare il rifugio dove ci fermiamo per una pausa.

Sentiero CAI 472

Sentiero CAI 472

Sentiero CAI 472

Sentiero CAI 472

"La Fessura" fra il Pelmetto e il Pelmo

“La Fessura” fra il Pelmetto e il Pelmo

La Dambra

La Dambra

Passo di Rutorto

Passo di Rutorto

Rifugio Venezia

Rifugio Venezia

Rifugio Venezia

Rifugio Venezia

Inutile dire che in ogni versante il panorama è da sogno e le pareti del “caregon de ‘l Padreterno” sono sempre magnifiche con la loro imponenza. Dopo la pausa, riprendiamo il trekking verso nord, puntando alla prima forcella che sta a Est delle Crode di Forca Rossa. La neve comincia a essere sempre maggiore e il vento sempre più forte. Si fa un po’ di traccia per salire, ma la crosta formatasi rende la progressione agevole. Solo l’ultimo tratto ci fa faticare un po’, ma a causa della pendenza e non per altri motivi.

Giochi di luce

Giochi di luce

Verso la prima forcella lungo il sentiero CAI 480

Verso la prima forcella lungo il sentiero CAI 480

Sentiero CAI 480

Sentiero CAI 480

Sentiero CAI 480

Sentiero CAI 480

Salendo la prima forcella

Salendo la prima forcella

Inizio del sentiero Flaibani

Inizio del sentiero Flaibani

Ghiaccioli

Ghiaccioli

Arrivati in forcella ci si apre la valle dove passa il sentiero Flaibani. Continuiamo la salita. Dopo il primo passaggio esposto dove fortunatamente c’è il cavo d’acciaio, decidiamo di indossare i ramponi. Si la neve è ottima, ma qui le rocce che affiorano sono completamente ricoperte da uno strato di ghiaccio e a volte anche il fondo lo è. Ramponati, possiamo proseguire decisamente con più sicurezza. Ho una voglia di neve che vado su spedito. Un paio di passaggi esposti, un paio di tratti dove è obbligatorio battere la traccia, e poi su dritti senza pensarci (passando sul lato destro) fino a forcella Val d’Arcia. Qui raggiungiamo il punto più alto del giro, 2476 metri slm. Qualche foto e subito dopo cominciamo la discesa nella valle che da il nome alla forcella.

Sentiero Flaibani

Sentiero Flaibani

Prime attrezzature fra ghiaccio e neve

Prime attrezzature fra ghiaccio e neve

Neve e ghiaccio sulle rocce

Neve e ghiaccio sulle rocce

Ramponi e neve ottima

Ramponi e neve ottima

Ramponati e felici

Ramponati e felici

Forcella Val d'Arcia

Forcella Val d’Arcia

Fatica fra neve e ghiaccio

Fatica fra neve e ghiaccio

Lungo il sentiero Flaibani

Lungo il sentiero Flaibani

Passaggio da fare attenzione

Passaggio da fare con molta attenzione

Ultimo ripido tratto per forcella Val d'Arcia

Ultimo ripido tratto per forcella Val d’Arcia

Antelao

Antelao

Tony impegnato nell'ultimo tratto di salita

Tony impegnato nell’ultimo tratto di salita

Vista verso la Val d'Arcia

Vista verso la Val d’Arcia

Forcella Val d'Arcia

Forcella Val d’Arcia

La discesa lungo le pareti Nord del Pelmo è fantastica. Neve dura, vento alle nostre spalle e dei panorami mozzafiato. Seguiamo la via migliore di discesa controllando qua e là gli ometti che a volte compaiono vicini e a volte ad alcune decine di metri di noi. Poi quando la valle si apre, la neve lascia spazio a rocce e ghiaccio, ma possiamo togliere i ramponi. Scendiamo velocemente fra delle lingue di neve depositata in piccoli colatoi fra i ghiaioni e in pochi minuti raggiungiamo i mughi e nuovamente il bel sentiero che riprende verso meridione.

Si scende in Val d'Arcia

Si scende in Val d’Arcia

Parete Nord del Pelmo

Parete Nord del Pelmo

Lungo la Val d'Arcia

Lungo la Val d’Arcia

Seguendo le lingue di neve

Seguendo le lingue di neve

Ghiaccio e roccia

Ghiaccio e roccia

Verso il passo Staulanza

Verso il passo Staulanza

DSCN2150

Tornano i saliscendi ma perdendo quota fino a passo Staulanza. Poi dobbiamo risalire per circa 150 metri di dislivello, però in un tragitto piuttosto lungo. Ripassiamo tra i larici e poi ancora tra i mughi, fino a incontrare il primo bivio che avevamo trovato all’andata. Da qui la discesa verso Palafavera è piacevole e veloce, mentre il sole illuminando la parte alta del Pelmo  scompare dietro al Civetta, regalando colori unici. E per finire, prima di uscire dal bosco, ho sentito gli alberi “parlare”. Lo scricchiolio degli alti fusti, con il loro ondeggiare al vento, sembrava un incredibile chiacchericcio fra gli antichi abitanti del bosco, quasi che per una volta non si fossero accorti della presenza dell’essere umano e si fossero lasciati andare ai loro racconti. La magia della natura!

DSCN2152

Freddo pungente

Freddo pungente

Passo Staulanza

Passo Staulanza

Sentiero CAI 472

Sentiero CAI 472

Il Pelmo al tramonto

Il Pelmo al tramonto

Ecco le nostre tracce di salita al bivio sul Col de le Crepe

Ecco le nostre tracce di salita al bivio sul Col de le Crepe

Il fuoco nella neve del Civetta

Il fuoco nella neve del Civetta

Un’escursione magnifica. Un prima invernale (o quasi) fantastica. Eccezionale anello attorno a una eccezionale montagna. Un giro che sicuramente è di quelli da ripetere.

Una risposta a “Anello del Pelmo

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