Scala europea del pericolo valanghe

La scala unificata europea del pericolo di valanghe

Il generico concetto di pericolo di caduta di valanghe è stato in qualche modo organizzato all’interno di scale graduate, dove ogni grado rappresenta uno scenario di potenziale pericolo di valanghe in termini di quantità (diffusione del pericolo) e qualità del pericolo. Lo scopo è quello di fornire un codice univoco e riconoscibile agli utenti dei bollettini.

Nella versione italiana si usa il termine pericolo per indicare le potenziali conseguenze negative dovute alle valanghe previste, indipendentemente dal fatto che nei luoghi dove si verificano siano presenti cose o persone; il termine di rischio invece è riservato ai potenziali eventi valanghivi che interferiscono con l’attività umana. In questo modo il rischio può variare grandemente a seconda della presenza o meno di persone o di strutture: quante persone e quante e quali strutture sono presenti, in una determinata zona, ed esposte al pericolo di valanghe;come esempio basti pensare agli scialpinisti che si assumono volontariamente un rischio che è molto variabile in funzione del numero di persone presenti, del percorso scelto, dell’orario, del comportamento del gruppo. Il Bollettino valanghe indica ovviamente il solo pericolo; spetta ai singoli utenti calcolare il rischio di esposizione, propria o di altri e/o di cose, alle valanghe nella fase di valutazione locale.
Dal 1993 il Gruppo internazionale di lavoro dei Servizi di previsione e prevenzione del pericolo di valanghe ha deciso di adottare una unica scala di pericolo; tale scala è denominata “Scala unificata europea del pericolo di valanghe” e ha sostituito le precedenti disomogenee scale di pericolo. Il Bollettino valanghe non è altro che la trasposizione dei concetti generali (scenari prevedibili di pericolo) della Scala in una determinata area (nel nostro caso il territorio montano del Friuli Venezia Giulia) in un determinato periodo di tempo (nel nostro caso 48/72 ore nel periodo che va dal tardo autunno a primavera inoltrata).

scalavalanghe
I concetti fondamentali della Scala unificata europea del pericolo di valanghe

La scala in questione riporta i concetti fondamentali cui fanno riferimento tutti gli strumenti di valutazione del pericolo di valanghe. I caratteri peculiari su cui si basa la scala sono i seguenti:

  • il pericolo è suddiviso in cinque gradi caratterizzati da un’aggettivazione e numerazione crescente (debole 1, moderato 2, marcato 3, forte 4, molto forte 5); ad ognuno dei gradi corrispondono 5 scenari di pericolo. La progressione della scala non è lineare; infatti il grado di pericolo 3, pur trovandosi al centro della scala, non rappresenta un grado di pericolo medio ma una situazione già critica;
  • il grado di pericolo di valanghe è funzione dei seguenti fattori:

Consolidamento del manto nevoso, esprimibile come rapporto tra le forze resistenti e le tensioni che agiscono nel/sul manto nevoso. Il consolidamento viene quindi espresso come qualità media della struttura del manto nevoso e, in particolare, come diffusione dei siti pericolosi, quelli su cui si possono verificare fenomeni valanghivi, su un determinato territorio:

  • Grado 1= generale buon consolidamento e stabilità ma non si escludono pochissimi o isolati siti pericolosi;
  • Grado 2= consolidamento moderato in aree localizzate: i siti pericolosi sono localizzati e, in genere, richiedono carichi importanti per dare luogo a valanghe provocate ma non si escludono isolate condizioni di debole consolidamento;
  • Grado 3= consolidamento moderato su molti pendii (situazione già molto importante!), consolidamento debole su alcuni pendii localizzati;
  • Grado 4= debole consolidamento sulla maggior parte dei pendii ripidi;
  • Grado 5= il manto nevoso è in generale debolmente consolidato anche su pendii a moderata pendenza.

Probabilità/possibilità di distacco, che dipende direttamente dal consolidamento, tende a quantificare statisticamente i pendii pericolosi e viene così suddivisa:

  • su pochissimi (= sporadici/isolati) pendii ripidi estremi, pari a meno del 10% dei pendii ripidi; è questo il caso generale del grado 1 ma riguarda anche le situazioni di eventuale debole consolidamento del grado 2;
  • su alcuni (localizzati) pendii ripidi (dal 10 al 30% dei pendii ripidi), indicati nel bollettino, con un consolidamento generalmente moderato ma, come prima si è visto, non si esclude la presenza di siti, estremamente localizzati (sporadici/isolati), con consolidamento debole, particolarmente sottolineati nel bollettino, (grado 2)
  • su molti pendii ripidi (già più del 30% dei pendii) dei quali la maggior parte ha consolidamento moderato mentre alcuni, indicati nel bollettino, presentano consolidamento debole (grado 3);
  • sulla maggior parte dei pendii ripidi (il 66% = 2/3 dei pendii) con debole consolidamento (grado 4);
  • sulla maggior parte dei pendii ripidi con estensione anche a quelli moderatamente ripidi (oltre il 66% dei pendii) (per il grado 5).

Nota beneI pendii ripidi sono così definiti:

pendio poco (moderatamente) ripido = pendio con inclinazione inferiore a 30°;
pendio ripido = pendio con inclinazione da 30° a 35°;
pendio molto ripido = con inclinazione da 35° a 40°;
pendio estremamente ripido = con inclinazione superiore ai 40° e con caratteristiche sfavorevoli per quel che concerne la forma del terreno, la vicinanza alle creste, ecc..

Dimensione delle valanghe. In base alle dimensione queste possono essere definite:

  • scivolamento o scaricamento: piccoli scaricamenti, il pericolo è legato all’impatto o alle cadute non al seppellimento; lunghezza di 50 m, volumi fino a 100 mc
  • piccole valanghe: si fermano su pendii ripidi (inclinazione maggiore di 30°) ma possono seppellire, ferire o uccidere una persona; hanno lunghezza fino a 100 m e volumi fino a 1.000 mc;
  • valanghe di media grandezza: possono percorre zone poco pendenti (inclinazione minore di 30°) per distanze minori di 50 m; possono seppellire e distruggere un’automobile, danneggiare un camion, distruggere una piccola casa o piegare alcuni alberi; hanno lunghezza fino a 500 m e volumi inferiori a 10.000 mc;
  • grandi valanghe: percorrono anche terreni a ridotta inclinazione (inclinazione minore di 30°) per distanze superiori a 50 m e possono raggiungere i fondovalle; possono seppellire e distruggere il vagone di un treno, un automezzo di grandi dimensioni, vari edifici o parte di un bosco; hanno lunghezza di 1-2 km e volumi fino a 100.000 mc.
  • valanghe molto grandi: raggiungono il fondo valle e possono alterare il paesaggio e provocare danni disastrosi;
    hanno lunghezze di circa 3 km e volumi superiori a 100.000 mc.

Attività valanghiva spontanea prevista.
Con i gradi 4 e 5 l’attività valanghiva spontanea deve essere diffusa sul territorio:

  • anche molte valanghe spontanee di media grandezza (talvolta anche grandi) nel caso de grado 4;
  • numerose grandi valanghe spontanee nel caso del grado 5.

E’ bene invece sottolineare che con i gradi 1 e 2, ma perfino con il grado 3, può non esserci attività valanghiva spontanea, mentre può esserci pericolo latente di distacco provocato, anche molto diffuso e pericoloso nel caso del grado 3.
Cause del distacco. I distacchi vengono inoltre suddivisi in:

  • distacchi spontanei: il distacco avviene senza influenza esterna al manto nevoso.
  • distacchi provocati: causati da carichi supplementari, esterni, sul manto nevoso (per esempio: passaggio di persone o mezzi meccanici, una esplosione, ecc.).

Nel caso del distacco provocato, il sovraccarico applicato può essere definito come:

  • debole sovraccarico: singolo sciatore o snowboarder che effettua curve dolci, singolo escursionista con racchette da neve, gruppo che rispetta le distanze di sicurezza (minimo 10 m);

forte sovraccarico: escursionista senza sci, sciatore o snowboarder che cade, gruppo compatto che non rispetta le distanze di sicurezza, mezzo battipista, esplosione.

 Gli utenti

Il Bollettino valanghe è uno degli strumenti importanti, a disposizione degli utenti, nella fase di valutazione regionale e, come si è visto, lo scopo è quello di dare l’informazione, il più possibile precisa, sul tipo e sulla diffusione del pericolo sul territorio.

scala_pericolo

Gli utenti a cui è rivolto, dai semplici cittadini alle Istituzioni, sono:

  • scialpinisti e sciescursionisti,
  • sciatori fuori pista, snowboarders e freeriders.
  • alpinisti ed escursionisti,
  • guide alpine, istruttori di alpinismo e scialpinismo e maestri di sci,
  • organizzazioni di soccorso in montagna,
  • addetti alla sicurezza dei comprensori sciistici e delle strade
  • prefetture, sindaci e commissioni valanghe
  • strutture di protezione civile
  • forze armate e corpi di polizia
  • residenti in località montane e utenti delle vie di comunicazione.

La scala unificata europea del pericolo di valanghe è completata da un quadro contenente le indicazioni per gli utenti.
Le indicazioni di fianco riportate sono riferite al solo arco alpino italiano: a livello internazionale non vi sono determinazioni comuni per le implicazioni giuridiche e legislative peculiari di ogni paese europeo.
Nota bene: le condizioni più o meno favorevoli per le “gite sciistiche” sono riferite al solo pericolo da valanghe e non riguardano altri elementi quali le condizioni di innevamento, il tipo di strato superficiale, ecc.

Fonte: Regione Friuli Venezia Giulia

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2 risposte a “Scala europea del pericolo valanghe

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