Sant’Umberto – Ucia de Sennes

Un lunedì come un anno fa. Tony e io in mezzo alla neve fra le splendide Dolomiti. Quando salgo in macchina non ho veramente idea di dove mi porterà, ma questo ha poca importanza perché Tony sa sempre trovare posti magnifici sulle montagne che più ha nel cuore. Mi spiega a grandi linee il percorso poco dopo Cortina, prima nemmeno ne parliamo. Già nel parcheggio mentre ci prepariamo la vista è a dir poco magnifica e la voglia di ciaspolare fra tutta questa neve sempre più alta. Come da titolo, l’inizio è nel parcheggio di Sant’Urberto, dove ci incamminiamo lungo la stradina che porta a malga Ra Stua. Strada battuta da un gatto delle nevi per agevolare chi vuole fare delle splendide escursioni in questi luoghi da sogno.

Sant'Umberto

Sant’Umberto

Verso Ra Stua

Verso Ra Stua

Val de Fanes

Val de Fanes

Dopo poco più di mezzo chilometro, il “mitico” mi indica di svoltare a destra. Sembrano non esserci tracce, ma dopo qualche metro trovo i segni di un paio di ciaspolatori che seguono i bolli CAI del sentiero numero 5. Fortuna. Fortuna che finisce dopo 5 minuti. Le tracce puntano verso il basso. Il sentiero verso l’alto. Guardiamo il pendio. E’ immacolato e ripido. Sopra però ha già buttato giù tutto e sembra sicuro. Si decide di salire. Sto davanti io a batter traccia, taglio dritto senza starmene nei piccoli canali, un minimo di prudenza ci vuole. Poi arrivati quasi sotto le pareti, deviamo a destra per un traverso lungo i grossi smottamenti. La neve è ghiaccio. Le ciaspole non tengono. Scivolare qui non sarebbe per nulla bello. Togliamo le ciaspe e intagliando con gli scarponi la neve dura attraversiamo questo tratto piuttosto ostico.

Il pendio sotto Croda de Rancona

Il pendio sotto Croda de Rancona

Salendo il pendio

Salendo il pendio

Un pezzo del traverso

Un pezzo del traverso

Attraversata la parte più difficile rimettiamo le ciaspole. Anche con la neve non battuta il sentiero segue una sua logica ed è molto semplice da seguire benché i bolli siano pochi. I tratti nel bosco sono magnifici e dietro di noi la vista del versante Nord delle Tofane è qualche cosa di indescrivibile.

Rosa di neve

Rosa di neve

Sentiero CAI 5

Sentiero CAI 5

Abete sotto la coperta di neve

Abete sotto la coperta di neve

Neve immacolata lungo il sentiero

Neve immacolata lungo il sentiero

Tofana di Dentro e di Mezzo

Tofana di Dentro e di Mezzo

Risbuchiamo sulla stradina battuta dopo due ore da quando l’avevamo lasciata. La camminata torna ad essere veloce e dopo una curva ecco apparire la malga Ra Stua. La pausa “bombardino” è d’obbligo.

Malga Ra Stua

Malga Ra Stua

Valon Scuro

Valon Scuro

Dopo la ricarica, riprendiamo l’escursione. Arrivati al Ciampo de Crosc, deviamo a sinistra, prendendo una vecchia stradina militare austriaca della Grande Guerra (sentiero CAI 9). La traccia è ben battuta da scialpinisti e ciaspolatori. Prendiamo quota molto velocemente mentre la cima di Croda Ciamin ci mette in testa una prossima ascesa.

Cianpo de Crosc

Cianpo de Crosc

Fine della vecchia stradina militare

Fine della vecchia stradina militare

Quando raggiungiamo quota 2000 metri slm, ci ritroviamo su degli alti pianori e di fronte a noi ci si parano le meravigliose cime del Sas dla Crusc (Kreuzkofel). Procediamo verso ponente in mezzo a una distesa di neve fino a raggiungere il rifugio Fodara Vedla. Qui altra pausa per mangiare qualche cosa e per ammirare ancora le creazioni della natura fra il candore bianco.

Croda Rossa

Croda Rossa

Sentiero CAI 9

Sentiero CAI 9

Sas dla Crusc - Kreuzkofel

Sas dla Crusc – Kreuzkofel

Rifugio Fodara Vedla

Rifugio Fodara Vedla

Rimessi gli zaini in spalla, snobbiamo questa volta la strada battuta e ci immergiamo in una traccia che attraversa il Pian de Lasta. Qui la Croda Rossa spunta in lontananza in tutto il suo splendore fra i pini che ci circondano. Stiamo poco per arrivare al rifugio Sennes, dove ci attende una birretta. Maltodestrina! Nel frattempo anche qui ci immergiamo in discorsi che riguardano futuri progetti che ci stanno attorno, come la Muntejela de Senes. Ma è ora di rientrare.

Pian de Lasta

Pian de Lasta

Cristo ligneo su Pian de Lasta

Cristo ligneo su Pian de Lasta

Rifugio Sennes, 2116 metri slm

Rifugio Sennes, 2116 metri slm

Dal rifugio la discesa è tutta lungo la strada battuta che ci riporta a malga Ra Stua in circa quattro chilometri, tranne che per un breve tratto dove possiamo tagliare fuori traccia alcuni tornanti su una neve magnifica che ci lascia sprofondare dolcemente e dove nessuno è ancora passato. Dopo la malga invece di riprendere il sentiero alto fatto all’andata, Tony decide di fare quello basso (sentiero CAI 6). Qui la traccia c’è. Il bosco è sempre stupendo. Qualche albero è caduto sotto il peso della neve. Scendiamo veloci, attraversando questo posto da sogno. Poi nuovamente l’ultimo tratto di stradina mentre le nuvole si addensano e comincia a fare buio. Ma ormai siamo alla macchina.

Rientrando verso Ra Stua

Rientrando verso Ra Stua

Panorama verso sud. Le nuvole si addensano

Panorama verso sud. Le nuvole si addensano

Croda Rossa, Cristallo, Pomagagnon

Croda Rossa, Cristallo, Pomagagnon

Sentiero CAI 6

Sentiero CAI 6

La foto del giorno!!!

La foto del giorno!!!

Sentiero CAI 6

Sentiero CAI 6

Quasi alla macchina

Quasi alla macchina

Giro lungo ma estremamente bello. Le Dolomiti sanno regalare sempre certe emozioni. Se poi mi muovo con il “mitico”, si amplificano! Giornata da dieci e lode.

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Una risposta a “Sant’Umberto – Ucia de Sennes

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