Salita al monte Lussari con le ciaspole attraverso il sentiero del Pellegrino

Finalmente una bella giornata. Non piove, non nevica. Cristina è venuta a trovarmi finalmente in Friuli e l’uscita classica da fare in inverno con le ciaspole è quella alla salita del monte Lussari attraverso il sentiero del Pellegrino. Lasciamo l’auto nel parcheggio di Camporosso, sotto agli impianti di risalita che salgono il monte, e dopo aver affittato le ciaspole per la signora, ci incamminiamo verso il locale Halte Hutte. Da qui comincia il sentiero CAI 613, una tabella indica la direzione, ma fin tanto che la strada è asfaltata è completamente pulita per consentire di transitare alle macchine. Questo per le poche centinaia di metri che ci separano dall’inizio della “vera” salita.

Stazione dell'impianto di Camporosso

Stazione dell’impianto di Camporosso

Inizio del sentiero CAI 613

Inizio del sentiero CAI 613

Appena ha inizio il sentiero del Pellegrino, comincia la neve. Non è durissima anche se ottimamente battuta, quindi ci infiliamo subito le ciaspe e ci rimettiamo in marcia. Man mano che prendiamo quota, la neve diventa sempre maggiore intorno a noi. Uno spettacolo il percorso in mezzo al bosco.

Si abbandona l'asfalto per la neve

Si abbandona l’asfalto per la neve

La neve abbonda

La neve abbonda

Rio Lussari

Rio Lussari

Sentiero CAI 613

Sentiero CAI 613

Cristina lungo la salita

Cristina lungo la salita

Quando cominciamo ad allontanarci dal Rio Lussari di qualche decina di metri, cominciamo a vedere la cima del Cacciatore di fronte a noi. Tecnicamente c’è poco da dire sul percorso, se non che in totale è di circa 1000 metri di dislivello (calcolando la partenza dal punto di noleggio) con una pendenza abbastanza costante ma che allo stesso tempo non fa sconti.

La Cima del Cacciatore

La Cima del Cacciatore

Muri di neve

Muri di neve

Monte Prasnig e Lussari

Monte Prasnig e Lussari

La cappella lungo il sentiero

La cappella lungo il sentiero

Sempre più neve

Sempre più neve

Arrivati all’unico bivio che si incontra, ci teniamo sulla destra per non salire lungo la pista da sci. La pendenza è un pochino maggiore ma il percorso decisamente più breve. Subito dopo ecco aprirsi verso Est il magnifico panorama verso il Mangart.

Monte Mangart

Monte Mangart

La traccia battuta non gira attorno al monte Prasnig, ma lo sale diretto. Arrivati sulla sua cima ecco il vero paradiso: il Jof Fuart, il Montasio, il Nabois, lo Jof di Miezegnot… e verso Nord l’Osternig, il monte Cocco, il cima Bella e tutte le Carniche. Infine verso Nord-Est l’Austria, con i suoi promontori più o meno accennati. Il tutto condito da una coltre bianca. Ma per gustarlo al meglio scendiamo alla sella per poi risalire sulla cima del Lussari, quota 1789 metri slm, dove facciamo due chiacchere con qualche scialpinista.

Sulla cima del Prasnig guardando la vetta del Lussari

Sulla cima del Prasnig guardando la vetta del Lussari

Jof di Miezegnot

Jof di Miezegnot

Jof di Montasio

Jof di Montasio

Cima del Monte Lussari

Cima del Monte Lussari, 1789 metri slm

Sulla cima

Sulla cima

Dopo aver dato gioia ai nostri occhi, scendiamo al paese. Una visita alla chiesa “dei tre popoli”, dove per entrare bisogna quasi inginocchiarsi sotto al patio a causa della neve. Poi una sosta per mangiare, naturalmente salsiccia, crauti, polenta e frico, gustando una birra e ammirando lo spettacolo che ci sta attorno.

Interno della chiesa del Lussari

Interno della chiesa del Lussari

Fra le case del piccolo villaggio

Fra le case del piccolo villaggio

Montagne e birra

Montagne e birra

Ma il tempo m’è tiranno. Dobbiamo scendere e di corsa, perché il lavoro mi attende. Per far prima decidiamo di prendere l’ovovia che riporta a Camporosso (7 Euro a testa) e in una decina di minuti ci ritroviamo al parcheggio.

La classica foto sul Lussari

La classica foto sul Lussari

Scendendo "artificialmente"

Scendendo “artificialmente”

Come sempre, bella e spettacolare salita a questo monte che ha sempre il suo fascino, sia nel piccolo paesino/santuario, sia per i panorami mozzafiato fra delle cime da sogno.

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