Piancavallo, forcella Giais e Pian delle More con le ciaspole

Domenica 23 febbraio, una giornata di sole fantastica. Fino al giorno prima la neve è scesa abbondante e i miei compagni d’uscita sono senza ciaspole. Per ovviare al problema e non rimanere bassi di quota, ci dirigiamo in Piancavallo per noleggiarle e farci un giro classico. Arriviamo fino alle Roncjade, dove è difficile trovare parcheggio: macchine e autobus sono ovunque. Gente ovunque. Ma c’era da aspettarselo. Stefania, Roberto e Michele vanno subito a prendere le ciaspe e in pochi minuti cominciamo a salire la strada che porta a Collalto.

Verso il Collalto

Verso il Collalto

Di fianco la pista da sci, una colonna di gente con le ciaspole. Continuiamo per iniziare la ciaspolata più in alto. Giunti alla cabina dell’ENEL, altro gruppetto di ciaspolatori che inizia ad addentrarsi nel bosco. Facciamo con calma e li lasciamo andare avanti di qualche minuto. In testa il pensiero è di una giornata da “processione”, ma non importa. Da qui inizia la vera escursione.

La partenza dalla cabina dell'ENEL della passeggiata delle malghe

La partenza dalla cabina dell’ENEL della passeggiata delle malghe

Si inizia a ciaspolare

Si inizia a ciaspolare

Entriamo nel bosco che con la neve caduta è quasi fatato. La traccia è naturalmente ottima. Anzi, ce n’è più d’una, battutissime e che rendono facilissima la progressione. Noi seguiamo quella che porta alla sella fra il Col Spizzat e il Col delle Lastre. L’ambiente? Beh, le foto dicono tutto…

Nel magnifico bosco

Nel magnifico bosco

Tutto bianco

Tutto bianco

La neve aggrappata agli alberi

La neve aggrappata agli alberi

Arrivati alla sella, ecco l’ingorgo. Vari gruppi addensati e incolonnati. Ne passiamo più d’uno passando per la neve fresca, poi per la breve discesa verso casera Caseratte dobbiamo metterci in fila anche noi. Rimaniamo diligentemente dietro fino alla casera e poi lasciamo tutti alle nostre spalle. Via libera.

La "processione" pressp casera Caseratte

La “processione” pressp casera Caseratte

Dalla casera risaliamo la val Fredda. Anche qui la traccia è ottima. Ci lasciamo la casera di Valfredda distante alla nostra destra e arriviamo all’altra insellatura. Da qui ricominciamo a perdere quota nella parte alta delle Ronciade, mentre lo spettacolo del Ressetum e delle montagne del Cavallo si apre ai nostri occhi. Anche la piccola punta di cima Ciastelat si vuol far notare, bianca come non mai. Nel frattempo la traccia non è più battuta come prima, ben pochi sono passati per di qua.

Val Fredda

Val Fredda

Michele, Roberto e Stefania

Michele, Roberto e Stefania

Scendendo sui pendii delle Ronciade

Scendendo sui pendii delle Ronciade

Il gruppo del Cavallo

Il gruppo del Cavallo

Cornicioni sul Cimon dei Furlani

Cornicioni sul Cimon dei Furlani

Finalmente il bivio che sale a forcella Giais.Unica cosa, nessuno c’è ancora salito. Neve vergine, nemmeno un segno. 70 metri di dislivello da batter traccia. Comincio a salire e la neve farinosa mi fa affondare di buoni 40 centimetri. Per un pezzettino sta davanti anche Roby. Pestare neve fresca è faticoso, ma è sempre bellissimo e in pochi minuti eccoci a forcella Giais (1442 metri slm).

Verso forcella Giais

Verso forcella Giais

Neve fresca!!!

Neve fresca!!!

La nostra traccia

La nostra traccia

Forcella Giais, 1442 metri slm

Forcella Giais, 1442 metri slm

Facciamo una pausa dove salta fuori l’immancabile “rosso” e i “bagigi”, panini e formaggio.Ci godiamo la vista verso valle e verso monte che da qui è magnifica. Poi di colpo ecco arrivare due comitive e la forcella viene occupata da una trentina di persone. Decidiamo di riprendere la marcia.

Il gruppo a forcella Giais e la meravigliosa vista verso la pianura

Il gruppo a forcella Giais e la meravigliosa vista verso la pianura

Aperitiviamo?

Aperitiviamo?

Tornati al bivio prendiamo il sentiero CAI 985 che scende verso Nord. Raggiunto l’incrocio completamente coperto dalla neve dove non si vedono nemmeno le tabelle, prendiamo la direzione per il Pian delle More, ma passando per il sentiero CAI 971, invece che per la mulattiera già segnata, che ancora nessuno ha fatto. Ancora neve fresca, circa un metro, ma i bolli bianco/rossi sugli alberi sono in alto e in alcuni punti ci aiutano con l’orientamento.

Il bivio prima di scendere a Pian delle More. Tanta neve!

Il bivio prima di scendere a Pian delle More. Tanta neve!

Lungo il sentiero CAI 971

Lungo il sentiero CAI 971

Anche qui nel bosco, magnifico, battendo traccia e sprofondando nella coltre bianca. La discesa è facile e bella. Perdiamo quasi 250 metri di quota e ci ritroviamo sulla strada che sale da Barcis. Un breve pezzo sempre in neve fresca e poi ritroviamo la traccia battuta.

Nel bosco fra la neve immacolata

Nel bosco fra la neve immacolata

Ops!!!

Ops!!!

Sentiero CAI 971

Sentiero CAI 971

Ultimo tratto in neve fresca

Ultimo tratto in neve fresca

Manca poco. Risaliamo la strada che ci riporta in Piancavallo, un po’ monotona rispetto al resto del giro, che comunque resta un anello fantastico.

Arrivo alla strada Bracis - Piancavallo

Arrivo alla strada Bracis – Piancavallo

Tornando verso l'auto

Tornando verso l’auto all’altezza di casera Paronuzzi

Giornata bellissima, sia per il meteo che per il luogo, oltre che per la meravigliosa compagnia. Con tutta quella gente pensavo diventasse quasi stressante, ma fortunatamente (e battendo traccia per primi) siamo riusciti a fare un’escursione in gran parte distanti dalla massa e dal caos, attraversando luoghi già visti e rivisti ma sempre appaganti.

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