Cima Manera (invernale)

Quest’anno le condizioni per cima Manera, o Cimon del Cavallo, non sono praticamente mai state buone per la sua salita invernale. Troppa neve, mai troppo freddo, continui cambi climatici. Ma salirla è sempre stato più forte di me. Di certo un anno fa non avrei mai pensato di farla in inverno, non mi sarebbe mai passato per l’anticamera del cervello, e se qualcuno me lo avesse detto gli avrei dato del pazzo; e invece a quanto pare il pazzo sono io.

Giorno 17. Per chi è superstizioso una giornata da non fare nulla. Ma io non lo sono e dopo aver visto la previsione con lo zero termico a quota 1200 nella notte e a 1800 nelle ore più calde, decido di salire pensando che sia l’ultima occasione dell’anno per provarci vista che la Manera è di fronte alla pianura e relativamente bassa. Mentre salgo in macchina verso Piancavallo quando ancora le stelle brillano nel cielo, i pensieri si attorcigliano nella testa: ce la farò? Magari trovo la neve che non è ok e tornerò indietro… o forse mi ritroverò bloccato da qualche parte a metà salita e dovrò rinunciare… devo scegliere la via più giusta per salire, ma quale… oh, bella questa canzone alla radio… ho dimenticato qualche cosa? No!… l’orario è giusto… si dai che ce la fai!

Arrivato in Piancavallo lascio l’auto al parcheggio dell’albergo 1301 Inn. Scarponi e zaino e parto. Passata casera Capovilla salgo per il sentiero CAI 924 trovando subito neve. Ho le ciaspole ma non servono, è troppo dura, quindi metto da subito i ramponi e salgo dritto per il bosco lasciando perdere i bolli bianco/rossi, tanto ormai qui la so a memoria. Lasciatomi dietro gli alberi sono poco sotto la val Sughet quando il sole comincia ad alzarsi all’orizzonte. Magnifico.

Le prime luci

Le prime luci

Verso la Val Sughet

Verso la Val Sughet

L'alba

L’alba

In pochi minuti eccomi all’inizio della valle. Scruto bene cima Manera. Ha slavinato pesantemente ovunque, tranne sotto di essa. So che salire da forcella Palantina è quasi improponibile, ma non si sa mai, deciderò poi. Mi incammino fra il ghiaccio caduto che ha trascinato con se erba e rocce. Impressionante, ma non mi turba.

Le slavine in val Sughet

Le slavine in val Sughet

Arrivo sotto a forcella dei Furlani. Guardo la selletta fra la mia meta e forcella Palantina: è tutta rotta. Troppo rischioso provarci. Sulla mia destra un canale pieno di neve sale dritto fra le due cime più alte del gruppo e decido che sarà la mia via di salita. Metto via i bastoncini e tiro fuori le picozze, si comincia a fare sul serio. Salgo dritto senza problemi, poi quasi arrivato in cresta mi coglie di sorpresa un serracco che da sotto non si vedeva. Ci sono ancora due metri abbondanti di neve e dentro di esso si vede l’erba. Se viene giù non racconterò mai di questa salita. Ma mancano pochi metri alla cresta Sud-Est del “Cimon” e sono solo le 7:45. Fa freddo e c’è vento. Ho tempo anche per ridiscendere da qui, anche se poi guardo con conforto alla mia sinistra la possibilità di provare a scendere anche per la via “normale” dove ha già in parte scaricato.

Poco sopra forcella dei Furlani: cimon dei Furlani

Poco sopra forcella dei Furlani: cimon dei Furlani

Arrivato sotto la cresta Sud-Est sulle rocce la neve è quasi scomparsa; tolgo i ramponi, ripongo una picozza, metto il casco e l’imbrago e attacco una picca a quest’ultimo. Cerco una via di salita. La guida Berti parla di un canale che sale dalla parte Est della cresta, ma lì c’è ancora un cornicione di neve, impossibile andarci. Mi tengo sul lato Sud e trovo un altro camino che sale. Esposto per qualche metro, ma poco superiore a un secondo grado. Poi entro in brevi canali con un po’ di sfasciumi ma non esposti (tutti di II). Una roccia ne blocca uno e devo rimettermi nel vuoto. Ma non ho alcun problema, anzi, mi sto divertendo e mi rendo conto di arrampicare con un buon margine. Molto bene! Solo su una minuscola selletta trovo ancora neve, rimetto i ramponi prendo la picca per sicurezza, passo anche qui senza problemi. Ultimi saltini su roccia buona e poi ricompare la neve sul pendio che in estate è erboso. Pochi passi e sono sulla cima a 2251 metri slm!

Lungo la cresta Sud-Est, salendo verso la cima

Lungo la cresta Sud-Est, salendo verso la cima

Panorama da Cima Manera

Panorama verso le Dolomiti da Cima Manera

Cima Manera, 2251 metri slm

Cima Manera, 2251 metri slm

Qualche foto veloce ma non ho molto tempo. La spaccatura trovata poco sotto mi mette fretta. Per fare prima ed evitare magari una calata, decido di scendere per la ferratina che porta direttamente in Val Sughet. Scendo su un’ottima neve senza difficoltà ma sbaglio di qualche metro. Poi vedo pochi metri più a sinistra il cavo. Breve traverso e lo raggiungo. Da qui la neve lascia spazio a un “vetrato” di tutto rispetto. Non faccio cavolate e mi aiuto con il cavo per scendere. Arrivo fino al traverso sempre attrezzato. Qui qualche fittone è saltato per le slavine ma il ghiaccio non c’è più per un po’ di metri. Man mano che avanzo, sotto di me ancora neve, fino a raggiungerla mentre l’acciaio scompare nel manto bianco e duro. Sorpresa: un altro serracco preannuncia lo stesso problema di prima.

Neve eccezionale

Neve eccezionale

Ecco la discesa per la ferratina

Ecco la discesa per la ferratina

Vetrato

Vetrato

Vista nella val Sughet

Vista nella val Sughet

La spaccatura sotto forcella dei Furlani e il canale di salita/discesa

La spaccatura sotto forcella dei Furlani e il canale di salita/discesa

Distaccamento giusto lungo il traverso

Distaccamento giusto lungo il traverso

A questo punto decido di fare un altro traverso e di raggiungere il canale di salita. Tanto scendere da lì o da dove sono salito ha la stessa difficoltà oltre lo stesso rischio, solo che sotto non so come sia messo l’ultimo salto finale di pochi metri. E così mi muovo.

Scendendo lungo il canale, si pensa ad usare bene picche e ramponi e non alla "rottura" soprastante

Scendendo lungo il canale, si pensa ad usare bene picche e ramponi e non alla “rottura” soprastante

Arrivato alla base mi sposto in mezzo alla valle. Mi giro. WOW! Grande impresa. Poi guardando bene, anche grande rischio. Ma la giornata era ideale e le condizioni c’erano quasi tutte. Felicità. Felicità allo stato puro. La posso raccontare! E da qui fino alla macchina la testa è vuota, scarica di ogni pensiero. Libera.

Impresa riuscita.

Impresa riuscita.

Si torna a casa!!!

Si torna a casa!!!

Ascesa emozionante. Appagante è dir poco. Nel mio piccolo, visto che non sono nessuno, l’ultimo degli ultimi, un traguardo che difficilmente credevo di raggiungere. Per la prima volta mi dico “Bravo!” da solo!!!

In rosso la via di salita, in azzurro quella di discesa. Le linee verdi sono i punti di rottura mentre le linee viola comprendono la parte distaccata il giorno successivo alla salita.

In rosso la via di salita, in azzurro quella di discesa. Le linee verdi sono i punti di rottura mentre le linee viola comprendono la parte distaccata il giorno successivo alla salita.

Per la cronaca, il giorno dopo, con l’innalzamento delle temperature, una parte di neve da me sfiorata durante la salita è venuta giù. Molto probabilmente qualche cosa è scivolato giù anche nel canale. Se avessi visto quella spaccatura prima di salire, forse avrei desistito. E’ andata bene…

Cercavate la salita estiva alla cima? Ecco il link!

Annunci

9 risposte a “Cima Manera (invernale)

  1. Pingback: Lista trekking, escursioni e passeggiate | RITORNO ALLE ORIGINI·

  2. Dopo una foto di Nicola, sembrava che fosse venuto giù di più da valle e invece mi sbagliavo… i serracchi tengono e la neve è ancora praticamente tutta lì! Incredibile!

    • Grazie Alessandro. Sinceramente era un tarlo che avevo nella testa. Quelle cose che ti senti dentro. I dubbi di riuscirci erano tanti, anche perché la mia esperienza è molto limitata, soprattutto se mi rapporto ad amici che ho conosciuto in quest’ultimo anno. Ma volevo farla. Non pensavo sinceramente quest’anno, e non pensavo nemmeno di riuscirci (soprattutto per la cresta Sud-Est che non avevo mai fatto). Ma è andata!!!
      Poi non so se ci voglia pelo o meno per farla, è relativo… come ha detto Nicola N. una volta, se magari per me una cosa può essere impegnativa, per altri può essere impossibile e per altri ancora una cavolata.
      Ringrazio ancora per i complimenti! 🙂

  3. Pingback: Cima Manera, ripetizione del 17 luglio 2014 – foto | RITORNO ALLE ORIGINI·

  4. Pingback: Cimon dei Furlani, invernale al caldo | RITORNO ALLE ORIGINI·

  5. Pingback: Cima Manera, qualche foto | RITORNO ALLE ORIGINI·

  6. Pingback: Lista trekking, escursioni e passeggiate | RITORNO ALLE ORIGINI·

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...