Il sentiero di Matteo (Stolvizza)

28 aprile, beato tra le donne! Oggi mi faccio portare dalle tre nuove amiche nella val Resia, posti per me veramente poco conosciuti, lungo un percorso chiamato “il sentiero di Matteo”, in ricordo a un escursionista deceduto sul Canin qualche anno fa: Matteo Mazzoni. Arriviamo con l’auto fin dove finisce la strada nella frazione di Ladina (Stolvizza) e dove un cartello da inizio al percorso.

Inizio del sentiero di Matteo

Inizio del sentiero di Matteo

Da subito scendiamo fino al fiume Resia e già qui degli scorci paesaggistici fanno capire la bellezza del luogo. Costeggiamo la via d’acqua  per qualche centinaio di metri lungo una specie di cengetta, guadando un rio e poi aiutati anche da dei piacevoli ponticelli. Poi con una struttura in legno più grande attraversiamo il Resia e ci ritroviamo sull’altra sponda.

Scendendo verso il Resia

Scendendo verso il Resia

Il Resia

Il Resia

Guadando un rio

Guadando un rio

Antica fornace di cemento

Antica fornace di cemento

Una breve salita molto pendente lascia poi spazio a una vecchia mulattiera che sale più dolcemente. Passiamo a fianco di alcuni stavoli che hanno visto decisamente tempi migliori e poi troviamo un bivio. Il sentiero CAI 634 che fin qui abbiamo fatto sale verso sinistra, mentre noi ci teniamo a destra e proseguiamo seguendo sempre le indicazioni che si trovano riguardo al sentiero che stiamo facendo.

Primo bivio, si va a destra dopo un breve consulto

Primo bivio, si va a destra dopo un breve consulto

La pendenza è quasi nulla per un bel tratto, attraversiamo il rio Perodo che poco più sotto crea con il suo salto, una piccola ma spettacolare gola in miniatura, mentre guardandoci attorno scopriamo che il bosco nel quale stiamo camminando è magnifico. Altro stavolo, molto grande ma ridotto a rudere, e poi ecco un altro bivio, ma questa volta lungo un’ampia strada bianca.

Rio Perodo

Rio Perodo

Il salto formato dall'acqua

Il salto formato dall’acqua

Ruderi di stavolo

Ruderi di stavolo

Su o giù? Su...

Su o giù? Su…

Come detto mi faccio guidare dalle donne e decidiamo di salire verso sinistra lungo la strada. Appena troviamo l’indicazione del sentiero CAI 657, ci immettiamo in esso e lasciamo la strada bianca per giungere così allo stavolo di Pucciaualza che sorge in mezzo a un pendio erboso circondato dagli alberi. Magnifico il luogo e la vista verso il versante resiano del Canin, anche se oggi le nuvole impediscono una visuale pulita.

Lungo la strada bianca alla ricerca del sentiero CAI 657

Lungo la strada bianca alla ricerca del sentiero CAI 657

Ecco l'indicazione che si vede dalla strada

Ecco l’indicazione che si vede dalla strada

Stavolo di Pucciaualza

Stavolo di Pucciaualza

Beato tra le donne!

Beato tra le donne!

Dopo una lunga sosta, riprendiamo l’escursione cercando nuovamente i bolli bianco/rossi, posti proprio dietro lo stavolo, fino a ritrovare la strada bianca che avevamo percorso prima. Fra una splendida faggeta tagliamo ancora qualche tornante e poi riprendiamo la via principale per arrivare fino alla sua fine. Giungiamo così agli stavoli di Tanaromi, posti su un piccolo altipiano meraviglioso. Siamo sul punto più alto dell’uscita, a quota 1078 metri slm. Le pareti a Nord disegnano le curve della spinta tettonica, qui molto evidente, mentre girandosi si può appagare l’occhio con una parte della val Resia.

Sentiero CAI 657

Sentiero CAI 657

Quasi agli stavoli di Tanaromi

Quasi agli stavoli di Tanaromi

Stavolo di Tanaromi

Stavolo di Tanaromi

Genzianelle

Genzianelle

Magnifica fontana di legno

Magnifica fontana di legno

Stavoli di Tanaromi

Stavoli di Tanaromi

Ripercorriamo a ritroso l’ultima parte per qualche decina di metri fino a incontrare l’ennesimo cartello del sentiero di Matteo, che ci immette nel sentiero CAI 634. La discesa è dolce, mai eccessivamente ripida, passando ancora attraverso un gruppo di stavoli (stavoli Colc) ben tenuti e poi al fianco di una cappelletta. Manca poco. Infatti ci ritroviamo al primo bivio incontrato salendo e da lì il rientro è tramite la prima parte fatta in precedenza.

Si riprende il sentiero per il rientro

Si riprende il sentiero per il rientro

Meravigliosi boschi di faggio

Meravigliosi boschi di faggio

Stavoli Colc

Stavoli Colc

Sentiero di Matteo, sentiero CAI 634

Sentiero di Matteo, sentiero CAI 634

La cappelletta

La cappelletta

Il ponticello sul Resia

Il ponticello sul Resia

Resia

Resia

Le donne quasi alla fine dell'escursione

Le donne quasi alla fine dell’escursione

Bellissima uscita, facile ma in mezzo a dei boschi magnifici e con dei panorami selvaggi. Il sentiero è segnalato magnificamente e, facendo attenzione a guadare il rio iniziale, adatto a tutti. Un grazie alle mie compagne d’uscita per la meravigliosa escursione in zone a me sconosciute.

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Una risposta a “Il sentiero di Matteo (Stolvizza)

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