Jof di Miezegnot e Jof di Somdogna partendo da malga Saisera

Giornata di sole ma non troppo caldo. Oggi ho tutto il giorno libero e quindi assieme a Paola decidiamo per un bel giro lungo sulle Alpi Giulie. Arriviamo tardino al parcheggio subito dopo malga Saisera (1000 metri slm circa), ma in questo periodo le giornate sono lunghissime e non abbiamo nessuno che ci corre dietro.

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Parcheggio malga Saisera

Messi gli scarponi ai piedi e gli zaini in spalla partiamo alla volta del rifugio Fratelli Grego passando di fianco alla cappella e inoltrandoci nel bosco dove passa il sentiero CAI 611. I classici bolli bianco/rossi ci guidano per un facile sentiero che sale continuo per circa 400 metri di dislivello fino a raggiungere il Grego, dove ci fermiamo per un ottimo succo di Sambuco e una fetta di dolce ai semi di girasole. Deliziosi entrambi. Chiediamo al gestore la situazione sentieri e a parte un nevaio che bisogna attraversare fra lo Jof di Sompdogna e il bivacco Stuparich, non ci sono problemi.

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Sentiero CAI 611

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Rifugio fratelli Grego

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Succo di sambuco e torta fatta in casa

Mangiato, bevuto e ringraziato per le informazioni, riprendiamo a salire tramite il sentiero CAI 651 che sale dietro il rifugio, questa volta con meno pendenza di prima, fino a Il Laghetto. Lo specchio d’acqua è invaso dalle piante e perde enormemente il suo fascino, sembrando quasi un acquitrino. Al bivio per i due Jof, si decide d’andare a Nord verso quello di Miezegnot. Seguendo la linea di trincea, quasi ormai scomparsa, della Grande Guerra e passando di fianco a qualche postazione, scendiamo fino al laghetto e alla Sella di Sompdogna per poi riprendere la salita.

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Sentiero CAI 651

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Postazione della Grande Guerra

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L’entrata della postazione

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Il Laghetto

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Malga Somdogna

Ora siamo sul sentiero CAI 609 che passa a fianco dell’omonima malga poco sopra la sella. I bolli seguono la facile, comoda e vecchia mulattiera di guerra che sale costante. Porto su, da buon volontario, anche un po’ di legna che trovo per strada, tanto lo zaino è mezzo vuoto. Poco prima di giungere al bivacco Brigata Alpini Gemona, un crocefisso ligneo indica un piccolo cimitero. Ci fermiamo per una foto e poi saliamo fino alla piccola struttura sempre ottimamente tenuta.

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Ennesimo piccolo bunker

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La vecchia mulattiera di guerra che porta allo Jof di Miezegnot

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Cimitero di guerra

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Bivacco Brigata Alpini Gemona e ruderi del villaggio militare

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Villaggio militare

Il bivacco è contornato dai ruderi di quello che una volta fu un villaggio militare. Ci riposiamo un po’ e poi decidiamo di salire sulla cima. Lasciamo gli zaini nel ricovero e prendiamo a salire verso la vetta. Seguiamo la cresta e poi risaliamo su terreno un po’ infido arrivando alla cima. Paola riesce anche a farsi un passaggino di II cercandolo con il lumino mentre il sentiero girava pochi metri più a destra. Sulla vetta il panorama è eccezionale mentre anche qui le postazioni della Prima Guerra Mondiale ricordano le follie della mente umana, assieme a sacrifici e alla lotta alla sopravvivenza.

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Verso la cima del Miezegnot

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Il passaggio di II grado di Paola

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Dalle postazioni sulla cima, vista verso lo Jof di Montasio

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In cima al Jof di Miezegnot, 2087 metri slm

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Targa dedicata a Giovanni Paolo II

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Dentro a una postazione

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Una delle tante postazioni

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Si scrive sul libro di vetta

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Piper e Due Pizzi

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Jof Fuart

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Colori fra il grigio dei ruderi e della roccia

Dopo averci goduti la cima, rientriamo. Paola vuole rifare il passaggino di II che aveva fatto in salita. La precedo e provo a dissuaderla, ma niente. Le mostro come passare e che magari sarebbe meglio usare il sentiero. Niente! E’ più testarda di me!!! Ma alla fine passa e possiamo tornare al ricovero per recuperare gli zaini.

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Tornando verso il villaggio militare

Rifacciamo la mulattiera a ritroso fino a Sella di Somdogna (1375 metri slm circa) e qui decidiamo di salire anche lo Jof di Somdogna. Torniamo quindi fino a Il Laghetto per imboccare il sentiero CAI 610. La traccia sale con più pendenza, prima su terra battuta, poi su ghiaie e infine su rocce; mai difficile comunque.

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Si scende…

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Presso Sella di Somdogna

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Sentiero CAI 610

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Postazioni lungo la salita

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Ancora ruderi della Prima Guerra Mondiale

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Quasi sulla cima del Somdogna

Sulla cima dello Jof di Somdogna c’è l’immancabile vento, ma non importa: la vista è qualche cosa di unico. Sembra di toccare le pareti del Montasio, sormontate dalle nuvole, mentre un bel sole amplifica le linee del Jof Fuart. Poco più in là cima Cacciatore e il Lussari. Dietro il Dobratsch e poi il Miezegnot. La fioritura è magnifica; e anche qui siamo in mezzo a postazioni della Grande Guerra.

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Sotto la cima

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Dalla vetta, le magnifiche pareti del Jof Fuart e il Nabois Grande

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Jof di Somdogna, 1889 metri slm

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Magnifiche fioriture

Non rimaniamo molto ed è ora di rientrare. Inizialmente l’idea era quella di raggiungere il bivacco Stuparich, ma la stanchezza dice a Paola che è meglio evitare il nevaio. Comincio a essere stanco anch’io, ma in fondo dopo 1600 metri di dislivello credo sia normale. Quindi riprendiamo la via di salita al contrario.

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Il Laghetto e le pareti del Jof Fuart durante il rientro

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Il peso della neve passata

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La Luna ci saluta

In due orette, con tutta calma e molta tranquillità, preservando muscoli e ginocchia, siamo nuovamente alla macchina. Un bel giro, semplice ma lungo, dai grandi panorami e ricchissimo di storia. Proprio una bella giornata.

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