Creta di Pricot per la via Fausto Schiavi

Giornata che parte con il sole. Sono in buona compagnia con quattro amici che hanno deciso d’andare sul Cavallo di Pontebba seguendo la ferrata Contin, mentre io preferisco la via Schiavi. Lasciamo le auto alla ex caserma della finanza che si incontra salendo a Passo Pramollo e tramite carrareccia raggiungiamo tutti assieme baita Winkel.

Verso malga Winkel

Verso malga Winkel

Proseguiamo lungo il sentiero CAI 433 e dopo una quindicina di minuti saluto il gruppo e mi stacco per andare a prendere l’attacco della via. Devio verso le pareti ben prima di trovare l’indicazione, perché alla base noto un grosso nevaio e non ho voglia di pestare troppa neve.

Nei pressi della malga, la Creta di Pricot

Nei pressi della malga, la Creta di Pricot

Sentiero CAI 433

Sentiero CAI 433

Verso le pareti della Creta di Pricot

Verso le pareti della Creta di Pricot

Arrivato sotto alle rocce per ghiaie e pendio erboso, devio a destra per flebile traccia, fino a giungere al blocco bianco. Mi tengo alla sua sinistra risalendo fino al canalone della Schiavi. La tabella non la vedo, è sul lato opposto, ma mi ricordo dove andare. Salgo per delle appoggiate e levigate placchette bagnate e lasciato alle spalle il primo nevaio trovo i bolli blu/arancio che mi indicano la corretta direzione.

Torri Winkel e Clampil

Torri Winkel e Clampil

Vista verso Sella Carnizza

Vista verso Sella Carnizza

Alla ricerca della via di salita

Alla ricerca della via di salita

Sotto al primo nevaio. Bisogna salire queste placchette appoggiate.

Sotto al primo nevaio. Bisogna salire queste placchette appoggiate.

Lungo la Fausto Schiavi, il secondo nevaio e le ghiaie a sinistra che salirò. Sopra le ghiaie si può notare il camino che ho provato a salire.

Lungo la Fausto Schiavi, il secondo nevaio e le ghiaie a sinistra che salirò. Sopra le ghiaie si può notare il camino che ho provato a salire.

Salgo ancora per ghiaie, ma incontro un secondo nevaio. Lungo e spesso, ragiono come nella parte precedente, anche perché sul lato destro è impossibile passare. Risalgo ancora faticosamente le ghiaie fino a incontrare un camino che sale dritto di fronte a me. I bolli sono esattamente sul lato opposto del largo canale che ho alla mia destra. Uff… penso che magari potrei salire il camino per vedere di sbucare poco più in alto. L’attacco.

Ripido

Ripido

Il camino all’inizio è semplice, lo arrampico con gusto, poi va via via alzandosi per difficoltà e sfasciumi. Fatto il primo passaggio sicuramente oltre il II grado, uno spiraglio mi fa vedere i bolli lì distanti alla mia destra. Troppo distanti, saranno 50 metri. Da solo non me la sento di proseguire prima d’andare a mettermi nei casini. Disarrampico e ritornato alla base tiro fuori la picozza e comincio ad attraversare la ripida neve.

Ecco i bolli dall'altra parte

Ecco i bolli dall’altra parte

Per attraversare la coltre bianca mi tocca battere traccia a ogni passo, con la picca ben piantata. Arrivo sul lato opposto e un salto di 3 metri mi divide dalla pietra. Non posso scendere. Mi guardo indietro e vedo una lingua di neve che scende un po’ più appoggiata sulla base solida dei massi. Con le chiappe a valle (e tenute pure strette) e continuando a piantare bene la picca, arrivo a scendere. Bene, sono più tranquillo.

Tacche di scarponi e picozza

Tacche di scarponi e picozza

Da qui comincio la risalita per la via. Si susseguono passaggi di primo e di secondo. Il traverso lo trovo più semplice di quello che avevo letto (quando avevo percorso questa salita l’anno scorso l’avevo saltato seguendo dei brevi canalini di III) e alla sua uscita evito la facile spaccatura e preferisco divertirmi sulla sua sommità sempre su placchette ben appoggiate  e con la possibilità di appigliarmi con le mani alla parete che sale alla mia destra (II+).

Arrampicando mi lascio alle spalle la fastidiosa neve

Arrampicando mi lascio alle spalle la fastidiosa neve

Un chiodo e un cordino? Qualcuno aveva bisogno d'aiuto.

Un chiodo e un cordino? Qualcuno aveva bisogno d’aiuto.

Dopo il traverso, l'intaglio sulla roccia che bisognerebbe seguire. Mi tengo invece alto sulle placche appoggiate.

Dopo il traverso, l’intaglio sulla roccia che bisognerebbe seguire. Mi tengo invece alto sulle placche appoggiate.

Sopra le placche, vista verso il canalone appena fatto

Sopra le placche, vista verso il canalone appena fatto

Uscito dalla parte arrampicabile, ecco la traccia che mi porta verso Sud. Poi nuovamente a Est per l’ultimo canale che su sfasciumi e per passaggi banali mi fa uscire sull’ampia cresta a pochi metri dalla Creta di Pricot. Pochi passi e sono sulla cima a quota 2252 metri slm.

Verso Sud per roccia, ghiaie e sfasciumi

Verso Sud per roccia, ghiaie e sfasciumi

Ultimo canale della Schiavi

Ultimo canale della Schiavi

Quasi fuori...

Quasi fuori…

Arnica

Arnica

Creta di Pricot, 2252 metri slm

Creta di Pricot, 2252 metri slm

Dopo un paio di foto, vedo che sulla cima del Cavallo di Pontebba sbucano quattro persone. Mi rimetto lo zaino in spalla e parto verso di loro. Sono gli amici che sono arrivati sulla sommità. Uno scambio di parole sul percorso fatto e mi rilasso su un pendio poco più sotto, gustandomi quasi disteso il panorama sulla Grauzaria e il Sernio, mentre gli altri vanno fino alla Creta di Pricot per fare qualche foto e salire una seconda vetta.

Cavallo di Pontebba, 2239 metri slm

Cavallo di Pontebba, 2239 metri slm

Creta di Pricotic

Creta di Pricotic

In relax con vista verso Sernio e Grauzaria

In relax con vista verso Sernio e Grauzaria

Al ritorno dei quattro, cominciamo a scendere assieme per la via normale lungo il sentiero CAI 414, ma a tutti balza in testa la stessa idea: facciamo la terza cima della giornata. Così dopo esser scesi di 150 metri di dislivello, deviamo a sinistra fra verdi e qualche roccetta e senza percorso obbligato saliamo anche la Creta di Procotic (2251 metri slm). Da qui il panorama è ancor migliore che dal Cavallo di Pontebba, proprio perché si aggiunge quest’ultimo allo scenario a 360° che si apre attorno a noi.

Foto di gruppo sul Cavallo di Pontebba

Foto di gruppo sul Cavallo di Pontebba

Lungo la normale al Cavallo, la salita al Pricotic

Lungo la normale al Cavallo, la salita al Pricotic

Minuscola catena montuosa

Minuscola catena montuosa

Verso la vetta del Pricotic

Verso la vetta del Pricotic

Creta di Pricotic, 2251 metri slm

Creta di Pricotic, 2251 metri slm

Vista verso il bivacco Ernesto Lomasti sulla sella di Aip

Vista verso il bivacco Ernesto Lomasti sulla sella di Aip

Dopo un’altra pausa ridiscendiamo nuovamente al sentiero di prima, e raggiunto il primo bivio continuiamo seguendo i bolli e passando tre semplici nevai per giungere al laghetto sotto le torri Winkel e Clampil. Anche quest’anno c’è la gondola. Un misto fra kitsch e trash.

Scendendo sulla normale del Cavallo

Scendendo sulla normale del Cavallo

Ancora nevai, ma senza pendenza

Ancora nevai, ma senza pendenza

Il laghetto con la gondola

Il laghetto con la gondola

Ultima parte della giornata che va a chiudere un meraviglioso anello. Seguiamo il sentiero che si mantiene sotto le pareti delle Torri e della Creta di Pricot. Passiamo un breve tratto attrezzato con il cavo metallico e arriva la pioggia. Passiamo con calma i grossi massi resi scivolosi e dopo una mezzora siamo nuovamente sul percorso fatto all’inizio per giungere in breve alle auto, bagnati ma contenti.

Piccolissime pigne di mugo

Piccolissime pigne di mugo

Ecco la via Fausto Schiavi con i suoi due grossi nevai

Ecco la via Fausto Schiavi con i suoi due grossi nevai

Graziano aiuta la discesa lungo il tratto attrezzato

Graziano aiuta la discesa lungo il tratto attrezzato

Riparato dalla pioggia sotto ad un masso mentre aspetto gli altri. Una finestra magnifica!

Riparato dalla pioggia sotto ad un masso mentre aspetto gli altri. Una finestra magnifica!

Quasi alle auto

Quasi alle auto

Volti nella roccia

Volti nella roccia

Un bel anello, sia per me che per gli altri, anche se il nevaio lungo la Fausto Schiavi m’ha fatto faticare un po’. Ma è andata bene così, con un po’ di sale in più in questa già gustosa escursione!

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2 risposte a “Creta di Pricot per la via Fausto Schiavi

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