Via “Elisa” e Via de “l’Austriaco” (arrampicata in Val Rosandra)

Con il lavoro che faccio e avendo impegnati i sabati e le domeniche, mi viene sempre difficile andare a fare vie in montagna. In più non ho grado, quindi non mi posso permettere di seguire alcuni amici che vanno a fare cose che non sono alla mia portata e che sarebbero liberi durante i giorni feriali. Ma riesco anche a divertirmi su cose semplici. Questa volta vado in val Rosandra, dopo aver sbagliato strada ma fortunatamente facendo un pieno economico alla macchina, con Roberto a fare le vie (forse) più facili di tutto il Friuli Venezia Giulia. In fondo sono le sue prime e va benissimo così; e forse potrebbero interessare i neofiti che ancora non ne conoscono l’esistenza e vogliono provare ad andare da primi su una via.

Sbagliato strada, ma fortunatamente verso la Slovenia

Sbagliato strada, ma fortunatamente verso la Slovenia

Raggiungiamo l’abitato si San Lorenzo, ci prepariamo e scendiamo verso il settore delle Rose d’Inverno. Per Robi è la prima volta su una via, quindi perdiamo un po’ di tempo per le dovute istruzioni su attenzione e uso dei materiali, anche se da secondo dovrà principalmente recuperare il tutto. Gli preparo anche una longe così che non debba diventare matto con il barcaiolo in sosta appena mi raggiunge. La via di roccia che decidiamo di fare è “Elisa”.

Val Rosandra

Val Rosandra

Settore Rose d'Inverno

Settore Rose d’Inverno

Attacco della via "Elisa"

Attacco della via “Elisa”

Foto prima di cominciare

Foto prima di cominciare

Dopo aver messo le scarpette e essermi legato le mezze corde, parto per il primo tiro. La via sale verticale sulla parete, poi devia a sinistra. Altri due metri in verticale e poi traverso verso destra. Dovrebbe essere un II con passaggi di III, sicuramente non di più, salgo veloce e senza problemi. Unica cosa l’attrito delle corde: con l’andamento del tiro ho le mezze che mi danno fastidio, sempre lì a tirarle verso di me, soprattutto nell’ultima parte del tiro. Consiglio di sostare dopo l’obliquo verso sinistra per chi volesse andare a farla. I resinati non mancano, anzi, sono fin troppi e infatti ne sfrutterò si e no la metà per proteggermi. Arrivato nella larga sosta, chiamo Roberto che titubante sale, ma ce la fa. Il suo problema non è la difficoltà fisica o tecnica, ma quella mentale. Andare in ambiente è tutt’altra cosa, anche se si tratta di cose molto semplici come questa.

Lungo il primo tiro della via "Elisa"

Lungo il primo tiro della via “Elisa”. L’ultimo traverso impegna più psicologicamente che fisicamente

Parto per il secondo tiro, breve ma bello. Anche qui una montagna di resinati, decisamente troppi, ma essendo un settore “didattico” posso anche capirlo. Salgo prima per una bella placca (III) e poi per un dietro (III bello pieno), sbucando di fronte alle attrezzature che salgono alla mia destra. Mi tengo sullo spigolo e dopo qualche altro metro trovo la sosta. Salendo il mio compagno di cordata perde un rinvio… mannaggia a lui! Non importa.  La via finirebbe qui, ma noi proseguiamo. Saliamo per l’ultimo tiro che sarebbe della via de “l’Austriaco”, semplicissimo traverso che non supera il II grado, e ci aggiungiamo una quarta lunghezza dove passano le attrezzature dei “scalini” (anche qui II) per sbucare sul ciglione soprastante dove ritroviamo il sentiero.

Lungo il terzo tiro della mattinata

Lungo il terzo tiro della mattinata

Pronti per l'ultimo tiro

Pronti per l’ultimo tiro

Momento di relax

Momento di relax

Riposta tutta l’attrezzatura, raggiungiamo l’auto e andiamo al rifugio Premuda per il pranzo. I gestori sono gentilissimi e il cibo è ottimo. Per smaltire i cevapcici ci facciamo un giro per la splendida valle, mentre il sole alza le temperature. Dopo un’oretta di camminata torniamo al veicolo e poi nuovamente al settore delle Rose d’Inverno.

Rifugio Premuda

Rifugio Premuda

Per salire, qualsiasi mezzo, anche i gomiti!

Per salire, qualsiasi mezzo, anche i gomiti!

Ottima mangiata al rifugio. Ma che faccia Robi!!!

Ottima mangiata al rifugio. Ma che faccia Robi!!!

Antico acquedotto romano

Antico acquedotto romano

Le capre della val Rosandra

Le capre della val Rosandra

La cascata nella valle

La cascata nella valle

Spigolo Verde

Spigolo Verde visto dal sentiero CAI numero 1

Non sapevamo bene cosa fare nel pomeriggio, se la ferrata o cosa, ma raggiunta nuovamente la parete scegliamo di fare un’altra via, ovvero quella de “l’Austriaco”. Ho lasciato le scarpette in auto ma non mi pongo grossi problemi e parto. L’attacco è a pochi metri a sinistra della via fatta la mattina e segue lo stesso andamento. Le difficoltà sono sempre fra il II e il III grado, ma questa volta spezzo il tiro su un piccolo terrazzino inclinato lungo una placca per non avere attrito con le corde. Si sta praticamente appesi nel vuoto e questa cosa a Robi genera qualche perplessità. Lo rassicuro, gli faccio una seconda protezione su uno dei tanti anelli che ci sono e riparto.

Sulla prima sosta de "l'Austriaco". Che fatica staccare le mani...

Sulla prima sosta de “l’Austriaco”. Che fatica staccare le mani…

Come nel primo tiro del pomeriggio, anche sul secondo lascio perdere i resinati e mi proteggo con dadi e friend, questo è il posto giusto per provare a posizionare le protezioni veloci. Arrivato alla seconda sosta guardo già verso l’alto per dove proseguire. Faccio salire l’amico e quando mi raggiunge gli dico che saliremo per quella spaccatura dritta sopra di noi. Acconsente dubbioso e parto.

Guardando per l'ultimo tiro

Guardando per l’ultimo tiro

Passo prima le facili roccette e mi ritrovo davanti una placca. Guardo bene ed è semplicemente bella, ma bisogna cercare un attimo dove mettere mani e piedi. Sarà un III+, qui non ci sono chiodi o resinati, quindi mi proteggo con un paio di nut e non è difficile metterli viste le fessure che corrono lungo la roccia. Uscito da questa placca/diedro proseguo qualche metro e preparo la sosta su un bel spuntone. Chiamo Roberto che mi bestemmia dietro per la scelta fatta, ma con un gomito e un ginocchio, in qualche maniera passa anche lui l’ultima lunghezza della giornata.

All'uscita dell'ultimo tiro della giornata

All’uscita dell’ultimo tiro della giornata

Via le scarpette

Via le scarpette

Foto ricordo a fine giornata

Foto ricordo a fine giornata

La valle in tutto il suo splendore

La valle in tutto il suo splendore

Vista verso il Golfo di Trieste

Vista verso il Golfo di Trieste

Veramente un bel lunedì, in ottima compagnia, dove mi sono divertito veramente tanto anche su cose semplici! Grazie Robi per avermi accompagnato e sopportato.

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5 risposte a “Via “Elisa” e Via de “l’Austriaco” (arrampicata in Val Rosandra)

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    • La ferrata Bianchi è sulla destra, bisogna deviare dal sentiero. E’ sulla sinistra della ferrata didattica “cengia erbosa” (quella che si unisce alla scala metallica). Ci sono delle scritte sulla parete per riconoscerle.

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