Sentiero Alpinistico Zandonella

Una mattinata con due matti, Marco e Fabrizio. Due matti che però ne sanno e pure tanto. Andare in giro con certa gente è sempre un onore per me, solo per sentirli ripercorrere a voce le loro imprese che non sono per molti e raccontate con quel fare semplice e quasi scherzoso. Ma veniamo alla giornata… è mattina presto quando parcheggiamo nei pressi di casera Mela e la temperatura è di 4 gradi. Bello fresco per un agosto che sta segnando la fine di un’estate mai vista. Leggerissimi sia con gli zaini che con il vestiario, saliamo la val Zemola attraverso il sentiero CAI 374 in direzione del rifugio Maniago. Conosciamo tutti bene la salita, ma per chi volesse andare le tabelle lungo questa prima parte di percorso sono ben posizionate e i bolli bianco/rossi non mancano. Si parte lungo la strada per qualche centinaio di metri per poi seguire le indicazioni che fanno prendere un sentiero sulla destra. Si arriva sul greto del Gè de Pezzei che bisogna attraversare e poi si risale l’evidente tratturo che solo alla fine acquisisce una buona pendenza.

Attraversando il Gè de Pezzei

Attraversando il Gè de Pezzei

Lungo il sentiero CAI 374

Lungo il sentiero CAI 374

Arrivati al Maniago in circa un’ora, ci fermiamo a fare colazione con caffè, crostata e strudel. I gestori non sprizzano troppa allegria e non ci fermiamo più del dovuto. Usciti dal rifugio saliamo la traccia che sale a sinistra di questo. Per terra delle tabelle indicano la via verso La Spalla (sono lì dall’anno scorso, magari “qualcuno” poteva anche metterle a posto) e riprendiamo a salire. Questa volta il sentiero è segnato dal CAI con la numerazione 382.

Rifugio Maniago

Rifugio Maniago

Stelle Alpine

Stelle Alpine

Val de Laussen e forcella La Spalla

Val de Laussen e forcella La Spalla

Saliamo forte tutti, senza problemi. Alcuni tratti lungo la terrazza inclinata che porta alla forcella presentano passaggi elementari. Sulla forcella spettacolo magnifico, con le pareti Ovest del Duranno e la vista che si apre verso le Dolomiti. Il colpo d’occhio ricade naturalmente sull’imponente Pelmo. Ma non ci fermiamo e raggiungiamo facilmente e in breve cima La Spalla, punto più alto della giornata a quota 2234 metri slm, dove ci concediamo una sosta.

Il Monte Borgà e La Palazza

Il Monte Borgà e La Palazza

Sotto le pareti del Duranno, cima Preti

Sotto le pareti del Duranno, cima Preti

Verso La Spalla

Verso La Spalla

Pelmo

Pelmo

Duranno

Duranno

Cima La Spalla

Cima La Spalla

Marco e Fabrizio

Marco e Fabrizio

L’idea iniziale della mattina era di salire Sass de le Diese, ma Marco non aveva mai fatto il sentiero alpinistico Zandonella, e così lo accontentiamo. Ripartiamo e dalla facile dorsale passiamo a cenge a volte parzialmente attrezzate. L’ambiente è magnifico, spettacolare. Lasciamo quindi perdere la cima che avevamo come meta e zigzaghiamo tra le Portelline, scendendo e salendo fra dei ghiaioni. Poi un camino (sempre attrezzato e rinominato da Marco ne “il budello”) e ancora stupende cenge. Unica difficoltà è il terreno infido sul quale è meglio non scivolare visto che spesso l’esposizione è alta. Ci sono anche alcune paretine da passare, ma sono semplici, di roccia buona e dove un cavo metallico è sempre presente. Divoriamo il percorso fino ai mughi.

Si parte lungo il Zandonella

Si parte lungo il Zandonella

Duranno e Preti

Duranno e Preti

Le prime cenge del sentiero alpinistico

Le prime cenge del sentiero alpinistico

Ambiente spettacolare

Ambiente spettacolare

Risalendo le ghiaie delle Portelline

Risalendo le ghiaie delle Portelline

Si vede chi ne ha!

Si vede chi ne ha!

Camino/Budello

Camino/Budello

Discesa nel camino

Discesa nel camino

Cengia attrezzata

Cengia attrezzata

Panoramiche finestre

Panoramiche finestre

Arrivati alla mugaia, rallentiamo. Qui nessuno pulisce da un bel pezzo e i bassi pini ci rallentano. Poi troviamo il colatoio che ci fa scendere, ma come l’anno precedente a metà di questo perdiamo i bolli visto che non è presente nessuna traccia che dovrebbe staccare sulla destra. Continuiamo quindi a scendere, troviamo un passaggio di II+, e se lo dicono loro mi fido ciecamente sulla gradazione, e disarrampichiamo evitando l’acqua che scorre (nel caso ci si può aiutare con i mughi come avevo fatto la precedente volta). Finito il colatoio ritroviamo il sentiero (CAI 381) e volgendo verso Est torniamo in direzione del rifugio Maniago.

Cominciano i mughi

Cominciano i mughi

Sfornioi

Sfornioi

Ancora il Borgà

Ancora il Borgà

Ultimo tratto di salita lungo lo Zandonella

Ultimo tratto di salita lungo lo Zandonella

Scendendo nel colatoio

Scendendo nel colatoio

Si disarrampica

Si disarrampica

Sentiero CAI 381

Sentiero CAI 381

Poco prima del rifugio deviamo a destra per scendere la val Zemola, ricongiungendoci al sentiero fatto in salita per rientrare alla macchina.

Verso l'auto

Verso l’auto

Roccia ricurva lungo la faglia periadriatica

Roccia ricurva lungo la faglia periadriatica

Sempre una bella escursione quella dello Zandonella. L’anno scorso l’avevo fatta con molta titubanza, portandomi dietro di tutto e non disdegnando imbrago e kit da ferrata lungo il camino, arrivando al Maniago stanco morto. Questa volta invece mi sembra tutto così semplice, divertente, un giro da fare in poco più di mezza giornata. Comunque un giro da non prendere sottogamba e come consiglio, se si va in gruppo,direi che il casco è meglio portarlo e indossarlo.

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