Salita allo Sfornioi di Mezzo

La sera prima di partire vado da Michele e gli propongo quattro uscite da fare: anello delle Tre Cime, libri di San Daniele, Creta di Collinetta o Sfornioi di Mezzo. Proprio in questa sequenza, salendo di difficoltà, e lui opta per l’ultima con mia grande gioia. Era dall’anno scorso che volevo salire su questa cima.

La mattina ci troviamo alle 7 e la giornata sembra una di quelle spettacolari. Nemmeno una nuvola. Ma dopo un paio di caffè lungo la strada e giunti a passo Cibiana, ci ritroviamo come sabato in mezzo alle nuvole. Ma ormai siamo parcheggiati e di certo non desistiamo con la speranza che il sole ci regali la sua presenza.

Inizio dell'escursione poco oltre passo Cibiana

Inizio dell’escursione poco oltre passo Cibiana

Cominciamo la salita lungo una strada bianca per poi imboccare il sentiero CAI 483. All’inizio troviamo un vecchietto che sta facendo legna; salutiamo e ci chiede dove stiamo andando. Sentendo la nostra destinazione ci augura una buona giornata e ci dice che su troveremo bello. Speriamo!

La strada che porta al sentiero

La strada che porta al sentiero

Sentiero CAI 483

Sentiero CAI 483

L’ascesa lungo il sentiero non è mai faticosa, almeno fino al bivio con il 481 che porta a forcella Bella. Poi aumenta per un tratto l’inclinazione ma che non risulta mai eccessiva, fino a forcella Ciavazole. Ci fermiamo un attimo, le nuvole lasciano intravedere le Rocchette che salgono dritte con le loro pareti verticali.

Forcella Ciavazole

Forcella Ciavazole

Le Rocchete dalla forcella Ciavazole

Le Rocchete dalla forcella Ciavazole

Dalla forcella lasciamo i segnavia CAI e deviamo a sinistra per l’ottima traccia che sale il crinale che porta agli Sfornioi. Qui di colpo ci ritroviamo su ripide ghiaie battute, fino alla croce dell’anticima del gruppo che stiamo raggiungendo. Una foto e proseguiamo fino ad arrivare alla prima paretina sotto la cima Nord. Mettiamo casco e imbrago e lasciamo i bastoncini.

La Civetta

La Civetta

Sfornioi

Sfornioi

Croce dell'anticima degli Sfornioi

Croce dell’anticima degli Sfornioi

Ci si prepara per la roccia

Ci si prepara per la roccia

Saliamo la paretina che presenta facili passaggi gradonati di primo grado e seguiamo ancora la cengia che prosegue in direzione Est. Per un attimo ci immettiamo nel canale che porta agli Sfornioi Nord. Risalito e giunti sopra la forcella dei Pupe tiriamo fuori la relazione; siamo sulla via sbagliata. Torniamo indietro rifacendo il suddetto canale (II grado) e riprendiamo la cengia.

Luce fra le nubi e la roccia

Luce fra le nubi e la roccia

Canale di II grado che porta agli Sfornioi Nord

Canale di II grado che porta agli Sfornioi Nord

Le cengia che aggira gli Sfornioi Nord

Le cengia che aggira gli Sfornioi Nord

Prima dell'ultimo tratto che porta alla cima degli Sfornioi Nord, vista verso forcella dei Pupe

Prima dell’ultimo tratto che porta alla cima degli Sfornioi Nord, vista verso forcella dei Pupe

Scavalchiamo una forcella e la traccia cambia direzione. Siamo esattamente sotto a dove eravamo prima, ma almeno la direzione è quella giusta. Pochi passi ancora e ci ritroviamo fra i due gendarmi mentre la sagoma dello Sfornioi di Mezzo prende forma. Una torre tozza ci si para davanti fra le nuvole che corrono veloci nella loro danza mentre il sole va e viene quasi intimidito dal ballo.

Il tratturo corretto che porta a forcella dei Pupe

Il tratturo corretto che porta a forcella dei Pupe

Colore fra le rocce

Colore fra le rocce

Salto verso la valle de Bosconero

Salto verso la valle de Bosconero

La figura dello Sfornioi di Mezzo

La figura dello Sfornioi di Mezzo

I Pupe

I Pupe

Raggiungiamo il versante Nord-Ovest ma non ci fermiamo. Continuiamo per la cengia che aggira la nostra meta. L’esposizione è alta, un tetto ci fa quasi inginocchiare e un ultimo passaggio di I grado ci fa porre molta attenzione. Sotto di noi il vuoto. Qualche sassetto cade e non sentiamo il suo arrivo sul fondo.

L'esile cengia che aggira lo Sfornioi di Mezzo

L’esile cengia che aggira lo Sfornioi di Mezzo

Michele lungo la stretta e bassa cengia

Michele lungo la stretta e bassa cengia

Arrivati alla fine della sommità della parete Est, la cengia finisce e ci guardiamo attorno per dove salire. Saliamo da prima per una paretina di primo grado su roccia abbastanza buona ma sporca scegliendo i passaggi più facili. Poi entriamo in un canale. Sopra di noi due cordini di calata con un moschettone ci fanno intendere d’essere sulla retta via, o meglio, sull’ultimo tiro della Sommariva-Angelini.

Dopo le facili roccette, il canale di II grado

Dopo le facili roccette, il canale di II grado

Saliamo il canale con bella arrampicata di II grado fino alla sosta. Una parete gialla con un tetto ci sovrasta. Prendiamo verso sinistra la cengetta e ci riguardiamo attorno. Michele parte per primo, se la sente e ha visto un altro cordino su un masso incastrato. E’ l’unica via logica. Per arrivare a tale masso ci aspetta un’altro canale e un antro scuro. Il canale non è male, anche se la roccia si fa via via sempre più marcia. Poi l’antro: sarebbe anche bello se la roccia non fosse pessima. E’ un marciume, qualsiasi cosa si tocchi viene via anche solo appoggiandosi. Non c’è possibilità di assicurarsi se non dopo essere arrivati a quel cordino e quindi procediamo slegati. In un modo o nell’altro riusciamo a venirne fuori dopo una decina di metri di III, dove la vera difficoltà è nel trovare dove mettere mani e piedi senza che appigli e appoggi cedano di colpo con conseguenze poco consone.

L'antro dove si arrampica su un III grado con roccia marcia

L’antro dove si arrampica su un III grado con roccia marcia

Fuori dall’antro, ecco il sole, che ora ci accompagna per facili roccette fino alla cima. Bellissimo. Siamo a quota 2425 metri slm. Le nuvole attorno ci annullano i panorami, ma essere arrivati qua su è già un appagamento totale. Ci godiamo la vetta per una mezzora e poi decidiamo di rientrare.

Dalla cima dello Sfornioi di Mezzo, lo Sfornioi Nord

Dalla cima dello Sfornioi di Mezzo, lo Sfornioi Nord

Cima dello Sfornioi di Mezzo, 2425 metri slm

Cima dello Sfornioi di Mezzo, 2425 metri slm

Scendiamo fino all’antro. Con me ho una corda da 30 metri. Il cordino è tagliato dalla caduta di alcune rocce, e mi sembra abbastanza normale visto che qui tutto si stacca per nulla. Non mi convince molto. Lo tolgo e lo accorcio. Michele mi segue e gli indico dove posizionarlo visto che un ottimo spuntone sta proprio un metro sopra di noi. Lo posiziona, preparo la corda e ci facciamo la prima doppia non prima d’aver fatto cadere un bel po’ di sassi pericolanti.

Calata lungo l'antro finale

Calata lungo l’antro finale

Visto che anche il canale appena sotto fa abbastanza schifo, trovo un altro spuntone, ci lascio un cordino e ci facciamo un’altra calata di una decina di metri. Meglio così. Poi sfruttiamo la sosta per una terza calata di altri 15 metri fino ai facili passaggi iniziali che invece disarrampichiamo.

Michele impegnato nella seconda calata

Michele impegnato nella seconda calata

Michele scende l'ultima facile paretina

Michele scende l’ultima facile paretina

Siamo nuovamente sulla cengia. Da qui ripercorriamo tutta la via di salita, mentre la nostra stella ci illumina quasi seguendoci per assaporare l’ambiente che ci sta attorno. Magnifico. Arrivare al passo è una bella passeggiata, soddisfatti, quasi sempre in silenzio, gustandoci ancora la cima appena fatta immersi  nei nostri pensieri.

Si rientra, sempre con attenzione, per la cengia

Si rientra, sempre con attenzione, per la cengia

Verso forcella dei Pupe

Verso forcella dei Pupe

Ecco i nostri bastoncini

Ecco i nostri bastoncini

Anticima degli Sfornioi

Anticima degli Sfornioi

Scendendo verso passo Cibiana, si vede il monte Rite

Scendendo verso passo Cibiana, si vede il monte Rite

Sassolungo di Cibiana

Sassolungo di Cibiana

Giornata eccezionale. Cima magnifica. Via diversa dalla normale e che quindi ha dato all’ascesa un altro sapore, più dolce. Grazie (e bravo) Michele!

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2 risposte a “Salita allo Sfornioi di Mezzo

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