Croci di vetta

Croci di vetta. Quando saliamo su una cima spesso e volentieri ne troviamo una. Quando la raggiungiamo la gioia che si prova è grande, ma non per la croce, ma per l’aver raggiunto una meta.

A parte questo, in questi due anni in cui ho scoperto e amato la montagna, mi sono sempre chiesto il perché delle croci sulle vette, dando anch’io una mia interpretazione. Mi sono anche informato, scoprendo che le prime croci furono messe nei valichi alpini attorno al XIII secolo e che le prime croci sulle vette risalgono al 1492, poste sulle sommità del mont Aiguille (2085 metri slm), facente parte delle Prealpi del Delfinato, da parte di un ordine di Carlo VIII. Un grande proliferare di questo simbolo avvenne nel 1900 da parte delle comunità valligiane spinte dai parroci di queste zone, nell’intento di “santificare” questi luoghi con tali erezioni e per la salvaguardia della fede che in quegli anni cominciava già a vacillare.

Ma non sono qui per fare polemica o dire se è giusto o sbagliato che ci siano. Chi sono io per farlo? Così mi sono chiesto cosa pensano gli altri di tale argomento, ponendo tre domande ad alcuni amici e conoscenti che frequentano la montagna ognuno a proprio modo, in maniera diversa e andando dall’escursionismo all’alpinismo di “livello”.

A queste persone ho chiesto naturalmente il permesso di pubblicare la loro idea e nel caso di difendere la propria privacy. Inoltre le domande sono state fatte direttamente senza un preambolo e al di fuori di qualsiasi discorso a esse correlato. Sono state poste in maniera diretta e in maniera diretta ho ricevuto le risposte che qui riporto in maniera integrale senza cambiare nulla di quello che mi è stato scritto.

Cima Erbing (2301 metri slm), gruppo del Pomagagnon

Cima Erbing (2301 metri slm), gruppo del Pomagagnon

Questo articolo non vuole creare polemica, ma vuole solo far notare alcune posizioni su questo argomento e si potrà leggere che le croci di vetta hanno un valore diverso per ognuno di noi

Che cosa rappresenta per te una croce posta su una cima?
Croci si e croci no. È giusta la loro presenza sulle vette?
È corretto aggiungerne delle altre?

Cellon / Pal Piccolo

Cellon / Pal Piccolo

Roberto Turchet – escursionista e faleista
1- Essendo ateo la croce in una cima può a mia ragione rappresentare la vicinanza quasi fisica a Dio.
2 e 3- E’ giusta per la “nostra” religione di stato. Non ne aggiungerei altre perché deturpano l’ ambiente e spesso non sono costruite con materiali biodegradabili! Piuttosto per “segnalare” l’ arrivo in una cima costruirei degli omoni con i sassi!

Giuseppe Malfattore – appassionato di montagna e artista
Che cosa rappresenta per te una croce posta su una cima? Per me rappresenta solo il punto più alto della montagna, ha il suo fascino, ma non il simbolo della croce, anche fosse un palo, è bello per me la visibilità da lontano, per un fattore psicologico, senti che ci staia arrivando.
Croci si è croci no. Le croci sono simboli di una religione, io sono per tuttte le religioni e nessuna..quindi croci no !!!
È giusta la loro presenza sulle vette? È corretto aggiungerne delle altre? Ho risposto sopra, è innaturale, basterebbe un cumulo di pietre, ma se spariscono la montagna non ne soffrirebbe

Sergio Giulianati – escursionista e alpinista
Premetto che io sono ateo, quindi la mia risposta potrebbe essere polarizzata dalla mia posizione ideologica.

In alcune occasioni, il crocione in putrelle di ferro e plinto di cemento sulla cima di una montagna può servire come solidissimo punto di ancoraggio per far sicura nell’ultimo tiro / prima calata. Se c’è io lo uso senza tante remore. In montagna si usa tutto quello che c’è. Certo che rispetto ad uno spit o un golfare che renderebbero perfettamente lo stesso servizio, lo spreco di materiale è enorme.

C’è da dire inoltre che non di rado queste strutture attirano i fulmini, non bastasse la conformazione naturale del terreno. Mi ricordo che qualche anno fa è crollata una grossa porzione di una vetta (ma a memoria non ricordo quale) perché un fulmine si è abbattuto sul crocione in metallo con particolare violenza, e ha spaccato la roccia. Non so se il crocione sia stato ripristinato tal quale.

Questione estetica: le croci senza dubbio sono brutte da vedere come qualsiasi segno antropologico eccessivo nell’ambiente naturale, ma se sono grandi ed evidenti possono servire da punti di riferimento per orientarsi. Potrebbero, in teoria. A questo fine a me non sono mai servite. Se c’è il nebbione la croce puoi farla grande quanto vuoi ma non si vede. Meglio avere una buona bussola e conoscere bene il territorio.

Se la croce sono due pezzi di legno invece non mi pare un problema. Un ometto di sassi è meglio, è anche più solido e duraturo, ma in mancanza i bastoni incrociati rendono il senso del segnale, ovvio e superfluo quanto vuoi dal momento che comunque se non c’è più niente da salire vuol dire che sei arrivato in vetta, ma capisco il desiderio di lasciare un segno del proprio passaggio. Inoltre così si fissa un punto preciso dove sistemare la scatola del libro di vetta.

Aggiungere ancora croci, chiedi tu… sono fermamente contrario e se fosse per me smantellerei tutte quelle che ci sono già. Come vedi mi astengo dal fare considerazioni di tipo religioso (la Corte Europea in ogni modo ha stabilito che il crocifisso è un simbolo culturale e non religioso), ma secondo me ci sono modi estremamente più utili di impiegare tempo, risorse, ingegno e materiali per curare le montagne.

Quest’anno le guide di Cortina si sono affrettate a ripristinare il crocione sul Pomagagnon che era stato buttato giù dal maltempo durante l’inverno: tra lavori di recupero, carpenteria, viaggi di elicottero e varie hanno speso migliaia di euro. Invece molti sentieri, franati, invasi dalla vegetazione sradicata dalle slavine, sono stati lasciati in abbandono. A me, non mette preoccupazione, che passo lo stesso, ma i turisti poi giustamente si lamentano. Non sarebbe stato meglio investire il denaro per rimettere in sesto i sentieri?

Barbara Ginevra Medeot e Bruno Bel – escursionisti
Dunque, per me una croce posta in vetta ad una cima rappresenta un punto di arrivo, un traguardo di pace, di serenità. Comunque qualcosa che infonde un senso di positività, un invito alla contemplazione silenziosa dell’orizzonte e dello spettacolo che offre la natura. Per me croci si, non sono contraria all’aggiunta di altre in quanto le considero comunque un segno positivo, quasi uno stimolo ad arrivare in cima: la croce ci accompagna fino alla vetta, dapprima appare cosi piccola e quasi irraggiungibile, poi sempre più a portata d’uomo.

B. R. – alpinista
Frequento la montagna da escursionista, rocciatore (arrampicatore) e sciatore. La croce sulla cima è un modo per segnare la meta e, visto che spesso ci sono “buche” delle lettere o fessure per i biglietti, anche un mezzo per lasciare un messaggio (alla vetta o al Signore del piano di sopra). Sono a favore delle croci: per me il fatto che siano presenti o non è indifferente. Non sono d’accordo sul fatto di aggiungerne altre, se sono già presenti, poiché possono ridurre la stabilità dell’area di cima e ritengo che prima di metterle dovrebbero fare una valutazione per stimare il peso massimo che può avere e gli eventuali pericoli relativi al trasporto ed alla collocazione. Non sono un elemento obbligatorio per le vette. Se ci sono va bene, altrimenti non importa.

Michele Del Fiol – escursionista
1 – rappresenta la fede dei primi alpinisti/escursionisti e delle loro comunità
2- se le comunità che le hanno poste le vogliono lì come simbolo di protezione o in ricordo di chi si e sacrificato per quelle montagne, si
3- non ci troverei nulla di male

Maurizio Callegarin – alpinista
Sono infastidito dalle croci, targhe sulle montagne. Portano sfiga!

Enrico – escursionista e rocciatore
Premetto che pratico la montagna come escursionista, come alpinista e a volte come turista. Come turista perchè mi piace andare nei paesini di montagna, incontrare la gente che ci abita, vivere le loro tradizioni, respirare quel “clima” che nella nostra pianura è andato quasi totalmente perso.
Che cosa rappresenta per te una croce posta su una cima?
Che si trovi su una cima o lungo un sentiero, la croce mi dà sempre un senso di tranquillità e mi ricorda che noi non siamo qui per caso. Nella croce si può vedere un Gesù sofferente ma anche, e questa è l’immagine che preferisco, si può vedere un Gesù che ci vuole abbracciare. Ecco che la croce diventa un simbolo di amore. Un amore che ci ha creato ed ha creato tutte le meraviglie che ci circondano. Non si può pensare che tutto quello che vediamo a partire da una cima dolomitica fino ad arrivare al singolo filo d’erba esista per caso. E’ sicuramente opera di un qualcuno che può essere considerato un inventore, un pittore, uno scultore, un fisico, un ingegnere ecc. Ci tengo anche a precisare che la mia formazione è molto orientata alla scienza. Sono un ingegnere e lavoro nel campo della fisica nucleare ed anche nel mondo infinitamente piccolo delle particelle subatomiche riesco a vedere la mano di Dio… fede e ragione possono e vanno tranquillamente d’accordo.
Croci si è croci no. È giusta la loro presenza sulle vette?
Croci sì ma con buon senso. Sono d’accordo di posizionare una croce su una cima o lungo un sentiero però bisogna fare in modo che non sia un qualcosa di troppo invasivo. Deve essere qualcosa che si integri con l’ambiente circostante. Da sempre le croci sono state usate dai frequentatori delle montagne sia come ringraziamento, sia come richiesta di protezione ma anche semplicemente come segnavia.
Non credo che la presenza di una croce (posizionata con buonsenso) possa dar fastidio ad una persona o perlomeno ad una persona intelligente. A me non creerebbe nessun problema trovare il simbolo di un’altra religione sulle nostre montagne. Non mi sembra di aver mai sentito nessuno lamentarsi dei moltissimi simboli religiosi che si trovano nelle regioni Himalayane. Mi chiedo come mai ci sia questa “differenza di trattamento” da parte di alcune persone. Sono certo che quelli che si lamentano delle croci nelle Alpi non si sognerebbero minimamente di lamentarsi dei simboli che si trovano sui sentieri delle montagne più alte del mondo.
È corretto aggiungerne delle altre?
Come accennato nella risposta precedente si possono aggiungere altre croci a patto che non vadano a rovinare l’armonia del paesaggio. Sicuramente non bisogna e non ha senso mettere una croce su ogni cima. Non sono d’accordo nelle opere monumentali installate su alcune vette.

Milena Sirch – escursionista
La croce in vetta non la vedo come un simbolo religioso, ma come un segnale di arrivo, quindi si! Però quando c’è una è più c’è sufficiente!

Fabrizio Vago – alpinista e scialpinista
1) Per me una croce posta su una cima non rappresenta un bel niente è solo uno dei tanti segni lasciati dall’uomo e che non aggiungono niente a quello che già di bello sa offrirci la natura. In cima ad una montagna la spiritualità la sento scorrere nelle vene a prescindere dal fatto che ci sia una croce o meno.
2) Decisamente per croci no, anzi sarei addirittura per togliere dalle cime quelle già esistenti.
3) Coerentemente con le altre due precedenti risposte non auspico assolutamente l’aggiunta di altre croci di vetta a quelle (a mio avviso già fin troppe) attualmente esistenti.

Nicola Narduzzi – alpinista e scialpinista
Non sono contro le croci. Ma non sono nemmeno credente. Porto rispetto quando le vedo, ma non trovo che sia giusto avere delle croci alte 6 metri come quelle che si possono incontrare sul Pal Piccolo e sulla Tofana di Rozes. Se ci sono per avvicinarsi a qualche credo, non serve di certo una croce così grande. Contro all’aggiunta di nuove strutture.

R. B. – appassionato di montagna
La croce sulla cima è un simbolo religioso che rappresenta il culmine di quella montagna. La presenza è condivisibile purché in dimensione discreta. Mi sembra che sulle cime più importanti ci siano già; più che di nuove, personalmente preferirei un semplice ometto di pietre.

Ivan Pellarini – escursionista e fotografo
Per me le croci rappresentano la cima stessa, ma nulla a che fare con la chiesa e le religioni quindi potrebbe essere di qualsiasi forma e colore,anzi per come la vedo io se non fosse una croce sarebbe meglio.quindi direi croce no ma avere qualcosa che comunichi che si è in cima tipo le campanelle mi piace. Spero di essermi spiegato…

Sabrina Bagnarol – escursionista
1) Per me la croce di vetta è il simbolo incontrastato della montagna. Io la vedo come una costruzione ,sia essa elaborata o semplicemente fatta di legna o un semplice ometto di sassi come segno di ringraziamento, riflessione e di raccoglimento verso il Signore, quando si arriva in cima. Per me ha un valore molto sacro.
2) Io sono per la croce di vetta anche se so che non tutti sono d’accordo.
3) Se non vanno a usurpare il territorio per me il simbolo (croce) è molto bello e significativo di quel luogo e di quella cima.

Carla Del Forte – escursionista e alpinista
Alla prima: Per me rappresenta un fattore puramente culturale , si associa spesso una cima ad un qualcosa di elevato e di eccelso che non vede la cima non solo come oggetto fisico ma anche ad un qualcosa che ci eleva spiritualmente , specialmente per chi è credente.
La seconda e la terza: Mi sono indifferenti, non credo sia giusto togliere quelle che ci sono ma non vedo la necessità di aggiungerne altre… credo che Dio vada cercato dentro di noi senza riempire di croci e altre immagini religiose le cime…

Favret Andrea, ovvero il sottoscritto – appassionato di montagna
Per me una croce posta su una cima è semplicemente un manufatto umano in una posizione che può godere di grandi panorami. Personalmente non mi rappresenta ne Dio ne la chiesa. Quando la raggiungo non provo di certo piacere nell’aver raggiunto la croce, ma godo dell’appagamento che quel luogo riesce a darmi.
Le croci esistenti non mi danno molto fastidio, a parte quando sono sproporzionate al luogo. Quelle grandi che si vedono a distanza di chilometri non hanno un senso. Se ci devono essere per una questione di vicinanza a qualcosa che sta al di sopra di noi, non è di certo la grandezza che conta ne tanto meno il luogo, ma quanto noi siamo vicini spiritualmente a quello in cui crediamo.
Sarei a favore di una eliminazione parziale (alcune croci sono ormai storiche) o quanto meno un ridimensionamento delle croci enormi esistenti e al posizionamento futuro di ometti piuttosto che di altre strutture, croci o altro che siano, perché non ne trovo ne l’utilità ne il senso.

Monte Caulana

Monte Caulana

Detto tutto ciò, per chi ha voluto leggere le varie opinioni dando la propria risposta, vorrei ribadire che questo articolo NON intende creare polemica, ma solo condividere le diverse opinioni della gente che per passione frequenta la montagna.

Ringrazio tutti coloro che hanno dato le proprie risposte e di conseguenza il proprio contributo alla realizzazione di questo articolo. Inoltre rimando all’articolo di Stefano Michelazzi, Fede o conquista, nel quale risponde anche lui a queste domande a suo modo.

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8 risposte a “Croci di vetta

  1. Pingback: Fede o conquista? (di Stefano Michelazzi) | RITORNO ALLE ORIGINI·

  2. Un articolo molto interessante con opinioni diverse e ben argomentate.
    Accidenti pero’ quante precauzioni retoriche prendi! Come se fosse un argomento tabù (ma forse lo è?)
    Buona montagna.

    • Siccome poi nel web, quando si scrive di questa cosa, c’è sempre chi ha opinioni estremamente diverse e che a volte arriva quasi all’insulto, ho preferito prendere le mie precauzioni e non commentare le risposte che ho ricevuto.
      Così nell’articolo sono rimaste solo delle opinioni, come dovrebbe essere visto che non siamo qui a decidere se toglierle o meno, delle opinioni staccate le une dalle altre così da avere un insieme dei pensieri senza però avere uno “scontro”.
      Ti consiglio di leggere anche l’articolo “Fede o conquista?” di Stefano Michelazzi.

  3. Pingback: Fede o conquista? | Osservatorio della Libertà in Montagna·

  4. Pingback: Fede o conquista? ‹ BANFF·

  5. Ciao! Ottima iniziativa.
    Io ho sempre saputo che le croci venivano messe per far capire alla popolazione impaurite dalle alte altitudini, che quei posti appartenevano anch’essi agli esseri umani e quale segno, se non la croce, all’epoca rappresentava l’umanità nella sua interezza? Centinaia di anni fa gli occidentali erano ancora più chiusi di oggi e convinti di essere sempre nel giusto e di credere sempre nel vero, per cui per loro esistevano solo la loro religione e solo il loro dio li aiutava a vivere in mezzo a mille difficoltà e paure, magari anche solo immaginate.
    Per cui comprendo il senso della loro presenza, anche se sicuramente vennero messe per far capire a tutti, ma proprio a tutti, che alla Chiesa nessuno può sfuggire!
    Io sono totalmente ateo e credo nel caso (a differenza del tuo amico ingegnere) che in quanto tale può creare cose magnifiche e durature, così come mostruosità che magari durano un lampo, per cui non sono certo per l’installazione di nuove croci, ma anzi sono per l’eliminazione di quelle croci poste ad altitudini inferiori ai 3.000 metri e a quelle troppo grosse e non biodegradabili in generale.
    In teoria però sarei per il loro totale abbattimento per una semplice ragione: scommetto quello che vuoi che se un altro credente, quindi non cristiano, chiedesse ai vari Comuni e allo Stato italiano di poter installare il suo simbolo religioso, questo gli verrebbe negato. Ne sono fermamente convinto! Così come se io, da ateo, volessi installare qualsiasi segno che a me procura gioia e pace, che ne so.. la statua di un lupo (li adoro!).

  6. Pingback: Fede o conquista? | Blog di wordpresssimulator·

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