Da Dardago allo Zuc di Valliselle

Uscita con Tony e Giovanni in una giornata tipicamente autunnale. Inizialmente i due amici volevano salire il sentiero Costa Longa per andare in cima la Pala Fontana, ma li faccio desistere visto che tra i ricordi ne trapela uno di monotonia durante la salita, almeno per quanto riguarda i panorami. Così propongo lo Zuc di Valliselle visto che loro non ci sono mai saliti ne tanto meno sono mai passati per la zona della Val de Lama. Accettano e la mattina presto siamo a Dardago lungo il sentiero CAI 984 e subito dopo sul 984a, ben battuto e ottimamente bollato con i classici segni bianco/rossi, che ci fa risalire il Col Ceschet.

Si parte in una giornata senza nuvole

Si parte in una giornata senza nuvole

Sentiero CAI 984a

Sentiero CAI 984a

Camminiamo tranquilli, senza spingere troppo, anche se il passo in realtà è veramente buono. Raggiungiamo il bivio che porta a Mezzomonte e proseguiamo la salita. Usciamo dal bosco, tenendoci sui pendii erbosi e gustandoci il panorama verso valle. Non mi stanca mai questo percorso. Dopo un’oretta e mezza dalla partenza siamo finalmente in Val de Lama, con la sua pozza d’acqua e oggi con un cacciatore sull’ottantina. Salutiamo. Una paio di foto e riprendiamo la marcia.

Cacciatore. Sullo sfondo il monte Candole

Cacciatore. Sullo sfondo il monte Candole

Val de Lama

Val de Lama

Passiamo i ruderi di casera Centolina, rientrando nel bosco di faggi, e proseguiamo verso casera Val de Friz mentre cominciamo a trovare un po’ di neve. Arrivati alla casera, una pausa al sole che oggi scalda e non poco. Il bianco rivestimento riflette la luce e regala quel tocco in più a questa zona già bella.

Nel bosco verso casera Centolina

Nel bosco verso casera Centolina

Tony che risale il sentiero CAI 984

Tony che risale il sentiero CAI 984

Neve durante la salita a casera Val de Friz

Neve durante la salita a casera Val de Friz

Casera Val de Friz

Casera Val de Friz

Dopo la sosta, riprendiamo sempre in direzione Nord fino a incrociare il sentiero CAI 991. Lasciamo perdere le indicazioni e saliamo fuori traccia verso la nostra meta. Il manto nevoso qui sarà di 20/25 centimetri, ma non crea problemi. In pochi minuti, e dopo 1300 metri di dislivello, siamo sulla cima a quota 1632 metri slm.

Giovanni gioca con la Lady

Giovanni gioca con la Lady

Intersezione fra i sentieri 984 e 911

Intersezione fra i sentieri 984 e 991

Fuori traccia salendo allo Zuc di Valliselle

Fuori traccia salendo allo Zuc di Valliselle

Spettacolo della natura

Spettacolo della natura

Piccola lama ghiacciata poco sotto lo Zuc di Valliselle

Piccola lama ghiacciata poco sotto lo Zuc di Valliselle

Zuc di Valliselle, 1632 metri slm

Zuc di Valliselle, 1632 metri slm

Tony non si aspettava un tale panorama. Le “sue” Dolomiti sono lì, quasi vicine. Il Pelmo sbuca oltre il monte Croseraz. Il gruppo del Cavallo in veste invernale ruba la scena. Il bosco del Cansiglio sembra impenetrabile. Infine la pianura, che per poco non lascia intravedere il mare. Spettacolo.

Tony verso la cima. Sullo sfondo il gruppo del Cavallo

Tony verso la cima. Sullo sfondo il gruppo del Cavallo

Pelmo

Pelmo

Bosco del Cansiglio

Bosco del Cansiglio

Gustando con gli occhi

Gustando con gli occhi

La dorsale di discesa e la pianura

La dorsale di discesa e la pianura

Riprendiamo l’escursione verso Sud, per la dorsale, deviando poi verso la strada imbiancata. Ci lasciamo dietro le prime tracce. Sempre bella questa sensazione. Arrivati alla carrareccia riprendiamo la direzione di casera Val de Friz e senza fermarci nuovamente attraverso il sentiero CAI 984 in discesa verso l’auto.

Si scende

Si scende

Vecchia mangiatoia

Vecchia mangiatoia

Verso casera Val de Friz

Verso casera Val de Friz

Casera Val de Friz

Casera Val de Friz

Per il rientro scegliamo la via più diretta, ovvero i ghiaioni della Val Grande (Val de Croda). Qui Giovanni è sicuramente quello che si diverte di più, zompettando come un giovane stambecco a destra e a sinistra cercando le ghiaie più fine per gettarsi a capocollo in una corsa sorridente verso la pianura.

Val Grande

Val Grande

Giovanni che corre lungo i ghiaioni

Giovanni che corre lungo i ghiaioni

Una bella giornata. Un giro che avevo già fatto ma che non mi stanca mai. E ogni volta che torno mi vengono in mente le parole di Fabrizio quando diceva a sua madre, da ragazzino, “vado a vedere le Dolomiti“. Aveva ragione!

Mappa

Mappa

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4 risposte a “Da Dardago allo Zuc di Valliselle

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