Mezzomonte – Busa Bravin (sentiero della “risina”)

Giornata uggiosa, cade anche qualche goccia. Non so dove andare ma ho voglia di uscire. Salgo fino a Mezzomonte e lascio la macchina subito dopo il cimitero. Infilo gli scarponi e lo zaino praticamente vuoto e comincio con il salire la strada asfaltata che porta sulla dorsale delle Prealpi che vedo da casa. Non ho bene una meta, ma intanto cammino.

Si parte...

Si parte…

Mentre cammino scorgo la croce che si staglia dov’è posta Busa Bravin. Non ci sono mai andato e quindi ecco trovato un punto da raggiungere. Quando arrivo al primo tornante verso destra lascio l’asfalto per entrare nel sentiero che porta alla Lobia, risalendolo di buon passo in mezzo al bosco.

La croce di Busa Bravin

La croce di Busa Bravin

Polcenigo dall'alto

Polcenigo dall’alto

Tornante e inizio del sentiero

Tornante e inizio del sentiero

Sentiero che porta alla Lobia

Sentiero che porta alla Lobia

Sentiero che porta alla Lobia

Sentiero che porta alla Lobia

Arrivo al piccolo ricovero con la copertura in lamiera e mi fermo; comincia a piovere. Resto un po’ lì seduto, nei miei pensieri, ad attendere che la pioggia passi e dopo una decina di minuti posso nuovamente muovermi. Ora salgo attraverso il tratturo segnato dal CAI con il numero 982. L’acqua l’ha pulito per bene, spostando sassi e foglie, usandolo come un canale. Dove è rimasta solo la scura terra risulta un po’ scivoloso, ma nulla di preoccupante. Il Toriòn sbuca di colpo e me lo guardo fino alla fontana Buset. Una sorsata d’acqua, ormai un rito per me, e sono nuovamente in movimento.

La Lobia

La Lobia

La Lobia

La Lobia

Momento di relax

Momento di relax

Verso il Torrione

Verso il Torrione

Ecco il sentiero che mi porterà verso Busa Bravin

Ecco il sentiero che mi porterà verso Busa Bravin

Fontana Buset

Fontana Buset

Raggiungo la tabella dove viene spiegato cos’è una risina e abbandono i segni bianco/rossi. Devio quindi a sinistra immettendomi nel sentiero dedicato a Dorigo Angelo “Stradin”. Non l’ho mai fatto. Seguo la traccia non troppo evidente che taglia il pendio erboso. Ci passa ben poca gente di qui visto che la flora ha coperto praticamente tutto; ma perdersi è impossibile.

Tabella informativa sulla risina

Tabella informativa sulla risina

Inizio del sentiero "Risina"

Inizio del sentiero “Risina”

L'erba ha invaso il passaggio

L’erba ha invaso il passaggio

Lungo il sentiero incontro con sommo piacere una femmina di cervo che mi guarda incuriosita per poi sparire dietro una spalla che scende a valle. Che bell’incontro. Poi, poco prima della risina, ecco un altro gruppo di tre cervi, questa volta distanti che corrono e si infilano fra gli alberi. Sono le 9 del mattino e non avrei mai pensato di trovarli a quest’ora.

Femmina di cervo

Femmina di cervo

Lungo il sentiero

Lungo il sentiero

Altri cervi

Altri cervi

La risina scavata nella roccia

La risina scavata nella roccia

Passata la risina, qui scavata nella roccia, dopo un po’ di saliscendi si ricomincia a salire di quota per poi rientrare fra i faggi continuando a prendere quota verso Est. Trovo anche una sorgente a circa 1150 metri sul livello del mare, ma non mi fermo a bere e continuo la mia escursione.

Sorgente

Sorgente

Uscito dagli alberi, ecco sbucare poco sopra la grande croce che vedevo da poco sopra a dove avevo lasciato l’auto. La raggiungo per verdi, dopo essere entrato in una zona dedita al pascolo. E’ veramente immensa. Scatto una foto e proseguo.

Poco sotto la croce di Busa Bravin

Poco sotto la croce di Busa Bravin

Croce di Busa Bravin e panorama sulla pianura

Croce di Busa Bravin e panorama sulla pianura

Attraverso la strada bianca e vado fino a Busa Bravin, pochi metri più su. Il tempo qui sembra essersi fermato. Senso di pace e tranquillità. Resto a gustarmi questa zona dalla formazione carsica per un po’, mi piacciono questi luoghi.

Busa Bravin

Busa Bravin

Il giro prosegue poi lungo la strada bianca che porta a casera Busa Bernart, che non raggiungo. Arrivato al belvedere (tabelle che indicano la storia della risina), lascio la carrareccia per rimanere sopra i pendii che puntano dritto, appena fuori dai pini, verso il Torrione. Anche qui una flebile traccia non segnata mi aiuta e non poco, anche perché è tutto bagnato e passare sull’erba non è proprio la cosa più bella del mondo.

Verso casera Busa Bernart

Verso casera Busa Bernart

Storia della risina

Storia della risina

Mappa della zona

Mappa della zona

Lungo una flebile traccia per tornare sul sentiero 982

Lungo una flebile traccia per tornare sul sentiero 982

Raggiungo nuovamente il sentiero CAI 982, poco sopra a dove lo avevo abbandonato in precedenza, e comincio la discesa. Velocemente passo fontana Buset e poi la Lobia. Ancora giù, fino alla strada asfaltata e poi alla macchina.

Scendendo lungo il sentiero CAI 982

Scendendo lungo il sentiero CAI 982

Funghi a dicembre

Funghi a dicembre

Ancora pioggia appena arrivato alla Lobia

Ancora pioggia appena arrivato alla Lobia

Verso l'auto...

Verso l’auto…

Bel giretto, su un sentiero quasi dimenticato ma molto suggestivo e dove si passa un pezzo di storia del mio comune. A parte qualche goccia presa, alla fine una bella mattinata proprio sopra casa.

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2 risposte a “Mezzomonte – Busa Bravin (sentiero della “risina”)

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