Escursione sopra Dardago (Val de Lama e Val Grande)

Dopo una giornata passata in falesia, non poteva mancare la prima camminata dell’anno. Una classica già fatta ma che non disdegno mai di ripetere sia per la vicinanza a casa e sia per la varietà del percorso.

Primule

Primule

Questa volta con me c’è Valentina che conosce molto bene le Dolomiti e molto meno la zona delle PreAlpi pordenonesi. Ottimo per mettere qualche ometto dove serve, visto che la lascerò andare avanti in alcuni punti, soprattutto in discesa.

Sentiero CAI 984/984a

Sentiero CAI 984/984a

Iniziamo l’escursione presso il ristorante “Belvedere” (375 metri slm circa), dove parcheggiamo anche l’auto, e ci immettiamo subito dopo il primo tornante nel sentiero qui bollato dal CAI come 984 e 984a. Lasciamo perdere il sentiero “della Memoria” alla nostra destra per proseguire fino al primo bivio dove le numerazioni si dividono e scegliamo di salire dritti verso Mezzomonte.

A destra per il 984a, noi dritti attraverso il 984

A destra per il 984a, noi dritti attraverso il 984

Saliamo così il 984 attraversando più in alto nuovamente la strada (Venezia delle Nevi). Qui la pendenza è buona, ma il terreno è bello duro per il freddo e non troviamo il solito pantano che spesso infastidisce durante la stagione autunnale e primaverile. In meno di mezzora dalla partenza eccoci alle tabelle che indicano Mezzomonte e Casera Val de Friz. Nuovamente dritti verso la seconda indicazione.

Sentiero CAI 984

Sentiero CAI 984

Sentiero CAI 984

Sentiero CAI 984

Sempre dritti...

Sempre dritti…

Tabella che indica la nostra direzione

Tabella che indica la nostra direzione

Il tratturo perde d’inclinazione, diventando dolce e a volte quasi pianeggiante. Aumenta lo sviluppo, ma entrando e uscendo dagli alberi si gode anche dei panorami verso valle, prima a Sud e poi a Est nel susseguirsi dei tornanti. Arriviamo così ai ruderi del Ciavalir (circa 1000 metri slm) per poi entrare in un tratto di bosco.

Panorama verso la pianura, il sole si riflette sul mare Adriatico

Panorama verso la pianura, il sole si riflette sul mare Adriatico

Sentiero CAI 984

Sentiero CAI 984

Resti fossili di conchiglie

Resti fossili di conchiglie

Bollo bianco/rosso del CAI

Bollo bianco/rosso del CAI

Località Ciavalir

Località Ciavalir

Località Ciavalir

Località Ciavalir

Attraversati i sempreverdi, ci ritroviamo in prossimità della Val de Lama. Costeggiamo gli alberi fino a uscire su un bel terrazzo che di colpo si affaccia sulle Alpi Giulie. Stupendo! Da qui per la larga dorsale e seguendo un paio di paletti colorati in bianco/rosso fino alla pozza d’acqua, la Lama appunto, che è completamente ghiacciata.

Nei pressi della Val de Lama

Nei pressi della Val de Lama

Balcone sulle Alpi Giulie

Balcone sulle Alpi Giulie

Sentiero CAI 984

Sentiero CAI 984

La Lama ghiacciata

La Lama ghiacciata

Stupendo panorama invernale in Val de Lama

Stupendo panorama invernale in Val de Lama

Dopo un paio di foto siamo nuovamente in movimento. Continuiamo per traccia fino a ritrovare bolli e ometti per altri 200 metri di dislivello. Poi rimanendo a quota 1300 metri slm, il sentiero taglia completamente in costa a volte con dei saliscendi, prima fra erba e poi fra alberi, fino a portarci ai ruderi di casera Centolina e subito dopo la bivio con il 984a (1375 metri slm circa) incontrando anche un po’ di neve ma che non crea alcun fastidio.

Sentiero CAI 984

Sentiero CAI 984

Autoscatto di rito lungo il sentiero

Autoscatto di rito lungo il sentiero

Sentiero CAI 984

Sentiero CAI 984

Casera Centolina

Casera Centolina

Bivio con il sentiero CAI 984a

Bivio con il sentiero CAI 984a

Al bivio decidiamo di scendere. Ci immettiamo nella val Grande. Valentina m’è d’aiuto per verificare l’orientamento in discesa attraverso il ghiaione. Siamo infatti nel sentiero 984a, ma che poi lasciamo per scendere fra i detriti. Gli ometti indicano la via da seguire e ne facciamo un paio nell’unico punto dove non si capisce dove tagliare fra una lingua di sassi e l’altra. Poi il resto è logico e la discesa veloce fino alla “Venezia delle Nevi”. Un piccolo tratto di strada e poi nuovamente a ritroso per la parte iniziale del tragitto, tagliando qua e là, fino alla macchina.

Si entra nella Val Grande

Si entra nella Val Grande

Discesa per ghiaioni

Discesa per ghiaioni

La targa di Otto

La targa di Otto

Ecco nuovamente la Venezia delle Nevi

Ecco nuovamente la Venezia delle Nevi

Verso l'auto, tagliando qua e là

Verso l’auto, tagliando qua e là

Una bella giornata in ottima compagnia lungo un bel giro che non mi stanca mai.

Mappa dell'escursione

Mappa dell’escursione

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4 risposte a “Escursione sopra Dardago (Val de Lama e Val Grande)

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