E Raut fu! (invernale)

Due anni abbondanti che lo guardavo con aria differente da come lo guardavo precedentemente. Si, perché prima era solo una grande roccia, nulla di più, poi divenne una salita. Una montagna vicino a casa, di quelle non da passeggiata domenicale e nemmeno da bella normale alpinistica. Né carne né pesce insomma. Ma non era tanto l’itinerario che non mi portava alla salita, quanto la sua vicinanza.

Monte Raut

Monte Raut

Sembra strano, ma proprio l’essere lì vicino mi faceva sempre rimandare l’appuntamento a quella cima. “Tanto è là” mi ripetevo ogni volta “quando non saprò cosa fare ci andrò”. Mi ricordo che l’anno scorso avevo rinunciato per non fare due chilometri d’asfalto perché la strada era interrotta a Bosplans… e invece questa volta, dopo una breve telefonata a Tony, dopo due giorni siamo al passo di Pala Barzana con gli zaini in spalla.

Tabella d'attacco del sentiero

Tabella d’attacco del sentiero

Il compagno mi sembra un artista da strada con tutte le cose penzolanti appese e il casco già in testa. Lo prendo in giro mentre cerca di districarsi fra quella roba messa alla rinfusa. Dopo poco si “ricomporrà” in uno stato più umano (ma sempre con il casco in testa). Mi domando ancora cosa avesse nello zaino così pieno. Comunque risaliamo il sentiero CAI 967, a volte ripido e a volte in piano, prima fra boschi poi fra detriti e ghiaie, con un panorama magnifico verso Est dove si riesce a vedere tutta la cresta che parte dal Cimon del Cavallo fino al Col Nudo. Scivola via il tempo e passiamo senza fermarci casera di Pala Barzana, o per meglio dire, quello che ne rimane.

Tony parte per la guerra?

Tony parte per la guerra?

Magnifico panorama verso Est

Magnifico panorama verso Est

Sentiero CAI 967

Sentiero CAI 967

Da qui comincia la pendenza vera e propria e la fatica. Il tracciato prende ripidità, passando a fianco di una lingua di ghiaia che scende proprio dalla forcella che dobbiamo raggiungere. Neve zero. Tony tiene il passo e i polpacci sicuramente restano caldi. Arriviamo sotto a una parete dove il largo canale comincia a restringersi e ci sediamo al sole. Una pausa adesso ci sta.

La ripida salita

La ripida salita

Il sole fa risplendere il mare oltre lo Jof di Maniago

Il sole fa risplendere il mare oltre lo Jof di Maniago

Dopo la sosta riprendiamo a salire. Le pareti ci stringono verso l’unico passaggio possibile. Compare un cavo metallico, inutile, e un po’ di ghiaccio qui e là. Passiamo i facili risalti e riprendiamo la camminata. Il sentiero si sposta ora su un crinale e comincia a comparire la neve. Ci bardiamo qui con ramponi, imbrago, un po’ di ferraglia e il casco. Anzi, il casco qualcuno già ce l’ha in testa!

Un po' di ghiaccio qua e là

Un po’ di ghiaccio qua e là

Dove il canale di salita si restringe

Dove il canale di salita si restringe

Poco più su, forcella Capra

Poco più su, forcella Capra

Un centinaio di metri di dislivello e siamo a forcella Capra. Abbandoniamo i bastoncini e tiriamo fuori le picche, ha inizio l’avventura in cresta. In più di qualcuno m’aveva detto che in inverno era dura, difficile, un itinerario da stare molto attenti. Il tutto inizia con un traverso non banale e nel mentre che lo passo mi chiedo se sarà tutto così, invece subito dopo le creste innevate sono quasi un’autostrada dove si cammina veloci sul manto bianco indurito dal freddo e dal vento.

Vista verso valle da forcella Capra

Vista verso valle da forcella Capra

Tabella di forcella Capra

Tabella di forcella Capra

Le creste da fare

Le creste da fare

Lungo la cresta

Lungo la cresta

A metà della parte in quota, scendiamo un po’ sul versante Nord per andare a passare una selletta. Passata mi presto a un passaggio di misto di qualche metro per non scendere su ottima neve in un canalino, cosa che invece il saggio compagno fa. Vabbuò, un po’ di sano gusto circense mi serviva. Poi ancora avanti per cresta fino ad un atro cavo metallico. Questo un po’ fuori e un po’ sotto la neve aiuta poco. Salgo fino a metà, assicuro il compagno (almeno questa volta la ferraglia e la corda è servita) e lui sale passandomi fino a un punto sicuro. Rimetto via il tutto e lo raggiungo “zappando” un po’ per tirar fuori la fune in previsione del rientro.

Tony esce da un saltino roccioso oggi innevato

Tony esce da un saltino roccioso oggi innevato

Dopo un ultimo saltino innevato ecco il pendio che porta alla croce di vetta. Il ritmo aumenta e in breve siamo sulla cima a quota 2025 metri slm. Spettacolare il panorama a 360 gradi. Qualche foto, un bicchiere di tè e poi cominciamo la discesa quasi immediatamente visto che il sole sta già facendo mollare la neve.

Parte terminale verso la cima

Parte terminale verso la cima

Lungo il bel pendio poco sotto la cresta

Lungo il bel pendio poco sotto la cresta

Croce di vetta e spettacolare panorama

Croce di vetta e spettacolare panorama

Vista vero le Alpi Giulie

Vista vero le Alpi Giulie

Monte Raut, 2025 metri slm

Monte Raut, 2025 metri slm

Tornati al cavo metallico, invece di star tanto lì a predicare, tiro fuori la corda e faccio provare la prima calata in doppia a Tony. Come sempre, prima il momento di alta tensione e poi di assoluto divertimento nello scendere per il novizio alpinista. Nuovamente per le facili creste, il traverso ed eccoci in forcella.

La prima calata in doppia di Tony. Il sorriso all'arrivo!

La prima calata in doppia di Tony. Il sorriso all’arrivo!

Di rientro

Di rientro

Sul traverso... spiderman!

Sul traverso… spiderman!

Scendiamo ancora con i ramponi per un po’, poi rimettiamo via il tutto. Per la discesa quella lingua di sassi che ci affiancava diventa un’amica con il suo ghiaione. Veloci, ma senza mai correre, guardiamo il passo dov’è l’auto, ma con la testa siamo ancora lì sopra a gustarci i panorami del Raut.

La croce sotto forcella Capra

La croce sotto forcella Capra

Le ghiaie aiutano la discesa

Le ghiaie aiutano la discesa

Ruderi di casera di Pala Brazana

Ruderi di casera di Pala Brazana

Quasi all'auto

Quasi all’auto

Bellissima uscita, un’invernale bella anche se avrei preferito un po’ più di neve, ma dalla vetta la vista mozza il fiato; e per la compagnia, beh, come sempre assolutamente strepitosa!

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Una risposta a “E Raut fu! (invernale)

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