Arrampicando nel settore Rose d’Inverno in Val Rosandra

Finalmente una giornata in val Rosandra con Michele a fare qualche facile via che si trova nel settore “Rose d’Inverno”. Finalmente si, visto che eravamo già stati trovando nebbia e pioggia quando a casa c’era sole. In realtà, mentre in macchina passavamo nella zona di Prosecco, anche questa volta il timore di tornare a casa senza aver messo mano sulla roccia era grande. Niente pioggia, ma neve. Neve che aveva imbiancato tutto e che dal freddo sembrava aggrappata in ogni dove. Quasi rassegnati raggiungiamo comunque l’abitato di San Lorenzo e parcheggiato vicino al belvedere, diamo un’occhiata alle pareti. Non sembrano nemmeno male mentre già penso di scendere in valle per trovare qualcosa d’altro visto che una trentina di metri più giù il bianco come per incanto sparisce. Andiamo quindi a vedere. Scendiamo al settore e come per magia le vie sono pulite!

Val Rosandra

Val Rosandra

Verso il settore delle Rose d'Inverno

Verso il settore delle Rose d’Inverno

Attacco della via de L'Austriaco

Attacco della via de L’Austriaco

Ci prepariamo quindi con casco, imbrago, corde, cordini, fettucce e tutta la ferraglia utile per fare un po’ di didattica mista a un po’ d’arrampicata trad. La prima via che facciamo è quella de “L’Austriaco” con una sosta a metà. Riscaldamento tranquillo ma ho i piedi ghiacciati. Usciti dalla via risalgo per un diedrino dove bisogna proteggersi (pochi metri di III+) e siamo così nuovamente sul sentiero che passa sopra le pareti.

Michele sulla prima sosta de L'Austriaco

Michele sulla prima sosta de L’Austriaco

Il piccolo diedro sopra le varie vie che si può fare come tiro aggiuntivo

Il piccolo diedro sopra le varie vie che si può fare come tiro aggiuntivo

Tornando verso la base della parete

Tornando verso la base della parete

Vista verso la punta del golfo

Vista verso la punta del golfo

Oggi neve e freddo, ma non molliamo

Oggi neve e freddo, ma non molliamo

Messe vie le scarpette mi rimetto le scarpe da avvicinamento che poi userò per il resto della giornata. I piedi riprendono la sensibilità e torniamo di sotto. Altra via questa volta che non avevo ancora fatto, lo “Spigolo del Ferro da Stiro”. Lasciamo perdere l’attacco che è posto più in alto vicino alla partenza delle attrezzature della variante del “Naso” e parto su un canale più a destra che si collega direttamente allo spigolo. Niente resinati qui nella prima parte, ma proteggersi è facile. Nulla di difficile tranne che la roccia molto instabile. Poi raggiunto lo spigolo incontro i chiodi ma non li uso, fin quando non bisogna deviare per il traverso verso destra. Sosto. Michele mi raggiunge e poi concludiamo la via seguendo gli anelli. Bello il passaggio in spaccata!

La variante iniziale dello Spigolo del Ferro da Stiro

La variante iniziale dello Spigolo del Ferro da Stiro

L1 dello Spigolo del Ferro da Stiro

L1 dello Spigolo del Ferro da Stiro

Michele sullo Spigolo del Ferro da Stiro

Michele sullo Spigolo del Ferro da Stiro

Vecchi chiodi

Vecchi chiodi

In sosta sullo Spigolo del Ferro da Stiro. Si può notare anche l'adamento del traverso.

In sosta sullo Spigolo del Ferro da Stiro. Si può notare anche l’adamento del traverso.

Sbucati praticamente sopra al “Naso”, facciamo una calata in corda doppia per scendere (con le gemellari da 30 metri raggiungiamo giusto la base) e poi veloci sulla via “Elisa”. Anche qui spezzo il primo tiro visto che l’andamento è a U, prima verso sinistra e poi verso destra. Dalla sosta fatta saltiamo la sosta che si dovrebbe fare su un comodo terrazzino per salire direttamente un diedro e poi uno spigolo lasciando le attrezzature alla propria destra.

Calata in doppia

Calata in doppia

Calata in doppia

Calata in doppia

L1 di Via Elisa

L1 di Via Elisa

L2 di via Elisa. Quasi in sosta, manca il breve spigolo

L2 di via Elisa. Quasi in sosta, manca il breve spigolo

Una bella giornata, fresca ma ottima per la preparazione estiva benché le difficoltà siano veramente basse.

Tabella del settore Rose d'Inverno

Tabella del settore Rose d’Inverno

Inizio della via. Tutte presentano una tabella dipinta

Inizio della via. Tutte presentano una tabella dipinta

Inizio originale dello Spigolo del Ferro da Stiro

Inizio originale dello Spigolo del Ferro da Stiro

Brevi relazioni delle vie (come le abbiamo affrontate noi)
La possibilità di salire in maniere diverse è enorme. Inoltre tutte possono essere facilmente protette autonomamente senza usare i resinati che si trovano. Nel caso dell’uso dei chiodi presenti, sono veramente molti e ravvicinati come in falesia, a volte anche troppo.
Noi abbiamo usato due gemellari da 30 metri e variato i tiri fra trad (utili nuts e cam piccoli) e salita didattica.
Qui i nostri tiri, come gli abbiamo fatti.

Via de L’Austriaco (didattica)

L’attacco è poco prima della scala in ferro che si perviene alla base della parete. Si può assicurare il compagno con una sosta fatta sull’albero o, meglio, usando un secchiello/reverso.

L1 – Salire obliquando verso sinistra (II). Sostare su due chiodi prima che la linea diventi verticale su piccolo terrazzino in placca. 25 metri

L2 – Salire verticalmente per roccia ben lavorata (10 metri II+) per poi uscire su un terrazzo e fare sicura su due chiodi sulla paretina che ci si para davanti. 15 metri

Salire per facili roccette e raggiungere il cavo poco sopra a sinistra che porta al sentiero. (*)

Via Elisa (L1 mista trad/didattica + L2 didattica)

L’attacco si trova pochi metri a destra della via de L’Austriaco.

L1 – Salire obliquando a sinistra (II e II+) per poi risalire di tre metri in verticale (III-) e sostare su un chiodo. 25 metri

L2 – Attraversare verso destra fino al terrazzo con due chiodi di sosta (II poi facile). Evitare la sosta e risalire direttamente il diedro di tre metri (III) e poi lo spigolo lasciando le attrezzature che si pervengono alla propria destra (II+). 20 metri

Salire per facili roccette e raggiungere il cavo poco sopra a sinistra che porta al sentiero. (*)

Via Spigolo del Ferro da Stiro (L1 trad + L2 mista trad/didattica)

L’attacco sarebbe a fianco della normale del Naso (attrezzature didattiche). Noi abbiamo attaccato alla base partendo per un canale più a destra.

L1 – Salire il canale per facili rocce ma molto instabili (II+ non protetto) per poi raggiungere i resinati. Salire per lo spigolo (III-) fino all’inizio del traverso che porta a sinistra e sostare su un chiodo. 30 metri

L2 – Fare il traverso (II) fino a un nicchia aerea dove con bel passaggio in spaccata (III) la si attraversa per poi ritrovarsi su un terrazzino con chiodi (non utilizzate i vecchi!!!). 20 metri

Da qui bella è una calata in doppia da 30 metri che riporta alla base del settore. In caso contrario, proseguire per facili roccette fino al sentiero sovrastante.

(*) All’uscita delle due vie, guardando verso l’alto e tralasciando il facile traverso che si può trovare in alcune relazioni della via de L’Austriaco, si può salire fra questo e le attrezzature di destra per un bel diedro di pochi metri formato da solida roccia che si vede a poco meno di dieci metri sopra la sosta (potete vedere anche una foto qui sopra). Una volta ci dovevano essere un paio di chiodi ad espansione visto i due fori che si pervengono, ora non c’è nulla e bisogna proteggersi da soli. Il passaggio è di III+, poi la sosta la si fa più in alto su uno dei molti spuntoni presenti. Attenzione a non smuovere sassi con la corda mentre ci si porta alla base di suddetto diedro. Circa 20 metri di tiro, in base a dove si vuole sostare.

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5 risposte a “Arrampicando nel settore Rose d’Inverno in Val Rosandra

  1. Pingback: Lista trekking, escursioni e passeggiate | RITORNO ALLE ORIGINI·

  2. Grazie per le informazioni, domenica scorsa ci siamo divertiti anche noi sulla via Elisa e dell’Austriaco, con variante finale sul diedro.
    Interessante per fare pratica su vie di più tiri.

    • Mi ci ha portato un mesetto fa il giovane gestore del Premuda e ho scoperto la via “Comici” (IV+), stupenda perché da proteggere ma con grande facilità. Un’ottima via per imparare a mettere protezioni.

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