Seguendo il vecchio sentiero che correva lungo la risina

Ci sono quei giorni che non sai veramente che fare e magari ti balena quella bizzarra idea che avevi in mente da un po’. La mia era il ritrovare un vecchio sentiero che ormai è praticamente sparito che correva nelle vicinanze della risina e che per alcuni tratti ne ripercorreva il tracciato. Così in una giornata carica di nubi, mi porto con l’auto fino al Bar da Stale e messi gli scarponi e una bella dose di pazienza e buona volontà comincio l’escursione con il salire il sentiero CAI 981/982.

Sentiero CAI 981/982

Sentiero CAI 981/982

Salendo trovo un tratto del vecchio canale, che serviva a trasportare i tronchi dal Cansiglio fino a valle, ripristinato dal GR.A.PO. al quale faccio una foto e proseguo veloce. Al bivio con tabelle salgo per il 982 e con un po’ di fortuna abbinata a un po’ di fiuto pervengo l’attacco di quello che una volta era un sentiero e che stavo cercando.

La risina recuperata dal GR.A.PO.

La risina recuperata dal GR.A.PO.

Inizio del sentiero che "non c'è più"

Inizio del sentiero che “non c’è più”

Comincio a salire fra foglie ormai macere a terra, alberi, arbusti spinosi, terriccio scivoloso. Insomma, non proprio il massimo della camminata tranquilla, ma sicuramente una prospettiva di una gran “ravanata”. Dopo un centinaio di metri di dislivello faccio pure un ometto lungo quel vecchio percorso che proprio qui sfrutta l’antica risina.

L'ometto fatto durante la prima parte di salita

L’ometto fatto durante la prima parte di salita

Più salgo e più mi rendo conto che per i primi 400 metri di dislivello l’unica maniera per progredire è quella di seguire l’antico canale, a volte completamente ricavato con scavi e altre volte costruito in base alle asperità del terreno che creano curve e salti utili un tempo per rallentare o velocizzare la discesa degli alberi tagliati. La fatica si fa sentire sui polpacci messi a dura prova dall’inclinazione dell’itinerario.

Fra sentiero e risina, inseguendo passaggi fra alberi e canali

Fra sentiero e risina, inseguendo passaggi fra alberi e canali

A un certo punto quella che doveva essere la risina sparisce. Seguo la traccia di alcuni animali e come per magia mi ritrovo su quello che si doveva essere il sentiero. Un terrapieno di sassi che appiana il pendio sale zigzagando qua e là, dandomi anche la possibilità di aumentare il passo. Sono veramente in mezzo al nulla, nella natura incontaminata della montagna che vedo ogni mattina quando apro la finestra. Che bella sensazione.

Il terrapieno che mi fa capire che sono sulla traccia giusta

Il terrapieno che mi fa capire che sono sulla traccia giusta

Neve e tracce di animali. Nessuna traccia dell'uomo!

Neve e tracce di animali. Nessuna traccia dell’uomo!

Passo dal lato sinistro a quello destro del crinale delle “Orse” incrociando per l’ultima volta la risina, dove anche qui il sentiero ne utilizzava una parte, e per tracce quasi inesistenti continuo l’ascesa. Altri 100 metri di dislivello a tratti in un canale scavato dagli agenti atmosferici e mi ritrovo di fronte una vecchia frana. Quasi per caso, fra i massi che si fanno spazio fra la neve, con gran stupore trovo dei coralli fossilizzati ben visibili. Bellissimi. Sembrano dei piccoli rametti disegnati sulla roccia. Gli osservo come un bimbo guarda un giocattolo dietro una vetrina.

Passaggio quasi obbligato

Passaggio quasi obbligato

Fossili lungo un canale

Fossili lungo un canale

Qui ha dormito qualcuno

Qui ha dormito qualcuno

Coralli

Coralli

Risalgo la frana, rinvengo ancora quello che resta del sentiero (me lo fa capire un altro tratto di terrapieno appena accennato) e poi i rovi mi bloccano l’uscita nella zona dei ruderi della casera Bos. Guardo in alto, uno scolo d’acqua fra l’erba, che cade su alcuni risalti, mi fa decidere di salire per quell’unica via che sembra posta proprio per l’occasione. Salgo ed eccomi sui dolci pendii che portano al bosco del Cansiglio.

Salendo lungo la vecchia frana

Salendo lungo la vecchia frana

Di qui non si passa...

Di qui non si passa…

... quindi bisogna salire di qua!

… quindi bisogna salire di qua!

Fuori dal bosco nei pressi dei ruderi di casra Bos

Fuori dal bosco nei pressi dei ruderi di casra Bos

Segni dell'uomo

Segni dell’uomo

Passo i ruderi della casera sopra citata e cammino lungo la strada forestale in direzione del Piancavallo. Incontro il solito gruppo di capre che ormai vive qui su indisturbato e faccio qualche scatto con la mia macchina digitale, ma in compenso devo cedere la mia frutta secca come rimborso spese ai fotografati.

Ruderi casera Bos

Ruderi casera Bos

Fontana nei pressi di casera Bos

Fontana nei pressi di casera Bos

Le capre che abitano la zona

Le capre che abitano la zona

In posa per la foto

In posa per la foto

Selfie con linguaccia

Selfie con linguaccia

Croce di busa Bravin

Croce di busa Bravin

Arrivato al belvedere, scendo lungo il confine che le pinaceae formano con i pendii erbosi che cadono verso pianura e incrociato il sentiero CAI 982 salgo fino in Toriòn. Il freddo assieme all’umidità delle basse nubi hanno cristallizzato tutto, velando di bianco tutto quello che mi circonda. Arrivo alla cima e ritorno sui miei passi nuovamente fino al sentiero.

Autoscatto nei presi del belvedere

Autoscatto nei presi del belvedere

Tutto bianco

Tutto bianco

Toriòn (Torrione), 1320 metri slm

Toriòn (Torrione), 1320 metri slm

Il crocefisso e la panca del Toriòn

Il crocefisso e la panca del Toriòn

Da qui seguendo i bolli bianco/rossi comincio la discesa per quel tratturo che conosco quasi a memoria ma che non mi stanca mai. La neve nel tratto iniziale mi fa andare anche più veloce. Poi appena uscito dalle nuvole, con quei pochi gradi centigradi in più che fanno la differenza, mi godo con calma il rientro fino all’auto, cercando ancora la risina ravanando nella valle del Landre poco sopra al locale e vedendo pure due camosci!

Sentiero CAI 982

Sentiero CAI 982

Primule

Primule

Camoscio fra gli alberi

Camoscio fra gli alberi

Ancora in cerca della risina poco sopra il Bar da Stale

Ancora in cerca della risina poco sopra il Bar da Stale

Fondo della valle del Landre

Fondo della valle del Landre

Un giro diverso, di quelli che “chissà mai se lo rifarò”, che ti lasciano i segni sulle mani da parte delle spine spostate e i ricordi di un percorso selvaggio che è quasi sparito per sempre.

Mappa dell'escursione

Mappa dell’escursione

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Una risposta a “Seguendo il vecchio sentiero che correva lungo la risina

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