Cimon dei Furlani, invernale al caldo

10 marzo, fa caldo. Molto caldo per essere inverno. Le temperature minime si aggirano sui 4 gradi e in montagna non va molto meglio. Neve ce n’è poca, ma la voglia di pestare neve rimane. Opto per una cosa vicina e veloce e alle 5 del mattino mi alzo per dirigermi in Piancavallo dopo un’abbondante colazione. Destinazione Cimon dei Furlani. Quando arrivo alla località turistica guardo perplesso il termometro digitale che con i sui caratteri cubitali rossi dice che siamo a meno tre. Pazienza, sono salito con il buio apposta! Così lasciata la macchina di fronte al palaghiaccio mi dirigo subito a prendere il sentiero CAI 924 nei pressi di casera Capovilla.

Casera Capovilla

Casera Capovilla

Salgo per il bosco facilmente, più di qualcuno è passato lasciando una buona traccia. Non mi dispiace evitare un po’ di fatica, soprattutto quando gli alberi lasciano spazio ai pendii soprastanti e dove la neve è maggiormente presente. Nel frattempo il sole nasce sulla pianura e i suoi raggi riscaldano l’aria. Assieme si alza una brezza leggera che non infastidisce ma anzi combatte l’innalzarsi delle temperature.

Nel bosco sopra casera Capovilla

Nel bosco sopra casera Capovilla

Nasce il sole

Nasce il sole

Arrivo in val Sughet nei pressi del crocefisso e mi rendo conto che la bella traccia è diventata il seguire le impronte di una singola persona. Tutte le altre o si sono fermate per un rientro o hanno proseguito verso baita Arneri. Poco importa. Comincio l’alta via del Rondoi che ormai conosco molto bene, anche se i segni di chi mi ha preceduto fanno da gps naturale. Almeno sono sempre con gli scarponi nella neve benché sulla cresta ci sia spesso fuori l’erba.

Val Sughet con Cima Manera e Cimon dei Furlani

Val Sughet con Cima Manera e Cimon dei Furlani

Solo nel silenzio e nell'immobilità della neve

Solo nel silenzio e nell’immobilità della neve

Le creste da percorrere

Le creste da percorrere

Passo la prima anticima e mi accorgo immediatamente che la traccia non sale per il sentiero ma per un canale ancora innevato. Mi fermo un attimo per bere e prendere una decisione: ramponarmi e calpestare neve o seguire l’itinerario classico per roccia e verdi? Il tempo di formulare la domanda e ho già le punte in ferro sotto la suola.

Linea di salita fatta (in arancio). In azzurro la via classica.

Linea di salita fatta (in arancio). In azzurro la via classica.

La linea fatta dal precedente salitore è simpatica, a volte bella “in piedi” ma non occorre la picozza (che comunque non avrei dietro). Mi diverto, faccio poca fatica tranne che su un facile traverso che mi invento al momento per aggiungere un po’ di brio e mi gusto il panorama. Non mi viene nemmeno di fare tante foto, oggi sto semplicemente bene e voglio godermi la sensazione. Tutt’attorno il silenzio interrotto dal vento.

Traverso durante la salita. Qui senza seguire la traccia di chi mi aveva preceduto un paio di giorni prima.

Traverso durante la salita. Qui senza seguire la traccia di chi mi aveva preceduto un paio di giorni prima.

Verso la cima, sulla cresta spazzata dal vento

Verso la cima, sulla cresta spazzata dal vento

Ultima selletta

Ultima selletta

Arrivo sulla cima, 2183 metri slm, e mi fermo qualche minuto. Giro su me stesso a 360 gradi. Anche oggi il sole si specchia nell’Adriatico mentre dall’altra parte il Duranno e Cima Preti rubano come sempre la mia attenzione. La vicina Manera non mi attira più come un anno fa, però ha sempre il suo fascino. Sento il sole che mi riscalda e vedo la neve che si trasforma. Meglio scendere.

Pochi passi...

Pochi passi…

Cimon dei Furlani, 2183 metri slm. Sullo sfondo Cima Manera

Cimon dei Furlani, 2183 metri slm. Sullo sfondo Cima Manera

Vado veloce in discesa. Mi faccio trasportare dalle gambe ancora fresche che con la neve vanno ancor più veloci. Eccomi nuovamente in val Sughet. Sono le 9 e un quarto. Continuo verso l’auto mentre la coltre bianca non più crostosa ha deciso di farmi affondare qua e là riducendo i miei pantaloni a un attira acqua.

E' ora di tornare a valle

E’ ora di tornare a valle

Verso la prima anticima

Verso la prima anticima

Solo in val Sughet

Solo in val Sughet

Arrivo alla macchina zuppo fin oltre alle ginocchia, ma questo ha poca importanza. Mi sento d’essere uscito da un letargo mentale che durava qualche mese. Sto benissimo. Era ora!

Rientrando lungo il sentiero CAI 924 e affondando nella neve

Rientrando lungo il sentiero CAI 924 e affondando nella neve

La sera stessa tutta la bella giornata se ne va via in un soffio… e con lei anche Maria. Ti avrò sempre vicina al mio cuore.

3 risposte a “Cimon dei Furlani, invernale al caldo

  1. Pingback: Lista trekking, escursioni e passeggiate | RITORNO ALLE ORIGINI·

  2. L’ho riletto, e come al solito rimango affascinata da come descrivi…davvero commovente il finale! Mitico Andrea!

  3. Pingback: Avventura sul Tremol (canale Est) | RITORNO ALLE ORIGINI·

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