Una giornata ad arrampicare in Val Rosandra

Il sole è ormai alto, ma poco importa. Ogni tanto va bene anche così. Dopo un caffè a Palmanova, recupero Fulvio e siamo subito in auto per andare in Val Rosandra. Parcheggiamo di fronte al rifugio Premuda dove ci scappa un altro espresso e un saluto a Devid, il giovane gestore. Una lieve brezza ci accarezza e il compagno di giornata mi chiede se ci sarà vento. Rispondo certo “se non c’è qui, vedrai che anche dopo non ne troveremo”. Le ultime parole famose… comunque recuperiamo gli zaini con la ferraglia e la corda e partiamo lungo il sentiero CAI numero 1 in direzione della chiesetta di Santa Maria. Lasciato perdere il tratturo che porterebbe alla piccola struttura meta di turisti e devoti, poco dopo troviamo un bollo bianco/blu che ci indica che è ora di salire le ghiaie per arrivare all’attacco della via. Nel frattempo veniamo investiti dal vento e con esso le maledizioni di Fulvio verso la mia risposta data una mezz’ora prima.

Arrivati all’attacco ci prepariamo e iniziamo. Siamo dentro a un anfratto e sentiamo l’aria urlare nella valle. “Vado io?” domando. La risposta è affermativa e comincio. Come sempre i primi metri mi mettono sempre quella tensione psicofisica che cerco di combattere mentalmente ma che ancora mi domina. Che palle. Ma dentro sono oltremodo sereno. Uscito dai primi metri che formano la prima parete del primo tiro, continuo poi libero mentre la Bora m’investe. Seguo i due resinati e poi mi tengo sulla destra invece d’entrare nelle facili ghiaie. Molto bene. Preparo la sosta, due tironi alla corda, poi tre e Fulvio mi raggiunge dopo poco.

Attacco dello Spigolo Verde

Attacco dello Spigolo Verde

Appena mi raggiunge mi guarda e dopo aver considerato che spesso la roccia era tutt’altro che ottima, mi scruta con il sorriso e mi dice “fortuna che non dovevamo trovare vento!”. Ci spostiamo per qualche metro in conserva e parte lui per il secondo tiro. Sale facile e veloce, ma in fondo sappiamo che arrampica meglio di me, e appena sento i due tironi libero la corda che comincia a scorrere verso l’alto. Vado su rapido anch’io e raggiunto, ghignando pensando all’anno scorso, senza tanti preamboli mi viene comunicato dall’amico che anche il terzo tiro se lo vuole gustare lui da primo, senza dimenticare di ricordarmi che “per fortuna non dovevamo trovare vento”!

Inizio del secondo tiro

Inizio del secondo tiro

Il pilastro del terzo tiro è la parte più bella, proprio lungo lo spigolo che porta al Cippo Comici. Roccia ottima, grip eccelso, divertente senza grandi preoccupazioni, ben protetto. Provo a tenermi maggiormente sulla sinistra oltre il terzo chiodo; forse con giusto un passo un po’ più impegnativo della parte destra che sta lì a un metro, ma anche questo decisamente simpatico.

Fulvio quasi uscito dal meraviglioso pilastro

Fulvio quasi uscito dal meraviglioso pilastro

Alla sosta nemmeno mi fermo e riparto subito io questa volta, senza prima dimenticare il leitmotiv che ci accompagnerà tutto il giorno riguardo all’odierno soffiare di Eolo. Rido. Passo la selletta, salgo la paretina esposta e sono fuori. Cerco un alberello giovane, preparo l’ultimo punto per far sicura e Fulvio poco dopo è lì con me per la stretta di mano.

Fulvio in attesa prima dell'ultimo tiro

Fulvio in attesa prima dell’ultimo tiro

Foto di rito al Cippo Comici e indovinate un po’… c’è vento! Mettiamo via tutto e filiamo al rifugio dove il pranzo ci attende. Ci riempiamo con cevapcici, patate e vino rosso. Nel frattempo ci raggiungono Guido (Bottin) e Sergio (Dolce) che finalmente conosco di persona. Che due macchiette! Ma la giornata non è finita. Altro caffè e via verso i Giardini d’Inverno. Non sappiamo bene dove sono e ci facciamo indicare la via che naturalmente troviamo ma che immediatamente perdiamo, risalendo così il pendio fra il rado bosco e ghiaie fino al settore Canarini. Poco male. Andiamo verso destra ed eccoci al posto giusto.

Contenti sul Cippo Comici

Contenti sul Cippo Comici

L'insellatura e la paretina dell'ultimo tiro mentre si rientra al rifugio

L’insellatura e la paretina dell’ultimo tiro mentre si rientra al rifugio

Settore "Giardini d'Inverno"

Settore “Giardini d’Inverno”

Un paio di tiri (“Questione di equilibrio” 5b+ e la più semplice ma continua e piacevole “Costoletta di sinistra” 4c, a vista e con la cipolla fresca che fa da zavorra nello stomaco) assieme anche a Devid che poco dopo ci raggiunge e per oggi siamo a posto.

Fulvio in azione

Fulvio in azione

Devid in calata

Devid in calata

Gran bella giornata in ottima compagnia, sempre con il sorriso, sparando una marea di cazzate, con il sole e soprattutto “senza” vento!

Per chi volesse, ecco la relazione di salita dello Spigolo Verde

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