Andare fuori moda a West Hampstead (seconda parte)

“Andare fuori moda a West Hampstead”
di Kyt Walken

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[Clicka qui per andare a leggere la prima parte]

A sentire quel nome, Lloyd perse un bottone della giacca da preppy. Dopo circa un minuto ne perse un altro, e la faccenda si faceva seria, perché sotto indossava l’unica maglietta che aveva, quella con il volto di Tricky Dicky che si fumava un joint, e non sarebbe stato affatto elegante se si fosse mostrato con quell’assurdità addosso. La faccia, che si rifletteva sul cofano della Rolls Royce parcheggiata al centro del salone nero e violetto delle Pompe Funebri Berendson, gli restituiva un volto rubicondo, come quello del divino Samuel Beckett quando si faceva quel goccetto di troppo dopo il quale non capiva chi stesse aspettando Godot. Cerco di darsi due schiaffi, per farsi passare certe visioni che si tuffavano nel suo cervello: la sua carpa dorata fluttuava vicino ad una lampreda d’argento, e non c’era bisogno di dirvi a chi stesse pensando l’ipofisi di Lloyd, mentre Berendson si allentava la cintura (lo vedeva dalla porta a vetri) e sistemava sul giradischi un 33 giri. Ed era precisamente Delilah di Tom Jones,sapete. Poprio quella, ci potete scommettere. Berendson uscì dalla porta a vetri con la cintura allentata, la stessa di quando lavorava nelle miniere della Signora Thatcher. “Signor Lloyd, mi pare che siamo a posto allora. Ho parecchio da fare ora, se mi permette di essere franco con Lei, devo proprio  chiederLe di andare”. Lloyd Krapp e la sua carpa dorata smisero di nuotare. La lampreda d’argento sparì nel letto limaccioso del Tamigi. “sì, cosa? Cosa esattamente?Ma certo, certo, ora vado..un ultima cosa Signor Berendson..Ho sentito che il Signor Kendal, se non sbaglio il nome del Suo dipendente, si ebisisce..forse in un locale?”.

“Purtroppo sì.”

“Sarei lieto di andare a vederlo, una di queste sere.”

“Il problema è che ci va un sacco di gente, di questi ultimi tempi è diventato più importante vedere lui ogni sera che Coronation Street. Il locale è il pub di Doug, lo conosce, il The Lower Ground Pub. Credo che ci troverà anche mia moglie.”

Appena tornato a casa, mentre il vento salutava le foglie dei quattro miseri alberi che c’erano nella via, Lloyd cavò fuori dalla tasca sinistra del paltò la Kartoffelsalat e la buttò giù senza nemmeno sedersi e masticarla. Prese il Panama, e poi un completo con pantaloni in tweed e controllò se aveva in tasca le pastigliette di liquirizia salata.

La strada scivolava sotto le sue suole rotte, mentre ragazzini con belle camicie Ben Sherman’s lo guardavano ridendo. Io me ne fotto, ragazzini, ebbe il coraggio di di loro. Io stasera vivo.

Era proprio vero quello che diceva la moglie di Berendson, vicino alla quale lui si era seduto spacciandosi per un vecchio amico del marito.

Quel Kendal aveva occhi potenti. E certo, il suo Cocker Spaniel Roano era un amore. Beveva anche lui un GingerAle? No, io vado di VOV, mia cara, ho mangiato una squisitezza tedesca stasera, una Kartoffelsalat che viene dritta da Berlino, roba fina che qui mica si può trovare, non crede? E il VOV è quello che bevono i tedeschi dopo la cena. Ma ne è proprio sicuro, Lei? Mio padre è stato al fronte. Ma cara signora, al fronte ,mica mangiavano Kartoffelsalat e bevevano VOV. Comunque è davvero bravo, quasi quanto Rod Stewart. Uuh, inizia a girarmi la testa con questi GingerAle. La capisco Signora, ho difficoltà anch’io a respirare. E ho voglia di nuotare con il pesce. Come ha detto. Niente, Signora, mi assento per andare ad accarezzare il muso a quell’amore di Cocker Spaniel.

Nel collare del Cocker Spaniel, che lo guardava con i suoi grandi occhi intinti nel catrame, Rod infilò un bigliettino. Dear Kendal, won’t you come out to play?

Dear Kendal, won’t you come out to play? Lloyd continuava a pensare che forse Kendal avrebbe capito che si trattava della sua mano delicata e sensibile dietro a quella frase. Almeno, credeva Lloyd, il divino Samuel Beckett da lassù stava levando un calice di vino rosso (di che tipo non lo sapeva, non si era mai interessato molto della faccenda) in suo onore. Ci era voluto un bel coraggio, ma la moglie di Berendson, lo aveva spronato con genuino ardore, sbottonandosi persino i primi bottoni della camicia verde acqua nella quale le sue forme di Edimburgo stavano a malapena. Guardandola, Lloyd aveva pensato che si trattava di una di quelle donne che gli facevano venire in mente quei vasetti di acciughe sottolio mal riempiti, dove prima o poi c’è da aspettarsi che il tappo si sviti e che il barattolo riversi tutto il suo contenuto. Ridacchiò per quella immagine mentre apriva la porta di compensato del suo appartamento e di sistemava sul divano in finto stile vittoriano con addosso ancora il paltò. Erano pronti per una nuova nuotata, lui e la sua carpa dorata.

Quando si svegliò per andare per andare ad urinare erano le 4:40 del mattino, ed il vento si era alzato con lui, passando attraverso gli spifferi dove lo scotch che lui aveva applicato alle finestre era saltato via e sventolava con un calcinculo senza passeggeri. Dalla tasta sinistra del paltò la scatoletta di latta con dentro le pasticchette di liquirizia salata saltò fuori come una molla, si aprì e tutte le pastigliette finirono sul tappeto. In realtà, anche il tappeto aveva visto giorni migliori, come praticamente ogni cosa a casa di Lloyd, ci potete scommettere, e ora rimaneva solo un conglomerato di umori che nessuno si era dato la briga di lavare, e aveva persino ancora l’anima di Estragone, il vecchio gatto di Lloyd, che era morto di infarto proprio lì sopra. Del suo decesso, Lloyd si era accorto solo dopo circa quattro giorni, dopo che aveva inciampato almeno dieci volte sopra quello che lui credeva essere una sciarpa. Estragone era vecchio, e anche lui aveva visto giorni migliori, e aveva finito la sua vita mangiando i resti della Kartoffel Salat, visto che Lloyd era convinto che quella cosa li avrebbe notevolemente avvicinati al divino Samuel Beckett. Dopo l’impietosa morte di Estragone non aveva avuto nessun altro ospite in casa, né li aveva desiderati. Ma per Kendal avrebbe fatto un’eccezione. Sicuro che l’avrebbe fatta.

Dalla prima sera al The Lower Ground Pub Lloyd aveva intuito – e lui era una mente sveglia, si capisce – che c’erano solo due posti per avvicinare Kendal: o seguirlo ai funerali – ma la faccenda non gli andava granchè giù, anche se un tempo andare ai funerali dei membri della sua famiglia lo aveva ancora più avvicinato al divino Samuel Beckett – o assistere alle sue esibizioni ogni sera, ta le 8:00 e le 8:10, cercando di cavarsela alla meno peggio nel pub. Kendal era vestito sempre allo stesso modo, e nemmeno i suoi capelli si spostava di un millimetro. Era potente, ci potete scommettere, potente e inverosimilmente splendido, agli occhi di Lloyd e a quelli della Signora Berendson, la quale non sapeva nulla né del divino Beckett né di come si preparasse esattamente la Kartoffelsalat, ma nella vita le bastava sapere che alle 8:00 quel giovanotto che scavava fosse e che assomigliava a Rod Stewart avrebbe preso a cantare.  Sì, decisamente le bastava quello.

Lloyd gli piantava la fiocina addosso dal momento in cui Kendal prendeva a sistemarsi le maniche della camicia fino a quando non slegava il cocker Spaniel roano per andarsene a casa. Doug, il proprietario del The Lower Ground Pub, aveva l’abitudine, prima di riaccendere il televisore sulle repliche dei progammi di futbal, a mettere i Mott the Hople. Beh, se la volete sapere tutta, era stato Kendal a fargli come esplicita richiesta quella di avere un brano per il suo personale dopo spettacolo. Accidenti Kendal, preferirei doverti offrire venti birre piuttosto che mettere nel mio locale il brano più triste di tutta la storia d’Inghilterra. A Doug All the young dudes proprio non andava giù- era per via di quelle tre note che facevano diventare tutto triste, come farsi buttare la testa nell’abbeveratorio per mucche da alcuni tuoi ex amici. Ma Kendal era stato perseverante, e l’aveva avuta vinta. Non c’è bisogno di dirvi che dopo la sua esibizione, al partire di quelle tre maledette notte, tutto il The Lower Ground Pub si bucava, e non era certo per difesa pschica. Persino la Signora Berendson allontanava da sé il suo ottavo Ginger Ale, e si appoggiava con la testa al bancone, e non pensava nemmeno a quanto avrebbe voluto cambiare il colore della tinta ai capelli. Tutto diventava un grande buco, e persino Lloyd Krapp se n’era accorto, se n’era accorto eccome, perché quel brano era triste, triste sul serio, e nemmeno la maglietta di Tricky Dicky rideva più, allargando la sua bocca gialla e bianca.

Il fatto era, si diceva Lloyd, che non era mai il momento giusto. O almeno, lui non sapeva mai quale fosse il minuto esatto per avvicinarsi a Kendal, anche perché gli era chiaro che Kendal non guardava a lui durante i cinque minuti della sua esibizione, quelli che andavano dalle 8:00 alle 8:05 di ogni sera, ma, più esattamente, guardava oltre di lui, oltre al bancone, oltre a Stratford Street. Si direbbe che stava guardando qualcosa che Lloyd non riusciva a decifrare, e il perché glielo disse nientemeno che quella Sig.ra Berendson. Mio caro, il nostro Kendal sta vivendo quello che nessuno di noi ha mai vissuto prima. Lui è sotto i nostri occhi, ora, noi lo vediamo e lo…ehm, credo poprio che lo invidiamo. Ma questo non ha niente a che vedere con la bravura o con lo stile. Ha a che vedere con tutto, e con niente di preciso. Si rassegni, caro..Lloyd, dico bene? Sì, mia cara Signora. Beh, come le dicevo, dobbiamo rasssegnarci. Il nostro Kendal dà tutto sé stesso, non crede? Ma il patto è questo: non intende essere nient’altro che libero. Io questo l’ho capito, sa? Le sembrerà assurdo. Io non so nulla del mondo, ma vedo Coronation Street…anche Lei lo segue, caro Lloyd? Non posseggo televisore dal 1970, cara Signora. Mi creda, caro Lloyd, io guardo Coronation Street ogni volta che lo danno, e tante cose le ho capite proprio da lì. Perché, c’è un personaggio che assomiglia al Signor Kendal? No, direi di no, caro Lloyd. È proprio per questo che tante cose le so: perché il nostro caro Kendal non assomiglia a nessuno di quelli che conosco.

A Lloyd Krapp quella frase aveva dato parecchio da pensare. Insomma, la Signora Berendson era diventata, suo malgrado, bisognava dirlo, una di quelle persone verso cui lui iniziava a nutrire qualcosa che assomiglia a stima, o riconoscenza forse. Era certo che il divino Samuel Beckett avrebbe saputo chiamare quella cosa con il termine giusto, ma a lui non riusciva. Capiva soltanto che le sere passavano insieme all’acqua del Tamigi, e non poteva trattenere o tradire la bellezza che lui sentiva di vedere, lui e la Signora Berendson, si capisce, e pareva che si trattasse di una carpa dorata e di una trota salmonata che nuotavano nella stessa direzione di quel magnifico esemplare di lampreda d’argento. Insomma, si disse Lloyd, ma lui cosa sapeva esattamente delle lamprede? Convenì che non era ferrato sull’argomento. Le cercò per un pomeriggio intero tra Aspettando Godot, Gli ultimi che cadono, e naturalmente ne L’ultimo nastro di Krapp, ma di almprede, nemmeno l’ombra. La biblioteca lo avrebbe aiutato, ma aveva una tremenda e desolante sensazione. Ma doveva pur sapere di cosa si trattasse veramente.

Estinta.

Nello stesso momento in cui Lloyd Krapp apprendeva che la lampreda era estinta ormai da fin troppo tempo, maturò in lui un’idea, nello stesso modo in cui maturano i cachi, che erano precisamente i suoi frutti preferiti, anche se un tempo erano stati i meloni. Beh, lui precisamente pensava che al divino Samuel Beckett i cachi avevano fatto un gran bene – si era dato un gran daffare per comprovare quella teoria, ma alla fine c’era riuscito – e quindi i cachi erano passati direttamente dalla seconda alla prima posizione nella sua Personale Classifica di quello che io mangio e che per il resto della gente è passato fuori moda. Sì, decisamente anche i cachi, i poveri, simpatici cachi erano passati fuori moda, e nemmeno i paki li mangiavano, forse perché non avevano idea di come cucinarli. Al mall vicino a casa avevano sempre il loro posto, ed erano così, beh, sì, simpatici e sgargianti nel loro arancione, che Lloyd era ben contento di essere il solo ad apprezzarli, come un sacco di altre piccole cose. A parte la Kartoffelsalat, la sua Personale Lista comprendeva anche le merendine alla cannella, una cosetta che era perfetta per certi picnic che…che potevano finire in gloria, pensava sorridendo. Sarebbe stato lusingato di offrire uno di quei dolcetti alla cannella a Kendal, beh, a dirla tutta, sarebbe stato onorato di portarlo fuori per una merenda, ma lui non aveva neanche un’auto. Non sarebbe stato di nessun aiuto, probabilmente, e non avrebbe certo potuto dire a Kendal – caro, posso guidare io, se me lo permetti, perché aveva visto che razza di auto Kendal possedeva. Una Traction Avant del 1967, Signori. E Lloyd Krapp non la sapeva portare, una macchina come quella. Era l’unica triste certezza che aveva, d’altronde. La cosa lo metteva al tappeto. Non ci sapeva fare con tutto quel genere di cose che non era in grado di rigurgitare. Insomma, quell’amore di dannato Cocker Spaniel Roano doveva aver perso il foglietto dal collare. E al buon Lloyd Krapp, con l’aiuto del divino Samuel Bdeckett, toccava fare una sola cosa: scrivere un nuovo, afrodisiaco biglietto per Kendal.

C’è stato un tempo, un tempo su cui non ho tempo né voglia di parlartene a fondo, in cui forse sono stato un uomo felice. Beh, caro – permettimi di chiamarti in tal modo – caro Kendal, ora non ho alcun dubbio sul fatto di esserlo di più. Non so se te ne intendi di pesca, pesca fluviale intendo, ma mi piacerebbe avere l’onore di portarti per un picnic nella nostra deliziosa campagna, tuoi impegni permettendo. A presto, caro Kendal.

Firmato, per esteso, Lloyd Krapp.

Non avrebbe più fatto affidamento sui cani, questo era certo. Il giorno seguente lasciò in bella vista sul parabrezza della Citroen Traction Avant il suo foglietto, insieme ad una scatoletta di latta piena di liquirizie salate. Si sentiva pieno di energie, e non gli venne affatto in mente di avvisare Berendson del fatto che aveva anche cambiato idea circa la frase del suo epitaffio. No, non gli venne in mente proprio nulla, a parte alzare gli occhi verso il cielo e sentirsi per la prima volta bene, talmente bene, da stare per venti minuti sotto alla pioggia, con il paltò ben piegato sul braccio sinistro, e con la mano destra verso lo sportello della Traction Avant.

Era vero: c’era stato un tempo in cui Lloyd Krapp era stato felice, felice sul serio. Ed era stato anche un vero artista, o almeno  ce l’aveva messa tutta per diventarlo. Lui dava il merito a sé stesso, solo e soltanto alla sua squisita personalità, alla sua volontà e alla sua determinazione, ma non era affatto così. No, Signori. Lloyd Krapp aveva, a quel tempo, una persona tanto speciale al suo fianco, che gli teneva l’ombrello quando l’acqua era troppo forte e lui rischiava di bagnarsi. E se aveva una minima arte, se sapeva parlare bene e se aveva imparato qualcosa da tutta quella faccenda che tanti chiamano Storia, lo doveva a questa persona tanto speciale che gli teneva l’ombrello quando l’acqua era troppo forte. E lui, di meriti, non ne aveva affatto, se la volete sapere tutta. Non ne aveva mai avuta nemmeno una briciola. C’era questo, e c’erano tante altre faccende che non gli riusciva di dimenticare.

Che Lloyd Krapp fosse un tipo poco affidabile, questo lo sapevano solo il Cocker Spaniel roano Rod e il divino Samuel Beckett. Lloyd Krapp si era fatto prendere la testa, o quello che ne era rimasto, dopo che la Kartoffel Salat, decisamente una cosa che il divino Samuel Beckett non aveva mai assaggiato in vita sua (e di cui certo era che non ne avesse rimpianto), gli aveva ridotto il cervello ad una di quelle gelatine colorate che alcuni mangiano a Natale, o che perlomeno comprano per fare scena con i parenti. Insomma, Lloyd Krapp si scordò dell’appuntamento nello stesso momento in cui Kendal salì sulla sua Citroen Traction Avant per fare un brutto giro con Rod nella campagna attono a Londra. Se la volete sapere tutta, i fiumi erano pieni di carpe dorate e di ogni genere di altri pesci di fiume, una cosa così non si era mai vista, dicevano i pescatori: sono tornate persino le lamprede.

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