Da Pian Meluzzo alla cima del Ferrara

Lunedì 11 maggio. Quando arrivo in Pian Meluzzo la mattina non so bene ancora dove andrò, l’idea è quella d’andare fino al bivacco Perugini o salire il Pramaggiore. Invece quando volgo lo sguardo verso Sud s’accende la lampadina e decido per il panoramico Ferrara.

Ecco il Monte Fara e la val Sciol Demont

Ecco il Monte Fara e la val Sciol Demont

Messo lo zaino in spalla comincio a risalire la val Sciol Demont in mezzo alle sue ghiaie. Pochi bolli ma tanti ometti. Comunque inizialmente mi tengo sul lato sinistro del greto asciutto e poi la traccia, man mano che si sale, porta sul lato opposto dove pervengo l’evidente sentiero che sale fra una giovane frana (l’anno scorso, causa grande quantità di neve, una slavina s’è trascinata dietro di tutto in questo punto) subito oltre all’acqua del torrente che oggi qui scorre fragorosa.

Anemone a fiori di Narciso

Anemone a fiori di Narciso

Rododendro Nano

Rododendro Nano

Rododendro Nano

Rododendro Nano

Val Sciol Demont

Val Sciol Demont

Quasi fuori dalle ghiaie

Quasi fuori dalle ghiaie

Sono sempre sul sentiero CAI 370, ma ora fra il bosco di conifere. Prendo immediatamente quota da qui in poi, la pendenza infatti si fa più accentuata ma il buon terreno morbido non mi fa soffrire per nulla la differenza rispetto al tratto iniziale meno ripido. Guardando un attimo dietro scorgo già il Campanile in mezzo alla val Montanaia, ma non mi soffermo e continuo l’ascesa senza dare troppo peso al panorama che comincia a farsi fantastico alle mie spalle, mentre invece mi godo le pareti Nord del Ferrara e le Ovest delle Postegae.

Il tratto investito dalla grande valanga dell'anno scorso

Il tratto investito dalla grande valanga dell’anno scorso

Vista verso la val Montanaia e la Val Monfalcon di Cimoliana

Vista verso la val Montanaia e la Val Monfalcon di Cimoliana

Splendido bosco

Splendido bosco

Varie sorgenti in questo periodo lungo la salita

Varie sorgenti in questo periodo lungo la salita

Direzione casera Bregolina Grande

Direzione casera Bregolina Grande

La Madonna che si trova durante la salita

La Madonna che si trova durante la salita

Crocus

Crocus

Arrivato a forcella della Lama mi fermo un secondo presso la pozza d’acqua per cercare di vedere qualche salamandra e vengo ripagato: anche se piccole, è pieno. Le lascio tranquille e mi porto a forcella Savalons. C’è ancora l’ometto fatto l’anno scorso che m’indica che è ora di lasciare il sentiero bollato per prendere una qui flebile traccia che si stacca a sinistra ed entra in un canale dove diventa un po’ più marcata.

Salamandra

Salamandra

Fra forcella della Lama e forcella Savalons

Fra forcella della Lama e forcella Savalons

Ometto che indica dove lasciare il sentiero CAI per la cima

Ometto che indica dove lasciare il sentiero CAI per la cima

Crocus

Crocus

Canale iniziale

Canale iniziale

Qualche chiazza di neve ma che non preoccupa. Passo il canale e mi ritrovo sulla cresta NO che sale verso l’odierna cima. Passo una breve lingua di neve e poi risalgo il ripido ma mai esposto crinale. Un breve tratto un po’ marcio, che con i mughi forma quasi un breve canale, dove porre attenzione per due passi di primo grado (forse nemmeno quello) e poco oltre sono sull’anticima. Mi fermo un secondo. Già da qui il panorama è assolutamente grandioso.

Breve lingua di neve da oltrepassare

Breve lingua di neve da oltrepassare

Anticima e cima del Ferrara

Anticima e cima del Ferrara

Brevi passi di primo grado

Brevi passi di primo grado

Monte Ferrara dall'anticima

Monte Ferrara dall’anticima

Pelmo e Antelao

Pelmo e Antelao

Scendo alla sella che separa anticima e cima e poi su verso la vetta all’interno del piccolo anfiteatro erboso che mi proietta direttamente sul punto più alto del Ferrara a quota 2258 metri slm. Giro su me stesso a 360 gradi: spettacolo! Mi fermo una mezzora a gustarmi queste viste uniche, solo, nella più totale pace e tranquillità del luogo.

Polmonaria Sudalpina viola

Polmonaria Sudalpina viola

Monte Ferrara, 2258 metri slm

Monte Ferrara, 2258 metri slm

Pelmo e Sorapiss

Pelmo e Antelao

Cime Postegae

Cime Postegae

Val Montanaia e val Monfalcon di Cimoliana

Val Montanaia e val Monfalcon di Cimoliana

Sulla cima

Sulla cima

Val Montanaia con il suo Campanile e val Monfalcon di Cimoliana

Val Montanaia con il suo Campanile e val Monfalcon di Cimoliana

 

Cadin degli Elmi e di Vedorcia

Cadin degli Elmi e di Vedorcia

Dopo una bella dose di benessere, comincio la discesa per la via di salita. Contrariamente all’andata ora continuo perennemente a godermi le cime viste in vetta, infatti il mio andare è lento e quasi distratto. Tornato a forcella della Lama, devio per casera Roncada. Seguo il sentiero che si infila subito nel bosco e in pochi minuti eccomi alla struttura alpina. Entro per la firma sul libro, faccio una foto e mi rimetto in movimento.

Rientrando e godendo ancora dei panorami

Rientrando e godendo ancora dei panorami

Monfalconi

Monfalconi

Verso casera Roncada

Verso casera Roncada

Farferugine

Farferugine

Nel bosco verso casera Roncada

Nel bosco verso casera Roncada

Casera Roncada

Casera Roncada

Casera Roncada

Casera Roncada

Casera Roncada

Casera Roncada

Scendo fino a ricongiungermi al sentiero di salita e da lì torno alle ghiaie della val Sciol Demont che ammortizzando la mia andatura mi riportano a Pian Meluzzo dove avevo lasciato la macchina.

Ripartenza verso valle

Ripartenza verso valle

Sulle ghiaie verso pian Meluzzo

Sulle ghiaie verso pian Meluzzo

Cartello a Pian Meluzzo

Cartello a Pian Meluzzo

Giro sempre eccezionale, soprattutto per il panorama unico che si ha sulla sua cima, ma di certo non annoia nemmeno durante l’andare visto che si passa da ghiaie alla facile cresta passando per un magnifico bosco e ampi prati. Insomma, la salita al Ferrara sa sempre regalare sensazioni uniche.

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