Mi serviva… speriamo sia servito!

Avrei bisogno di riposo? Di uno stop? Forse. In realtà alla fine vado alla ricerca di sicurezze che sto perdendo. Periodo no insomma. L’unica cosa che mi sentirei di fare non riesco a farla per mancanza di un compagno, ovvero qualche via, così mi ritrovo a prendere bastoni sui miei gradi infimi in falesia. Il tutto con ritorno negativo verso il pensiero di non riuscire nemmeno a salire una qualsiasi via normale.

La ricerca, dopo una giornata che potrei altamente definire da “ritorno alle origini” sulle placchette di Dardago, punta dritto a quella cima fatta e rifatta e che volevo quest’anno evitare: la Manera. Il 19 maggio alle 6 del mattino sono in macchina che guido verso il Piancavallo per andare a fare la cresta Sud Est per salire in vetta.

Mentre salgo, già in macchina mi chiedo dove voglio andare, cosa spero di ottenere, e inconsciamente già penso a un’altra meta dove deviare. NO! M’impongo di salire. Anche a piedi i dubbi si susseguono. Tutto sembra contro: le nuvole che man mano che avanzo si abbassano, un camoscio che mi fischia contro, qualche sasso che rotola dalle pareti del Cimon dei Furlani andando a schiantarsi sui ghiaioni vicini, la roccia umida qua e là… non trovo il bello, ma solo il negativo. Unica nota positiva fino a forcella dei Furlani è un gallo forcello che sono rimasto a osservare e ascoltare quasi ipnotizzato, mentre lui incurante della mia presenza continuava con il suo richiamo.

Le tabelle nei pressi di Casera Capovilla

Le tabelle nei pressi di Casera Capovilla

Sentiero CAI 924

Sentiero CAI 924

Gallo forcello

Gallo forcello

Ecco l'affilata cresta SE della Cima Manera

Ecco l’affilata cresta SE della Cima Manera

Anemone a fiori di Narciso

Anemone a fiori di Narciso

Le nuvole si abbassano in val Sughet

Le nuvole si abbassano in val Sughet

L'acqua disegna le pareti

L’acqua disegna le pareti

Arrivato sotto la cresta metto il casco e parto per questo esame “interiore”. Immerso nelle nuvole che ora si aprono e ora si chiudono attorno a me, per salire cerco qualche canale diverso da quelli già fatti e lo trovo. Uno aggettante, uno incredibilmente friabile che quasi sembra impossibile che ci sia proprio qui, un’altro invaso d’erba, poi su dritto per il masso incastrato… man mano che salgo però prendo confidenza, sicurezza, trovo il mio mondo. L’ansia lascia spazio al nulla, alla liberazione totale dei pensieri, mentre il tempo si ferma.

Attacco alla cresta

Attacco alla cresta

Fra le nubi, il Cimon dei Furlani

Fra le nubi, il Cimon dei Furlani

Fra erba e roccia

Fra erba e roccia

Destra o sinistra?

Destra o sinistra?

Su dritti!

Su dritti!

Le verticali pareti Nord della Manera

Le verticali pareti Nord della Manera

Orecchia d'orso

Orecchia d’orso

La Madonnina sulla vetta

La Madonnina sulla vetta

Mi ritrovo in cima con un sorrisetto da ebete in faccia. Finalmente sto bene. Qualcosa s’è mosso. Neanche avessi fatto chissà cosa, al massimo due passi di II+/III- andando proprio a cercarli in mezzo a quelle rocce che non superano il II grado, ma era quello che mi bastava. Quasi una liberazione. Rientro veloce per la cresta Ovest e poi attraverso la Val Sughet e alle dieci e mezza sono già in macchina decisamente soddisfatto per tornarmene a valle.

Cima Manera, 2251 metri slm

Cima Manera, 2251 metri slm

Discesa per la cresta Ovest

Discesa per la cresta Ovest

Rododendro Nano

Rododendro Nano

Non si vede, ma finalmente un sorriso!!!!

Non si vede, ma finalmente un sorriso!!!!

Val Sughet

Val Sughet

Il bel bosco sopra casera Capovilla

Il bel bosco sopra casera Capovilla

Una giornata sicuramente positiva lungo un giro di grande soddisfazione su una cima molto frequentata, salendo un tratto solitamente evitato da tutti o quasi.

Mi serviva? Sicuramente.
Ora spero solo che sia servito realmente!

Mappa

Mappa

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3 risposte a “Mi serviva… speriamo sia servito!

  1. Pingback: Lista trekking, escursioni e passeggiate | RITORNO ALLE ORIGINI·

  2. Guarda, almeno tu il passaggio chiave nella via De Infanti l hai fatto, io ho dovuto letteralmente farmi carrucolare oltre! E vabbe, non tutte le giornate sono uguali. L importante è non arrendersi e accettare i propri limiti. ..nel mio caso il 4′ grado in ambiente, più su solo imprecazioni, maledizioni e minacce di morte! Ciao Andre, la pensiamo allo stesso modo riguardo alle placche!

    • Eh Nadia, la giornata storta ci può stare, il fatto è che qui si sta allungando un periodo decisamente no e la cosa mi preoccupa. Ma mal che vada, passerò a fare il secondo anch’io e pace, tanto l’importante è andare per divertirsi, senza stress e senza paranoie da prestazione; e comunque per il grado che (non?) ho, non è di certo una tragedia hehehe. Quindi nel caso così farò. In compenso sto tornando a camminare molto e la cosa non mi dispiace affatto!!! Il lento andar è sempre magnifico. Buona montagna e speriamo prima o poi di incontrarci

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