Salita in Palantina e in Colombera

Ultimo lunedì di maggio con tempo instabile. Passerà prima o poi questo nuovo periodo piovoso… un giretto comunque me lo voglio fare e così prendo la macchina e mi porto in Piancavallo per andare fino in cima al monte Palantina.

Casera Capovilla

Casera Capovilla

Lasciata la macchina nei pressi dell’albergo 1301 Inn , mi dirigo verso casera Capovilla per iniziare la salita lungo il sentiero CAI 924 che sale per i primi 200 metri di dislivello nel bel bosco per poi continuare su verdi prati fino al crocefisso dove si apre la stupenda val Sughet.

Fossili

Fossili

Piancavallo

Piancavallo

Genziane

Genziane

Val Sughet

Val Sughet

Mi tengo a destra del crocefisso e continuo nell’ampia conca. Riesco a notare sulla forcella Palantina (o più correttamente sulla forcella del Cavallo) tre figure di camosci che scendono dalla vetta più alta del gruppo per poi scomparire nel versante nord. Più mi addentro nella valle e più le nuvole scendono sulla Manera, ma fortunatamente la mia meta resta sgombra. Mentre cammino il pensiero ricade a come sembra incredibile che il Cimon del Cavallo sia quasi sempre avvolto nell’ombra.

Monte Palantina

Monte Palantina

Camosci in forcella

Camosci in forcella

Monte Palantina dal sentiero CAI 924 della val Sughet

Monte Palantina dal sentiero CAI 924 della val Sughet

Arrivato in forcella metto a posto il palo, non propriamente solido, che sostiene le tabelle che indicano le varie destinazioni e poi mi fermo ad osservare per un attimo la cresta NNE della Palantina, prossima idea di salita. Continuo ora lungo l’altavia dei Rondoi e dopo pochi minuti sono sulla cima del monte a quota 2190 metri slm. Peccato per il meteo, ma qualche panorama riesco ugualmente a gustarmelo.

Forcella Palantina (o del Cavallo)

Forcella Palantina (o del Cavallo)

Anemone a fiore di Narciso

Anemone a fiore di Narciso

Salendo verso la Palantina lungo l'altavia del Rondoi

Salendo verso la Palantina lungo l’altavia del Rondoi

Piana del Cansiglio

Piana del Cansiglio

Cimon del Cavallo (o Cima Manera) e Cimon dei Furlani. Fra i due, il Raut

Cimon del Cavallo (o Cima Manera) e Cimon dei Furlani. Fra i due, il Raut

Monti Cornor e Castelat

Monti Cornor e Castelat

Cima Palantina, 2190 metri slm

Cima Palantina, 2190 metri slm

Comincio la discesa e questa volta mi avvio verso forcella Colombera. La cresta qui è molto bella e varia, con qualche elementare passaggio su roccia gradonata dove bisogna comunque porre la dovuta attenzione e un passo dove serve piede sicuro. Scendo con calma, godendomi il giro, e poi arrivato all’insellatura vengo colpito da un cavo metallico: ecco la nuova ferratina della Colombera di cui avevo sentito parlare. Parte sul lato Nord della cresta Est che porta in vetta. Proviamola.

La cresta di discesa

La cresta di discesa

Altavia del Rondoi, panorama verso il monte Tremol

Altavia del Rondoi, panorama verso il monte Tremol

Orecchia d'orso

Orecchia d’orso

Monte Tremol

Monte Tremol

Cresta che porta sul Colombera

Cresta che porta sul Colombera

Salgo lungo il cavo metallico. La prima parte è verticale e abbastanza atletica. Poi il cavo prosegue su zolle erbose per arrivare sul filo di cresta. Cominciano le mie perplessità. Continuo a seguire le attrezzature e poco dopo ecco i bolli: la ferrata segue la vecchia variante che porta in vetta.
Cosa posso dire: bah, personalmente la trovo un’emerita stronzata. S’è andati a rovinare una bella via alpinistica di II grado che saliva una cresta ancora selvaggia, dove chi voleva muovere i primi passi nel mondo verticale poteva cimentarsi lungo questo tragitto dalle difficoltà contenute ma di grande soddisfazione. Inoltre trasformando il tutto in ferrata s’è persa la bellezza di questa cresta, che trovo quasi stuprata. La ricerca voluta della verticalità nel primo tratto per dare un po’ più d’adrenalina è quasi forzata, non logica, al contrario di dove iniziava realmente la via originale. Non so quanti fruitori ci saranno, spero molti e con i dovuti sistemi di sicurezza personale, ma un’idea (essendoci già le ferratine sulla Manera) poteva essere di mettere in sicurezza questa salita con spit e chiodi per lasciarle comunque quella bellezza di salita d’altri tempi. Cercare di addomesticare sempre la montagna, con tutte le possibilità che l’uomo ha già creato, mi sembra un pochino datato come pensiero e forse lasciare tutto com’è, dando alle persone la libertà di scelta in base alle proprie capacità, sarebbe una buona idea. Insomma, per me s’è rovinata una bella via di cresta, poi ognuno avrà la sua opinione a riguardo.

Uscito dal primo risalto verticale della ferratina

Uscito dal primo risalto verticale della ferratina

Camosci

Camosci

Comunque, il cavo come detto corre lungo questa (ex) magnifica via su bella roccia, a volte un po’ mobile, per giungere dopo 90 metri di dislivello sulla cima della Colombera a quota 2066 metri slm. Una foto con la bandierina appena messa e poi nuovamente in discesa verso forcella Tremol.

Ultimo tratto attrezzato

Ultimo tratto attrezzato

Colori fra la roccia

Colori fra la roccia

Lago di Santa Croce

Lago di Santa Croce

Cima Colombera, 2066 metri slm

Cima Colombera, 2066 metri slm

Giunto in forcella, quando trovo un paletto in metallo, scendo per il versante che quasi cade nella Val dei Sass e seguendo qualche ometto mi ritrovo sulla pista da sci che arriva fin qua su. La percorro per un paio di centinaia di metri mentre una marmotta corre veloce a nascondersi passandomi stranamente vicino, poi seguo le indicazioni e i bolli che mi guidano per sentiero alla Baita Arneri.

Forcella Tremol

Forcella Tremol

Ora di deviare verso la val dei Sass

Ora di deviare verso la val dei Sass

Val dei Sass

Val dei Sass

Scendendo lungo la pista da sci

Scendendo lungo la pista da sci

Da qui verso l'Arneri

Da qui verso l’Arneri

Dall’Arneri nuovamente lungo le piste da sci (la Salomon), e poi nuovamente per il sentiero che passa sotto i piloni della seggiovia, sempre in discesa, fino in paese e poi alla macchina.

Rododendro nano

Rododendro nano

Baita Arneri

Baita Arneri

Vulneraria

Vulneraria

Piancavallo

Piancavallo

Un bel giretto, scoprendo questa nuova breve ferrata che m’ha lasciato l’amaro in bocca, ma comunque una giornata sicuramente positiva, dove mi sono divertito parecchio, senza correre ma godendomi ogni passo.

Mappa dell'escursione

Mappa dell’escursione

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Una risposta a “Salita in Palantina e in Colombera

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