Giro per creste: Cima Vacche – Castelat – Cornor

Dopo un po’ di tempo che ci pensavo, finalmente il 18 giugno mi decido per questo giretto in cresta fra alcune cime dell’Alpago. Al mattino il tempo non è superlativo ma le previsioni non danno pioggia. In compenso delle fitte nuvole sono ben posizionate sopra di me e ben poco mi lasciano vedere. Poco importa penso, mal che vada raggiungerò cima Vacche e me ne tornerò a casa avendo fatto almeno qualche cosa.

Parto da malga Pian Lastre e seguo la strada asfaltata che continua in salita e che dopo poco diventa di sassi. Alla prima curva a gomito ecco un bollo rosso e il sentiero per il mio primo punto d’arrivo. Risalgo l’ottima traccia e poco oltre questa diviene quasi mulattiera per poi tornare a restringersi. Sono inizialmente nel bel bosco ma man mano che salgo Costa Schienon gli alberi lasciano spazio ai mughi e alle belle fioriture del periodo e infine a verdi pendii intramezzati da rocce.

Salendo Costa Schienon verso cima Vacche

Salendo Costa Schienon verso cima Vacche

Poco prima della cima buco le nuvole e il caldo sole m’investe. Non me l’aspettavo! Arrivo sulla cima con tutt’altro spirito mentre già ammiro la cresta che farò; lei con una grande curva si mostra tutta e forma un fantastico anfiteatro naturale dalle verticali che cadono nella valle del Cadin, mentre il Cimon di Palantina e il Cimon del Cavallo sembrano osservare dall’alto.

Comincio quindi il percorso di cresta sulla roccia calcarea di questa zona. Subito questa si assottiglia e poco oltre ecco il primo canalino di I grado dove non manca qualche parte instabile, ma nulla di preoccupante. Continuo su questa grande lama ricurva: il tragitto è relativamente semplice, un paio di passaggi di II grado leggermente esposti e un’altro di primo, poi il resto è poco più di una camminata. L’ambiente in compenso è eccezionale e con le nuvole poco sotto sembra d’essere su un’isola a forma di ferro di cavallo.

Breve passaggio di II grado

Breve passaggio di II grado

Poco prima di giungere alla seconda cima incrocio la traccia che dal Guslon porta al Cornor, la lascio perdere e tiro dritto fino alla sommità del Castelat (2208 metri slm) dove mi gusto per un po’ il panorama e mi prendo cinque minuti di pausa. Distante intravedo il Pelmo con un “cappello” nero che non promette nulla di buono. Ricomincio a camminare e punto dritto al Cornor attraverso la cresta Est del promontorio in cui mi trovo e non pensando al sentiero incrociato prima. Passaggi elementari mi depositano su forcella Cornor e poi una ripida dorsale sull’omonima cima dove un ometto con un legno mi aspetta.

Cima Vacche e parte della cresta fatta

Cima Vacche e parte della cresta fatta

Ancora verso Est e ancora cresta. La direzione è quella del rosso bivacco posto poco più sotto che, dopo un bel percorso con un paio di passaggi di I grado, raggiungo ma senza fermarmi perché a pochi metri c’è il rifugio Semenza. Mi dirigo così nell’accogliente struttura di proprietà del CAI Vittorio Veneto ottimamente gestita.

Visto l’orario, cioè le dieci del mattino, me la prendo comoda e resto tranquillo nel rifugio mentre le nuvole salgono e rendono la visibilità prossima allo zero. Non ha importanza: un po’ di lettura, quattro chiacchere con la rifugista, un buon pastin accompagnato da una radler, un caffè (rigorosamente fatto con la moka)… così il tempo vola e dopo un’ora è giunto il momento di scendere.

Seguo il sentiero CAI 926, quello “alto” come dicono qui, immerso nella nebbia e senza speranza di vedere altro per oggi. La discesa fila via comunque veloce e, senza correre, dopo più di un’ora sono nuovamente all’auto felice e incredibilmente appagato della bella giornata trascorsa.

Mappa del bel percorso

Mappa del bel percorso

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3 risposte a “Giro per creste: Cima Vacche – Castelat – Cornor

  1. Pingback: Lista trekking, escursioni e passeggiate | RITORNO ALLE ORIGINI·

  2. Bellissimo giro! Non riesco a ricordare il giorno esatto in cui sono stato al Semenza, ma se scendendo hai trovato tre ragazzi nei pressi del bivacco invernale quelli eravamo noi 🙂 Mi era venuto il dubbio che fossi tu!

    • Non era quel giorno ma era il 24 giugno, quando ho salito la cresta SO del Cornor (prossimamente scriverò l’articolo). Mi ricordo di voi tre 🙂 prossima volta fermami così si fa fanno quattro chiacchere!!! Nel caso scrivimi via mail per fare qualche giretto

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