Ancora al rif. Semenza, ma questa volta per la cresta SO del Cornor

Questo giro è saltato fuori proprio per caso. Volevo in realtà salire al Cornor per poi raggiungere la cima del Guslon da lì ridiscendere a Col Indes, ma sapendo di una eventuale discesa su tracce poco frequentate che vanno e vengono e visto che anche questa volta le nuvole nell’Alpago non mancavano, ecco il ripiegare su questa cresta decisamente poco frequentata.

Anche questa volta nuvole

Anche questa volta nuvole

Comunque partendo dall’inizio mi ritrovo al mattino presso la malga Pian Lastre a guardare i nuvoloni che girano attorno a me e già penso che sono stato ingannato dallo strano meteo che qui è spesso incoerente con tutte le zone limitrofe, dalla pianura alle Dolomiti. Ormai però sono salito e un giretto me lo voglio fare. Parto spedito e salgo il sentiero 926; per fortuna ho messo gli scarponi, la pioggia del giorno precedente ha ridotto ad acquitrino la prima parte del tratturo che passa per pascoli.

Inizio dell'escursione

Inizio dell’escursione

Verso il rifugio Semenza

Verso il rifugio Semenza

Attento tu!

Attento tu!

La salita scivola via veloce, senza pensieri. Il sole ogni tanto fa capolino ma verso Ovest il grigiume non accenna a sparire. Esco dal bosco, poco più su aggiro cima Vacche e poi mi ritrovo a guardare una sella che divide un anfiteatro ghiaioso chiuso fra le creste che convergono al Castelat. Incuriosito lascio la traccia bollata e salgo oltre il verde pendio dove un pino sembra aver ceduto al peso della gravità.

Sentiero CAI 926

Sentiero CAI 926

Cima Manera e Cimon di Palantina

Cima Manera e Cimon di Palantina

Quell'anfiteatro nascosto mi incuriosisce

Quell’anfiteatro nascosto mi incuriosisce

Achillea del Clavena

Achillea del Clavena

Qui si svolta a sinistra

Qui si svolta a sinistra

Salito di pochi metri mi viene l’idea di proseguire per quella che risulta essere la cresta Sud-Ovest del Cornor, e quasi senza nemmeno dare uno sguardo alla struttura naturale che m’aveva attirato lì, avanzo lungo una flebile traccia molto probabilmente d’animali. Raggiungo la cresta sul versante del Semenza e qui bisogna salire: un canalino sporco di detriti ed erba non m’ispira poi così tanto, quindi ritorno indietro ma stando sotto parete e, aggirato il breve spigolo che termina che un piccolo gendarme, trovo una parete che mi gusta molto più di quello che ho visto poco prima.

Verso l'inizio della cresta

Verso l’inizio della cresta

Questo canale non mi piace, meglio aggirare lo spigolo verso sinistra

Questo canale non mi piace, meglio aggirare lo spigolo verso sinistra

Comincio ad arrampicare su ciò che dovrebbe essere un II grado superiore, ma la roccia che tanto mi sembrava buona sembra un libro che perde le pagine. Tutto è instabile, qualsiasi cosa tocco mi resta in mano e tutto quello che provo a battere con il pugno o lo scarpone suona vuoto. Essendo un testardo insisto e finalmente l’ho vinta: in un paio di minuti sono uscito da quei sei metri di massi all’apparenza belli quanto disastrati.

Lungo la prima paretina

Lungo la prima paretina

Dopo il primo tratto devo comunque procedere per quel canalino che non mi piaceva e seguirlo fino al suo termine stando in spaccata su qualche cosa di buono per non tribolare con ghiaie instabili e su una pendenza non propriamente da testare. Poi devio a destra, un paio di passaggi di I grado, un paio di piccoli ometti nuovi di zecca e via, sono uscito dalla parte più rognosa per quanto riguarda la stabilità del terreno.

Altri facili passaggi ma su roccia migliore

Altri facili passaggi ma su roccia migliore

Salgo ancora e la roccia si fa migliore. Resto sul filo di cresta e mi diverto con qualche altro passaggio elementare. Poi ecco che le rocce lasciano spazio all’erba, ma l’ascesa da qui diventa quasi una camminata, tranne che in un punto dove si trovano ancora alcuni facili passaggi ma su roccia mista a erba e terra. Di sicuro rimango quasi stupito da quante Stelle Alpine ci sono qui!

Da calcare a erba

Da calcare a erba

Stelle Alpine

Stelle Alpine

Stella Alpina

Stella Alpina

Raggiunta la cima del Cornor invece d’andare al rifugio Semenza decido di continuare per creste e andare sul Castelat a controllare la situazione nuvole per un’eventuale tentativo di rientro a Col Indes dal Guslon. Scendo quindi alla forcella che divide le due cime e poi nuovamente a riprendere quota. Quando arrivo sulla vetta a quota 2208 metri slm, mi guardo attorno e il maltempo decide di respingermi. Non demordo: arrivo sempre per filo di cresta fra il Castelat e il Guslon ma vengo circondato dalla nebbia. E’ ora di tornare indietro.

Cima del Cornor, 2170 metri slm

Cima del Cornor, 2170 metri slm

Salendo al Castelat, le creste che portano al Guslon

Salendo al Castelat, le creste che portano al Guslon

Autoscatto sulla cima del Castelat

Autoscatto sulla cima del Castelat

Dal Castelat per cresta verso la forcella che lo divide dal Guslon

Dal Castelat per cresta verso la forcella che lo divide dal Guslon

Ritorno per traccia verso il Cornor

Ritorno per traccia verso il Cornor

Seguo la traccia che passa poco sotto e mi dirigo verso il rifugio, risalendo la prima cima fatta. Dopo una mezzora varco la soglia del Semenza ma al posto di Alessia ci sono la sua mamma e la sorella Nicoletta, entrambe gentili quanto lei. Una fetta di dolce dalla porzione esagerata e un caffè, quattro parole e sono ricaricato e pronto al rientro.

Nuovamente sul Cornor... un attimo per sistemare l'ometto

Nuovamente sul Cornor… un attimo per sistemare l’ometto

Discesa verso il Semenza mentre le nubi mi sono addosso

Discesa verso il Semenza mentre le nubi mi sono addosso

Non ti scordar di me

Non ti scordar di me

Rifugio Semenza dalla cresta Est del Cornor

Rifugio Semenza dalla cresta Est del Cornor

Bivacco Semenza

Bivacco Semenza

Mi ributto fra la nebbia seguendo il sentiero 926 ma questa volta senza deviazioni. A metà discesa buco le nubi e me le lascio sopra di me, così finalmente posso vedere qualche cosa. Tornato ai prati nei pressi della macchina scopro che ci sono anche qui dei cippi di confine della Repubblica Serenissima; che tuffo nel passato! Ma è quasi mezzogiorno e la pancia brontola, devo tornare a casa…

Rifugio Semenza

Rifugio Semenza

Discesa fra le nubi

Discesa fra le nubi

Vista verso la piana del Cansiglio

Vista verso la piana del Cansiglio

Sui pascoli iniziali

Sui pascoli iniziali

Cippo

Cippo

Cippo

Cippo

Escursione rinviata, quella che volevo fare, ma fortunatamente n’è uscito un giro di tutto rispetto lungo una cresta che non viene praticamente mai fatta. Molto difficilmente ripeterò questo percorso, però come uscita alternativa è stata decisamente positiva. Bello.

Alpago

Alpago

Mappa del giro

Mappa del giro

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3 risposte a “Ancora al rif. Semenza, ma questa volta per la cresta SO del Cornor

  1. Pingback: Lista trekking, escursioni e passeggiate | RITORNO ALLE ORIGINI·

  2. Ciao andrea,bella cresta selvaggia in una gran bella zona che conosco bene. Mi chiedevo in merito alla foto con la dicitura”questo canale non mi piace”. La via piu’ logica e divertente non e’ forse il diedrino fessurato che sale a destra del masso in primo piano? E’ un giro che si presta da fare “on sight”?

    • Se non ricordo male, ma potrei sbagliare, lì il passaggio iniziale è strapiombante ed esposto (sotto ci sono le pareti che cadono sul sentiero che porta al rif. Semenza). Poi come scritto la roccia non è della migliore, anzi, quindi mi son ritrovato a salire dall’altra parte. Comunque le possibilità sono molteplici, la via non è sicuramente obbligata.

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