Trekking nel cuore delle Dolomiti Friulane (primo giorno)

Primo giorno: Rifugio Pordenone – bivacco Marchi Granzotto – Rifugio Padova

Un trekking di due giorni nel cuore delle Dolomiti Friulane m’aveva sempre attirato e siccome Valentina, a parte il giro fatto fino al Campanile di val Montanaia in una giornata uggiosa, non era mai stata ad ammirare queste zone, abbiamo preso la palla al balzo e siamo partiti per un giro estremamente bello e appagante.

Da Pian Meluzzo la val Montanaia

Da Pian Meluzzo la val Montanaia

Il primo giorno ce la prendiamo comoda e la partenza da Pian Meluzzo non è certo di quelle che prevedono un’alzataccia, anzi! Dopo un caffè al rifugio Pordenone e due chiacchere con Marika (che lo gestisce assieme ad Ivan), siamo pronti a iniziare la salita che attraverso la val Monfalcon di Cimoliana ci porterà a forcella del Leone.

Verso il bivacco Marchi Granzotto

Verso il bivacco Marchi Granzotto

Valentina presso il rifugio Pordenone

Valentina presso il rifugio Pordenone

Rospo

Rospo

Attraversiamo da prima un tratto boschivo quasi pianeggiante che ci fa sbucare sulle ghiaie che danno il benvenuto nella valle da salire. Attraverso il sentiero CAI 349 cominciamo a prendere quota fra sassi più o meno piccoli guidati dai vari ometti e i rari bolli bianco/rossi.

Val Monfalcon di Cimoliana

Val Monfalcon di Cimoliana

Ciclamini

Ciclamini

Magie tra le rocce

Magie tra le rocce

Aiuola naturale

Aiuola naturale

Le nuvole sopra di noi coprono le cime, i pinnacoli e le guglie che ci sovrastano, ma a volte qualche cosa si riesce ad intravedere e non manchiamo di gustarlo pienamente.

La torre di fronte a cima Eva

La torre di fronte a cima Eva

Val Monfalcon di Cimoliana

Val Monfalcon di Cimoliana

In prossimità del bivio che porterebbe a forcella Cimoliana ci concediamo una breve pausa, incontrando la prima buona fonte d’acqua di quest’ampia conca. Da qui per un tratto le rocce lasciano spazio a una zona verdissima e molto rigogliosa, dove riusciamo a scorgere anche la fioritura di un magnifico Giglio selvatico. Poi un rumore attira Valentina che mi indica dei camosci che corrono poco sopra di noi con estrema eleganza. Fermarsi a guardarli è d’obbligo.

Bivio

Bivio

Prima pausa

Prima pausa

Camosci

Camosci

Giglio selvatico

Giglio selvatico

Camoscio

Camoscio

Ripresa l’ascesa eccoci nuovamente fra alcune sorgenti e l’ultima è scelta come rubinetto naturale per rinfrescarci con un paio di grosse sorsate. Usciamo dalla parte verde e torniamo così su ghiaie per l’ultimo tratto che ci deposita in forcella, ma prima con una breve deviazione salendo sulla parte più a Nord delle Creste del Leone dove riusciamo finalmente a vedere le cime che vanno dal Manfalcon di Montanaia a quello di Cimoliana.

Ultima sorgente

Ultima sorgente

Cime orientali della valle

Cime orientali della valle

Verso forcella del Leone

Verso forcella del Leone

Cima Veronica e Monfalcon di Cimoliana

Cima Veronica e Monfalcon di Cimoliana

Gendarmi sulle Creste del Leone

Gendarmi sulle Creste del Leone

Sulle Creste del Leone

Sulle Creste del Leone

Cima d'Arade

Cima d’Arade

Dalla forcella scendiamo al bivacco Marchi Granzotto dove scatta la seconda pausa della giornata. Anche qui le nuvole vanno e vengono e ancora con un po’ di fortuna riusciamo a  vedere le belle vette che ci circondano.

Sulla forcella del Leone con la targa dedicata a Piero Taiariol

Sulla forcella del Leone con la targa dedicata a Piero Taiariol

Monfalcon di Forni

Monfalcon di Forni

Val Monfalcon di Forni

Val Monfalcon di Forni

Bivacco Marchi Granzotto

Bivacco Marchi Granzotto

Dentro al bivacco

Dentro al bivacco

Dentro al bivacco

Dentro al bivacco

Ammirando cima Barbe e cima dei Pecoli

Ammirando cima Barbe e cima dei Pecoli

Croda Ultima del Leone

Croda Ultima del Leone

Monfalcon di Forni

Monfalcon di Forni

Monfalcon di Cimoliana

Monfalcon di Cimoliana

Nuovamente in marcia eccoci nell’ultima parte di salita, quella che dal bivacco porta a forcella Da Las Busas, dove la vista verso Forni è pari a zero, e subito oltre a forcella Monfalcon di Forni; da questa lo spettacolo verso Ovest è magnifico! Il Crodon di Giaf, con le sue numerose punte lungo la Scala Grande, fa intravedere dietro di se il possente Antelao. Di fronte, nascosto, il Pelmo. I Monfalconi a sinistra sembrano guidare lo sguardo verso un portone che buca la roccia vicino a Punta Cattaneo. Strepitoso.

Da forcella del Las Busas, panorama zero

Da forcella del Las Busas, panorama zero

Vista sul Cadin d'Arade

Vista sul Cadin d’Arade

Dietro la Scala Grande del Giaf, l'Antelao

Dietro la Scala Grande del Giaf, l’Antelao

Il portone

Il portone

Scendiamo godendo di questi panorami il Cadin d’Arade e poi la val d’Arade (sentiero CAI 342), mentre il sole fa capolino regalando colori stupendi soprattutto sulle pareti del Cridola e del Crodon di Scodavacca. Scendiamo lentamente e poco prima del rifugio Padova, nostra meta della giornata, rientriamo in un bel bosco e ci lasciamo le dure rocce dietro di noi.

Genziana

Genziana

Gruppo del Cridola illuminato dal sole

Gruppo del Cridola illuminato dal sole

Verso il rifugio Padova

Verso il rifugio Padova

Si scende fra panorami incredibili

Si scende fra panorami incredibili

Ultimo tratto nel bosco

Ultimo tratto nel bosco

Nei pressi del rifugio Padova

Nei pressi del rifugio Padova

Scultura fuori dal rifugio

Scultura fuori dal rifugio

Rifugio Padova

Rifugio Padova

Scultura fuori dal rifugio

Scultura fuori dal rifugio

Scultura fuori dal rifugio

Scultura fuori dal rifugio

Di colpo il bosco lascia spazio a un lieve pendio verdissimo ed ecco la struttura che ci ospiterà la notte. Bellissimo il rifugio, molto simpatiche le sculture all’esterno e alcune di esse sono scolpite in maniera eccellente. L’interno non è da meno dell’esterno, con un piccolo museo dell’alpinismo in entrata molto interessante. La gestione? Beh, fantastica! Gentilezza, educazione, pulizia e cibo ottimo sono sicuramente le prime quattro cose che mi vengono in mente, mentre se dovessi trovare un aspetto negativo farei veramente fatica nel tirarlo fuori.

Finisce così la nostra prima fantastica giornata, con una mega-cena e una bella dormita nelle belle stanze del Padova.

Buonanotte

Buonanotte

Per andare al secondo giorno di trekking, fai un click qui.

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2 risposte a “Trekking nel cuore delle Dolomiti Friulane (primo giorno)

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