Trekking nel cuore delle Dolomiti Friulane (secondo giorno)

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Secondo giorno: Rifugio Padova – forcella Segnata- Rifugio Pordenone

Riposati con una lunga dormita, alle 7 ci svegliamo e ci ritroviamo un’abbondante colazione di fronte preparata da Barbara. Dopo esserci rifocillati salutiamo e cominciamo la nostra giornata per rientrare verso l’auto.

C'è qualcuno fuori dalla finestra!

C’è qualcuno fuori dalla finestra!

La vista dalla camera del rifugio

La vista dalla camera del rifugio

Pezzi del piccolo museo sull'alpinismo locale all'interno del rifugio

Pezzi del piccolo museo sull’alpinismo locale all’interno del rifugio

Pezzi del piccolo museo sull'alpinismo locale all'interno del rifugio

Pezzi del piccolo museo sull’alpinismo locale all’interno del rifugio

Pezzi del piccolo museo sull'alpinismo locale all'interno del rifugio

Pezzi del piccolo museo sull’alpinismo locale all’interno del rifugio

Fuori dal rifugio incontriamo Paolo, un signore di Ravenna anche lui intenzionato a salire la forcella Segnata e quindi si decide di fare il percorso assieme. Un cartello indica la direzione da prendere e in breve siamo nel sentiero CAI 357 che sale piacevolmente nel bel bosco.

Rifugio Padova

Rifugio Padova

Crodon di Scodavacca

Crodon di Scodavacca

La cappelletta nei pressi del rifugio

La cappelletta nei pressi del rifugio

Direzione forcella Segnata

Direzione forcella Segnata

Nel bosco lungo il sentiero CAI 357

Nel bosco lungo il sentiero CAI 357

Prendiamo quota velocemente e dopo poco i faggi e gli abeti lasciano spazio alle rocce. Saliamo il ghiaione che sembra un grande imbuto disegnato che ci spinge verso l’alto, mentre sulla nostra destra la val Cadin e il Cadin di Toro rubano spesso la nostra attenzione. Poi quando ci giriamo il gruppo delle Marmarole illuminato dal sole è stupendo.

Il Portone

Il Portone

Campanile Toro

Campanile Toro

Val Cadin

Val Cadin

Marmarole

Marmarole

Man mano che ci alziamo e più il ghiaione si restringe e s’impenna. Entriamo nella stretta gola e ci teniamo sul suo lato sinistro fin quando non troviamo una corda fissa che ci obbliga a salire un ramo di destra seguendo i numerosi bolli.

Le ghiaie ci spingono nella gola

Le ghiaie ci spingono nella gola

Si sale veloci vista la ripidezza

Si sale veloci vista la ripidezza

Nel grande canale

Nel grande canale

Si supera la corda fissa

Si supera la corda fissa

Fatto il primo passaggio, la continuazione è un susseguirsi di sfasciumi, passaggi di primo grado e in un paio di punti dei brevi tratti di II grado, uno dei quali leggermente esposto. Personalmente più che un percorso per escursionisti esperti sembra un percorso alpinistico, soprattutto per chi volesse farlo al contrario. Di certo la salita alla forcella non è banale, ma è altamente appagante sia per la divertente progressione, sia per gli scorci che sa offrire a chi la percorre, con panorami che vanno dalle Tre Cime di Lavaredo alle ramificazioni del canale che si sta salendo e che lasciano senza fiato per bellezza.

Le rocce ci attendono

Le rocce ci attendono

Passaggi di primo grado su roccia non troppo sana

Passaggi di primo grado su roccia non troppo sana

Poca esposizione ma comunque molta attenzione

Poca esposizione ma comunque molta attenzione

Le difficoltà aumentano

Le difficoltà aumentano

Passaggio di II grado

Passaggio di II grado

Su un terrazzino dai panorami eccezionali

Su un terrazzino dai panorami eccezionali

Guglie e pinnacoli, posto incredibile

Guglie e pinnacoli, posto incredibile

Paolo su uno degli ultimi passaggi

Paolo su uno degli ultimi passaggi

Tre Cime di Lavaredo

Tre Cime di Lavaredo

Quasi in forcella

Quasi in forcella

Arrivati in forcella, 2150 metri slm, ci spostiamo a sinistra per andare ad ammirare il Campanile di Val Montanaia dall’alto, anche se poi è la valle nel suo complesso che rende il posto qualche cosa di unico!

Forcella Segnata

Forcella Segnata

Campanile di val Montanaia

Campanile di val Montanaia

Cime Postegae

Cime Postegae

Croda Cimoliana

Croda Cimoliana

Volti di Toro

Volti di Toro

Forcella Segnata, 2150 metri slm

Forcella Segnata, 2150 metri slm

Scendiamo in val Montanaia passando dietro cima Rosina e facendo molta attenzione causa la ghiaia fine ed infima. Ancora un paio di passaggi di primo grado e poi eccoci sul facile sentiero che ci porta al bivacco Perugini.

Vulneraria

Vulneraria

Ultimo tratto dove porre molta attenzione

Ultimo tratto dove porre molta attenzione

Valentina e Paolo nell'ultimo tratto insidioso

Valentina e Paolo nell’ultimo tratto insidioso

Campanile di Val Montanaia

Campanile di Val Montanaia

Verso il bivacco

Verso il bivacco

Una pausa obbligatoria anche per salutare Paolo che da qui in poi proseguirà verso forcella Montanaia mentre noi scenderemo lungo il sentiero CAI 353.

Forcella Montanaia

Forcella Montanaia

Bivacco Perugini

Bivacco Perugini

Campanile di val Montanaia

Campanile di val Montanaia

Si scende lungo la val Montanaia

Si scende lungo la val Montanaia

La parte finale ce la gustiamo con calma, scendendo fino al rifugio Pordenone dove non ci lasciamo scappare l’opportunità di mangiare una fetta di torta di Marika assieme a un buon caffè di moka.

Campanile di val Montanaia

Campanile di val Montanaia

Ultimo tratto in discesa fra le Dolomiti Friulane

Ultimo tratto in discesa fra le Dolomiti Friulane

Campanile del Rifugio o Dente del Giudizio

Campanile del Rifugio o Dente del Giudizio

Rifugio Pordenone

Rifugio Pordenone

Due giorni bellissimi con Valentina in mezzo alle Dolomiti Friulane, montagne che sanno regalare paesaggi da sogno e camminate che non lasciano spazio alla noia; il tutto fra due rifugi molto ben curati e gestiti con professionalità e passione. Insomma, per concludere, trekking eccezionale!

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2 risposte a “Trekking nel cuore delle Dolomiti Friulane (secondo giorno)

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