Cima Grande della Scala (rampa Sud-Est di destra)

Dopo un anno rieccoci qui. Si bon dai, poco meno di un anno, ma il luogo è quello e la parete pure. Al posto di Daniele però c’è Michele. Qui per la prima volta ho fatto un’uscita con Fulvio; e che uscita! Grazie a Daniele eravamo usciti indenni dalla nostra prima “nuova via“. Emozioni, risate, tensione, attenzione, sguardi, felicità… tutto mescolato assieme. Mentre ci calavamo poi, ecco che il nostro istruttore ci illumina dicendo che da dove stiamo scendendo sale una via di III/IV grado. Ci ripromettiamo di farla e il 3 agosto 2015 siamo qui a mantenere quella promessa.

La via aperta l'anno scorso

La via aperta l’anno scorso

Per arrivare nel vallone di Riofreddo la strada è lunga. Ci sono mille metri di dislivello che mantengono le distanze da quei posti più frequentati a questo luogo ancora selvaggio dove l’unica cosa che si sente è il soffiare del vento o il correre dei camosci. Non tutti sono disposti a sorbirsi una camminata con corde e attrezzatura in spalla per fare 250 metri di parete, ma chi lo fa qui viene pienamente ripagato.

Inizio del sentiero CAI 625

Inizio del sentiero CAI 625

Casera Brunner

Casera Brunner

Forcella Riobianco

Forcella Riobianco

La via da fare è la rampa Sud-Est di destra che sale Cima Grande della Scala. Quando dopo una bella sudata arriviamo a vedere la linea di salita quasi non ci crediamo: tutta la parete è asciutta tranne il diedro e le placche che dobbiamo salire. Sbarriamo gli occhi e quasi non ci crediamo. Apro il libro alla ricerca di qualche cos’altro da fare mentre ci avviciniamo all’attacco. Siamo un po’ sconfortati.

La "nostra" rampa si presenta bagnata nel mezzo di una parete completamente asciutta

La “nostra” rampa si presenta bagnata nel mezzo di una parete completamente asciutta

Arrivati alla base riprendiamo però animo e decidiamo di partire ugualmente stando qualche metro a sinistra della linea di salita ma evitando l’acqua che annerisce il bel calcare compatto. Quindi per questa volta non troverete una relazione di salita “classica”, ma mi limiterò a descrivere i tiri così come noi li abbiamo fatti, che si discosta per soste e per linea a quella che dovrebbe essere la salita originale che si mantiene dove la rampa va a formare un grande diedro. Ma torniamo all’arrampicata…

Michele fa sicura alla base

Michele fa sicura alla base

Fulvio pianta un chiodo, attacca la rampa nel suo punto più basso e decide subito per un bel passaggio di III pieno per poi proseguire su roccia articolata (II) fino a una sosta trovata a destra su una cengia non bagnata segnando una lunghezza di 30 metri. Riparte dovendosi spostare tutto a sinistra nuovamente. Ne viene fuori un bel tiro di III continuo con qualche passo più difficile su placca. 45 metri poco proteggibili e sosta su cordini di calata.

Fulvio impegnato nella prima lunghezza durante il passaggio di III

Fulvio impegnato nella prima lunghezza durante il passaggio di III

Questa volta tocca a me assicurare il primo

Questa volta tocca a me assicurare il primo

Seconda lunghezza, completamente fuori via alla ricerca dell'asciutto

Seconda lunghezza, completamente fuori via alla ricerca dell’asciutto

Ancora fra rigole d’acqua in mezzo alla rampa: 30 metri di IV pieno in placca dove proteggersi è quasi impossibile, fino a due chiodi dove l’amico si ferma  dopo aver arrampicato benissimo (sarebbero i due chiodi appaiati che si trovano nelle varie relazioni prima del passaggio di IV). Gran tiro. Bullo!

Seconda sosta

Seconda sosta

Vicino alla parete di destra è sempre bagnato. Nella terza lunghezza ne esce un tiro di IV stupendo!!!

Vicino alla parete di destra è sempre bagnato. Nella terza lunghezza ne esce un tiro di IV stupendo!!!

Da qui il cambio capo cordata. Mi lego la seconda corda e parto. Subito una paretina di 6-7 metri verticale ma lavorata (IV) dove passa la via originale, poi anch’io mi devo spostare a sinistra e arrampicare su placche appoggiate. La difficoltà diminuisce man mano che salgo da un terzo a un primo grado fin sotto alla roccia che forma un enorme tetto che copre la rampa. Sin qui faccio una cinquantina di metri o poco meno, ci sarebbe la sosta poco sopra. Scavalco il muretto che mi deposita a fianco di essa (III) ma decido di proseguire. A destra sempre bagnato, quindi per divertirsi un po’ e per non finire su sfasciumi salgo della roccia meno buona alla precedente ma molto lavorata fino a una clessidra con cordino. Non mi convince molto quel buco nella roccia, lo sfrutto comunque ma pianto anche un chiodo e recupero i due compagni per i 60 metri buttati fuori.

Quarta lunghezza, tocca a me. Ancora in cerca d'asciutto dopo il tratto iniziale.

Quarta lunghezza, tocca a me. Ancora in cerca d’asciutto dopo il tratto iniziale.

L’ultima parte la tira Michele. Si riporta verso la via originale con un passaggio di III vicino a quella che sarebbe l’ultima sosta (che utilizzeremo per la prima calata) e poi sul marcio con passaggi di I e II grado sale fino alla fine della nuda roccia, dove l’erba la fa da padrona, poco sotto alla cresta che divide Cima Grande da Cima Piccola della Scala.

Le chiappe di Fulvio meritano sempre una foto

Le chiappe di Fulvio meritano sempre una foto

Michele parte per l'ultimo tiro

Michele parte per l’ultimo tiro

Uscendo dall'ultimo tiro

Uscendo dall’ultimo tiro

Sulla cresta terminale

Sulla cresta terminale

Arrivati

Arrivati

Stretta di mano, uno sguardo al mare di nuvole che subito oltre la parete crea un’immagine unica e siamo pronti a scendere. Quattro calate in corda doppia lungo la via, che adesso sembra quasi completamente asciutta come per scherzo, e siamo alla base, felici.

Cima Piccola della Scala

Cima Piccola della Scala

Spettacolare

Spettacolare

Fulvio

Fulvio

Michele

Michele

Andrea

Andrea

Nuovamente alla base

Nuovamente alla base

Ecco la rampa appena fatta

Ecco la rampa appena fatta

Bivacco CAI Gorizia e la Alta di Riobianco

Bivacco CAI Gorizia e la Alta di Riobianco

Rientriamo ridendo e cantando, insomma, nello stesso modo in cui eravamo saliti. Direi che la gogliardia non è proprio mancata. Poi per finire, con la fame che ci attanagliava, un buon galletto e un paio di birre per festeggiare questa magnifica via sono stati ancor più d’obbligo per concludere come si deve una giornata magnifica.

Grazie amici!

Verso casa

Verso casa

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Una risposta a “Cima Grande della Scala (rampa Sud-Est di destra)

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