Un’avventura sul Campanile Toro

Ultimo giorno di ferie e naturalmente non posso farmi scappare l’opportunità di fare un’uscita lunga visto che poi sarà veramente dura avere del tempo per realizzarne delle altre. Con Michele si decide per il Campanile Toro visto che in molti ne elogiano la via benché l’avvicinamento sia di quelli spacca gambe, quindi la mattina ci ritroviamo ad attendere l’apertura del rifugio Padova per un caffè prima d’intraprendere la salita.

Il sole illumina le cime degli Spalti di Toro

Il sole illumina le cime degli Spalti di Toro

In attesa del caffè al rifugio Padova

In attesa del caffè al rifugio Padova

Alle 8 ci muoviamo lungo il sentiero CAI 357 che porta verso forcella Segnata, salendo nel fresco del bel bosco mentre aumenta progressivamente la pendenza. Poi nei pressi della tabella del Cadin di Toro lasciamo la via che ci porterebbe sotto Cima Toro per prendere la traccia a destra che uscendo dagli alberi ci deposita sulle ghiaie della val Ciadin.

Il porton che si vede salendo il sentiero CAI 357

Il porton che si vede salendo il sentiero CAI 357

Al bivio... a destra!

Al bivio… a destra!

Campanile Toro

Campanile Toro

Quasi nuovamente in piano per un breve tratto, poi di colpo ricomincia la salita e anche qui come prima la pendenza sale man mano che prendiamo quota. Spettacolare il gruppo degli Spalti di Toro che sono illuminati solo sulle aguzze punte.

Guglie

Guglie

Salendo le ghiaie, sullo sfondo il Cridola

Salendo le ghiaie, sullo sfondo il Cridola

Un tocco di colore fra il calcare

Un tocco di colore fra il calcare

Continuiamo sempre con più fatica fra le rocce ora finissime e ora grosse che non aiutano sicuramente. Fortunatamente la salita da Nord non fa filtrare il calore del sole.

Campanile Toro

Campanile Toro

Ecco l'attaco originale, alla base del campanile, lungo l'evidente canale/camino

Ecco l’attaco originale, alla base del campanile, lungo l’evidente canale/camino

Dove battiamo il chiodo???

Dove battiamo il chiodo???

Pronti alla partenza

Pronti alla partenza

Arrivati alla base del campanile decidiamo di non attaccare la via dal bollo, facendo la cengia iniziale, ma decidiamo di salire un camino dove salirono i primi apritori seguendo quindi la linea originale. Dopo esserci legati, aver messo in ordine tutta la ferraglia e aver piantato il chiodo di partenza, iniziamo la parte da arrampicare.

Prima lunghezza

Prima lunghezza

Sulla prima sosta

Sulla prima sosta

In arrampicata sul tratto di III+ del secondo tiro

In arrampicata sul tratto di III+ del secondo tiro

Lungo la seconda lunghezza

Lungo la seconda lunghezza

Michele sale il terzo tiro

Michele sale il terzo tiro

Terzo tiro visto dall'alto

Terzo tiro visto dall’alto

Vista dalla fine della cengia mediana

Vista dalla fine della cengia mediana

I tiri si susseguono tranquilli viste le basse difficoltà che s’incontrano, benché la roccia soprattutto sulla seconda parte non sia poi così eccezionale come dicono. Un paio di soste le attrezziamo noi visto che non ci sono, ma tanto abbiamo tutto l’occorrente per farlo, oltre al tempo e al meteo dalla nostra.

Inizio del quarto tiro

Inizio del quarto tiro

Michele risale il quarto tiro

Michele risale il quarto tiro

In uscita dal camino (poi spigolo) del quarto tiro

In uscita dal camino (poi spigolo) del quarto tiro

La famosa rampa

La famosa rampa

Michele arrampica il quinto tiro

Michele arrampica il quinto tiro

Sesto tiro. Si può notare il canale di salita dove passa la corda. Salendo invece verticalmente si può affrontare una breve variante di IV

Sesto tiro. Si può notare il canale di salita dove passa la corda. Salendo invece verticalmente si può affrontare una breve variante di IV

Verso l'ultima sosta prima della cima

Verso l’ultima sosta prima della cima

Ultimo tiro

Ultimo tiro

Arrivati sulla cima stretta di mano, suonata alla campana, firma sul libro di vetta e uno sguardo al meraviglioso panorama di cui si può godere. Distanti, oltre al Castellato di Vedorcia, il Pelmo e l’Antelao spiccano su tutti. Più a destra si possono intravedere anche le Tre Cime di Lavaredo. Le più vicine punte e guglie delle Dolomiti Friulane regalano infine scorci unici.

Eccoci in cima. Sullo sfondo il Castellato di Vedorcia, il Pelmo e l'Antelao

Eccoci in cima. Sullo sfondo il Castellato di Vedorcia, il Pelmo e l’Antelao

Particolare della campana

Particolare della campana

Campanile Toro, 2345 metri slm

Campanile Toro, 2345 metri slm

Ma è tempo di scendere e quindi ci prepariamo per le doppie che saranno molte. Anche se non contemplata ne facciamo una anche dalla cima visto che la via è stata da poco attrezzata a spit con catena proprio per questo. Poi alla quarta calata (la terza che s’incontra nelle varie relazioni) decidiamo di non scendere per la rampa fatta durante la salita, ma logicamente di scendere per la verticale parete fino alla cengia mediana, la quale viene data di 30 metri di lunghezza, quindi sicuramente fatta con una corda da 60 come stiamo facendo noi. Michele si cala e poi mi comunica che la corda non basta, ma ha trovato una cengia “comoda”. Mi calo anch’io e lo raggiungo. Valuto un attimo la situazione rimanendo appeso come un salame e andando un po’ a destra e un po’ a sinistra in cerca di qualche cosa di buono: parete perfettamente verticale molto placcosa ma con possibilità di mettere un chiodo, cengia non proprio comoda dov’è il compagno a qualche metro sulla mia destra, poca voglia di lasciare materiale…

Prima calata in corda doppia

Prima calata in corda doppia

Calata lungo la rampa. Si può scendere anche lungo l'evidente fessura

Calata lungo la rampa. Si può scendere anche lungo l’evidente fessura

Vecchio chiodo

Vecchio chiodo

Lungo la CD dalla metratura sbagliata nelle varie relazioni

Lungo la CD dalla metratura sbagliata nelle varie relazioni

Michele mi allunga la seconda mezza corda e la aggiungo sotto a quella di calata, un paio di manovre dove un paio di santi mi raggiungono nel mondo terreno, e dopo aver saltato i nodi di giunzione posso scendere fino alla famosa cengia mediana. Porgo la corda a Michele e mi raggiunge anche lui. Che cacchio, due relazioni sbagliate in pieno sulla lunghezza di calata!!!

Dopo l'allungo di corda, anche Michele può scendere dalla cengetta dove s'era assicurato

Dopo l’allungo di corda, anche Michele può scendere dalla cengetta dove s’era assicurato

Continuiamo la discesa fino alla base e rimettiamo via tutto. Finalmente finita. Anche la discesa direi che da il suo bel da fare lungo il Campanile Toro.

Ultime calate

Ultime calate

Da qui il percorso verso il rifugio Padova è quello fatto in salita, ma cercando un po’ di ghiaia che ci faccia scendere più velocemente, anche se non ce n’è molta soprattutto nella parte alta vicino a forcella Le Corde.

Scendendo, ancora il Campanile Toro

Scendendo, ancora il Campanile Toro

Sempre più stanchi fra le ghiaie

Sempre più stanchi fra le ghiaie

Il sole dietro al Castellato di Vedorcia

Il sole dietro al Castellato di Vedorcia

Arrivati in rifugio non possiamo redimerci da una birra, più che meritata per festeggiare questa giornata; e anche se la via non è per nulla esaltante, ma anzi è forse la più brutta dell’anno, è sicuramente una di quelle che ti fa fare molta esperienza sul come muoverti. Di certo però l’ambiente è unico, bellissimo, e dalla cima si gode di un panorama mozzafiato! Magiche Dolomiti di Sinistra Piave.

Il sole illumina gli Spalti e noi salutiamo

Il sole illumina gli Spalti e noi salutiamo

RELAZIONE

Ripetitori (31/8/2015): Del Fiol Michele e Andrea Favret

Zona: Dolomiti di Sinistra Piave

Gruppo: Spalti di Toro

Cima: Campanile Toro, 2345 metri slm

Parete: Ovest

Sviluppo: 205 metri (+ 50 di trasferimento)

Dislivello: 170 metri

L’attacco si raggiunge salendo inizialmente il sentiero CAI 357, poi ove le tabelle indicano il Cadin di Toro si devia a destra per buona traccia fin quando questa sale per ghiaie. Da qui non si sale il ghiaione che si ha di fronte, ma bisogna andare alla destra del Campanile Toro e risalire le ghiaie che scendono da forcella Le Corde. Prima per evidente traccia, poi seguendo più faticosamente qualche bollo e qualche ometto, si perviene alla base del campanile. Si attacca un camino posto una trentina di metri sotto all’evidente bollo rosso dove una cengia farebbe saltare il primo tiro della via originale da noi percorso (sulle altre relazioni la partenza viene invece data proprio lì).

Primo tiro. Arrampicare all’interno del camino fino a uscire su un comodo terrazzo (II con passi di II+) dove si perviene la sosta. 20 metri

Secondo tiro. Salire  da prima una facile paretina (II) e poi il camino/diedro che sale obliquo a destra (II). Continuare ancora lungo la stessa linea ove il diedro lascia posto a una larga fenditura (III+, chiodo) che si risale fino alla sosta su comoda cengia (III). 30 metri

Terzo tiro. Ci si sposta a sinistra di un paio di metri e poi si risale a destra una rampa gradonata fino al suo termine sulla grande cengia mediana (II con un passo di III) con presente la sosta. 25 metri

Trasferimento. Lungo la cengia mediana, in conserva per 50 metri verso destra fino a trovare un ometto poco prima dell’interruzione della cengia. Nessuna difficoltà, sosta da attrezzare. 50 metri

Quarto tiro. Dall’ometto salire lungo il largo camino tenendo la sinistra (II). Lasciarsi il fondo di questo sulla propria destra e salire per lo spigolo che si viene a formare sopra, per poi attraversare con passaggio aereo sulla sinistra (II+) e rientrare fino a comoda cengia (II) rinvenendo la sosta. 50 metri

Quinto tiro. Continuare lungo la cengia (elementare) per qualche metro e arrampicare la rampa che sale verso la cima (II). Salire sopra il masso incastrato (passo di III) e sostarci sopra comodamente. 30 metri

Sesto tiro. Salire il camino a sinistra della sosta (III) fino a incontrare un’altra sosta poco sopra. Non fermarsi ma proseguire per cengia verso destra (I ma friabile) fino alla fine ove bisogna attrezzare la sosta. 30 metri

Settimo tiro. Salire il canalino su detriti (I) e deviare ancora per cengia verso sinistra prima del suo termine portandosi sopra la sosta saltata nel tiro 7 (II). Da qui con breve passaggio si è in cima (I). Sosta su campana. 20 metri

Linea di salita

Linea di salita

Per la discesa bisogna improntare delle doppie, ecco come abbiamo proseguito:
CD1: dalla nuova sosta sulla cima fino alla sosta saltata su L6, ma depositandosi al di qua della selletta che si vede dall’alto per non pendolare e poi andando a suddetta sosta. 20 metri
CD2: calarsi fino alla sosta sopra al masso incastrato. 20 metri
CD3: utilizzando per calarsi sempre la nuova sosta e non la vecchia, scendere lungo la rampa o lungo la fessura che sale verticale sotto la rampa. 30 metri
CD4: dalla sosta, lungo il camino di salita oppure direttamente sulla parete verticale sottostante che deposita sulla cengia mediana. 45 metri per il camino o 40 metri per la parete verticale
CD5: ci si porta alla sosta sopra al terzo tiro, da questa si scende appena a destra (faccia alla parete) rispetto linea di salita. 20 metri
CD6:  ci si porta alla sosta sopra al secondo tiro, da questa si scende appena a destra (faccia alla parete) rispetto linea di salita. 25 metri
CD7: dalla sosta fino alle ghiaie sottostanti. 20 metri

Note. Via d’ambiente, più alpinistica che di roccia. Le vecchie soste ora sono accompagnate da quelle nuove, messe nel 2012 e fatte con due spit con catena e anello, perfette per le calate. Oltre alla NDA utili un paio di chiodi anche se non indispensabili. Nel caso di salita con corda singola da 60 o 70 metri, lungo la CD4 si può scendere per 30/35 metri lungo il canale di salita e disarrampicare gli ultimi 10 metri di II grado. Salendo lungo sesta lunghezza, volendo si può fare una brevissima variante: invece di infilarsi nel canale a sinistra della vecchia sosta sopra il masso, si sale dritti per placca dove alcune piccole lame aiutano la progressione. Il tutto si esaurisce in una dozzina di metri, i primi 5 di IV mentre i successivi a scendere fino al II grado, ma l’arrampicata risulta bella anche se bisogna stare molto attenti alle lame non sempre così grosse da tenere.

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2 risposte a “Un’avventura sul Campanile Toro

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